pioggia.jpg(foto di poetella)

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Mia cara, eccomi a scriverti. O a non scriverti. E a parlarti. Ché è la stessa cosa.

Tanto non risponderai. Da laggiù. O lassù. O chi sa dove sei. Se ancora sei.

In me sicuramente. Dunque sei.

Qui è la solita storia. Ne ho raccolte tante. Catalogate. Riscritte. Ripensate.

Storie. Nient’altro che storie. E sempre le stesse, in fondo.

Dunque cosa potrei ancora?

Ma la voglia di stare con te, mi manchi, sai? è tanta.

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Si sta facendo sera e aspettiamo la solita danza forsennata della pioggia.

Ormai è una consuetudine. E non potrei farne a meno.

Anche se ho imparato a fare a meno di tanto. Oserei quasi a dire di tutto.

Ho avuto un buon maestro. No, non te, che non riuscivi.

E dunque m’hai lasciata qui a ricordarti.

Ho imparato da chi sai. Niente ci è indispensabile. Si va comunque avanti.

Per non andare indietro. Ce n’è abbastanza di gente che va indietro.

Noi no. Si procede. A volte a tentoni. A volte dritti come una stella cadente.

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Cadremo?

 

Si vedrà. Che ne dici? Ti rivedrò?

 

(by poetella)