tramonto

(foto di poetella)

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Tramonto, impermanenza di colori, fuga dei colori verso la notte.

Ancora parlare di tramonti?

Scrittura di colori. Ricordo.

Traccia dei colori custodita dietro gli occhi.

Trattenere, se possibile. Nella memoria. Ché tutto svanisce.

Questo tramonto che è mio perché con lui parlo, di lui vibro. M’infiammo.

È mio, qui, davanti a me.

 

E presto non sarà più.

Riuscirò? Non riuscirò a dire. Non si riesce mai a dire del tutto.

Tratteniamo sempre qualcosa, messa da parte per tornarci su. Oppure no.

Forse no. Forse è solo incapacità.

 

 

Ne conserviamo, ne conserveremo la bellezza negli occhi? Senza che il grigio l’annulli?

Inutile, comunque, soffrire dell’inevitabile.

È il non sapere se ci sarà mai un altro tramonto così che ci…confessiamolo

O un altro amore.

 

Diluizione dei colori verso il cupo, il blu fondo. Il nero.

Forse che  questa gradualità ci da una pena minore che se il passaggio fosse repentino, immediato?

Rosso, rosso fuoco, luce rosa. Poi, improvvisamente nero assoluto. Totale. Il nulla.

Forse che sarebbe meno doloroso? O più?

Che poi, anche la notte.  Chissà se la notte.

 

Ogni giorno di quasi inverno è un po’ più corto del precedente. Poi, però…

Poi arriva l’inverno. Ma poi torna primavera… e poi e poi…

E staremo a vedere se

(by poetella)