(un video di poetella)

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Diciamo allora che l’estate s’è ormai slargata sulle cime dei pini qua sotto. Spadroneggia con risolutezza. Diciamo che la si deve accettare anche se ne conosciamo l’esito indesiderato.

Diciamo che le rose, ah! le rose, diciamo che le rose pare non la temano come me, pare se la stiano godendo tra un refolo di vento e l’altro. e le begonie e il plumbago e anche l’ibisco, avaro di un fiore alla volta tremendamente caduco, come la giovinezza.

Diciamo che la Barcarola op 44 di Fauré quasi porta un po’ di fresco e fresco fanno i ricordi e la speranza che mai muore di costruirne presto altri

E poi altri e ancora altri

 

(by poetella)