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millais(Ophelia, by John Everett Millais)

 

 

 

…………………… A  volte, picchi intollerabili di nostalgia.

Raccapriccianti. 

Di continuo poi, come un basso accordato, malinconia. Una specie di formicolio di corpo addormentato.

Una dolenzia. Un mancamento. Quasi deliquio.

Quegli occhi! Quegli occhi! Quelli, soprattutto. Sebbene, anche le labbra e quei piccoli denti e le minuscole orecchie. Da mordere.

Ma no, dai! Mai dato morsi. Magari leccatine, come di gatta.

Non divaghiamo, comunque.

 

….… Si diceva:  a  volte, picchi intollerabili dì nostalgia. Fortunatamente, pietosamente, qualche tregua. Magari ascoltando la Pavane, Opus 50 di Faurè o semmai Gould, ecco sì, Gould. Quello cura. Placa. Guarisce.

No, guarire non se ne parla.

Ce ne stiamo come in attesa che finisca il bruciore, la ferita si chiuda, ma niente si chiude di quello che vorremmo.

 

E vorremmo quasi  nevicasse. Sì che è tra poco maggio.

E starcene sdraiati come l’Ophelia di Sir John Everett Millais in attesa che la neve ci copra tutta

 

come fossi tu

 

(by poetella)