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13726717_10208871168968783_8300205827814956442_n(foto di poetella)

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“Ero raddolcito; dicevo che bisogna rassegnarsi alla

propria tristezza e cercavo di fare di tutto ciò una virtù.

Ora, ho scrollato su tutto quanto la polvere dei miei sandali;

chissà dove il vento l’ha portata?”

 

 

………………….. il  vento che muove piano, dolce

dolce come una mano che accarezza, i teneri fiori

del plumbago, in quest’ora morbida di crepuscolo,

attonita la luce, in attesa dell’ultimo sospiro, prima

di notte.

 

…………………. Il vento che s’infila come uno sguardo

indiscreto, tra le foglie, alcune chiare, alcune scure, delle

piccole rose anciennes, sul tavolo a mosaico. Ed è ancora

caldo. Quasi sera.

 

………………… il vento dolcemente carico dei ronzii dell’estate,

degli ultimi cinguettii tra i rami alti dei pini, giù di sotto,

in giardino  e, se non fosse troppo ardito si coglierebbe nel vento

quasi un profumo di mare. O di pioggia. O di dimenticanza

 

mentre s’aspetta quieti la notte.

 

(by poetella)

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(Il testo in grassetto da “I nutrimenti terrestri di Andrè Gide)

 

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