12742019_10207659287152495_3950843392524469361_n

12717360_10207659284312424_1977344540185919463_n

(foto della mamma di poetella)

.

La bambina guardava la mamma Bella mamma, bella bella!
Coi capelli rossi come un’aureola di fuoco attorno alla neve della pelle, bella mamma col vestitino di piquè rosa pesco senza maniche e i sandaletti bianchi coi tacchi e lei a sua sorella Non ti mettere i sandaletti di mamma che li rovini! Piccoli piedi, mezzo sandalo vuoto, Non ti mettere la vestaglia di mamma di taffetà che ci fai le macchie. E quella, macchè!
Bella bella mamma, la più bella di tutte le mamme di tutte le compagnette, così smunte, così tutte uguali, così banali, così poco eleganti, col fazzoletto in testa, portamonete in mano e retina della spesa sul braccio coi ciuffi di verdura che sbucavano. Bella bella mamma professoressa e la tua?
La mia fa le scale.
Che vuol dire fa le scale?
Bella bella mamma che le scale le faceva al piano con la vestaglia di raso celeste lunga fino a terra e tutte onde, come un mare attorno allo scoglio, attorno alle barchette, come un mare attorno alle pantofoline di raso col pon pon.
Bella bella mamma che cantava Que serà, serà e tutta la casa tintinnava di note e voce, di voce e note, gli argenti, le porcellane, la luce rosata del tramonto, tutto che tintinnava attorno e il resto del mondo in silenzio, il resto del mondo immobile, il resto del mondo incantato. E papà incantato a bearsi con la faccia di uno che E’ mia!
E io come sono, papà?
E mai Sei bella come mamma. Mai una volta Anche tu.
Poi, per fortuna, qualcun altro, sì.

Anzi, di più.


(by poetella)