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Chiaro, non era scontato che si passasse il tempo a scorticare le ore minuto per minuto,  a metterle in fila (sembrano formiche, tutte uguali, tutte piuttosto scure, ma lente, ecco, lente. Non dunque formiche, ché quelle corrono sempre, chissà dove se ne andranno mai così di corsa, che io lo so dove andrei. Ok, basta co’ ‘sta parentesi)

Chiaro, non era scontato, ma si aspettava come una manna che Venere, bontà sua, se ne tornasse diretta che retrograda non va proprio bene, non va bene per niente, è che non sarebbero poi tanti i giorni che mancherebbero a quella benevola posizione, ma come misurare il poco, il tanto, come stabilire che pochi, che molti. Che troppi?

Sarà quest’autunno così strano, così maledettamente ventoso, strani scherzi fa il vento quando è così forte, così innaturale per una città come Roma, che al massimo il Ponentino, un venticello delicato, frizzantino, al massimo un po’ di tramontana, d’inverno, ora no, che è autunno e piove, piove, piove.

Basta pioggia! Basta!

 

(by poetella)