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(foto di poetella)

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………………………………… Vedi, amore mio, oggi voglio raccontartela ‘sta giornata. È che finalmente ho un po’ di spazio mio in questo vortice di mi fai – mi dai, finalmente posso anche permettermi di stare alla finestra per più di cinque minuti a guardare quella nuvola di panna, che volentieri, adesso, ma no, niente. Niente stravizi. Lasciamo la panna in frigo che già va bene così.

………………………………….. Poter stare a scriverti, e dai, lo so che non leggerai ma non ha importanza.

No, davvero non ha importanza. Credimi.

………………………………….. Poter stare a scriverti è sempre stato un regalo che m’hai fatto, senza volere. Tutti i tuoi regali, vabbeh, qualcuno  no, ma quasi tutti i tuoi regali sono stati involontari. Anche quel dolore come frustate di diavoli dell’inferno è stato un regalo, ché senza quel dolore non sarei salita su per le schiene dei sette draghi. Non avrei raggiunto questa meravigliosa pace.

……………………………………. Una pace da angelo del Perugino, una pace da mano di Dio sulla testa, se Dio ci fosse e avesse voglia di mettermi una mano sulla testa. La tua c’è. Anche se non c’è. Vabbeh, dai, hai capito. E se non hai capito tu

ho capito io.

 

(by poetella)