Marina Abramović e Ulay

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– Lo sai, piccola (ok, non è più piccola, ma quale piccola! è una donna. Per lei però…) che forse ti devo distruggere un mito?

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la ragazza guarda lo schermo e legge. Si rabbuia.

“… A far calare il sipario su queste potenti azioni artistiche è oggi un processo avviato da Ulay che accusa Abramović di aver violato le condizioni di un contratto siglato nel 1999 e relativo alle opere create insieme. Ulay assicura che la performer serba sia colpevole di aver imposto a diverse gallerie di presentarla come unica autrice di lavori frutto della loro partnership, di aver mentito sul prezzo di vendita e di aver pagato solo in quattro occasioni nell’arco di 16 anni.

Un’accusa che, come fanno sapere gli avvocati, Abramović rifiuta seccamente ritenendola lesiva per la sua reputazione e che si prepara a smentire di fronte alla corte alla fine del mese.”

Ludovica Sanfelice – 12/11/2016”

Legge… il visetto triste. Corrucciato. Un bambino davanti al giocattolo rotto.

– ma loro, zia? Quelli della muraglia?

– già. Loro. Finita maluccio,  eh? Poi, finita. Boh…

– Poveri… (guarda che faccia!)

…………………………………….. Lei sorride. Come il Budda che sa. Poi

– Poveri? No. No poveri. Poveri sono quelli che non hanno mai vissuto storie così. Quelli che vivono nel grigio. Che non sanno il sussulto, il languore, la furia, la fiamma. Poveri sono quelli che… (scuote la testa, mestamente) Loro no. Chi ha provato questo, anche quando è ormai finito, mai poveri. Ricordati, piccola. Mai poveri. Tutta la vita ricchi. Nel ricordo.

Che nessuno porta via. Mai.

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(by poetella)