che poi m’ha davvero commosso. Ho ripensato alla grande casa di nonna, dove ho passato ore meravigliose e meravigliate, nel silenzio. Col gatto. Grazie Giovanni.

scrivere per immagini

Si mangiava del pane fatto in casa
la pasta fatta in casa
il sugo fatto in casa:
si mangiava la casa.
La casa si lasciava attraversare
disponendosi muta
per tre piani e un terrazzo
o forse tra un terrazzo e le sue stanze
le stanze
dove la voce la mettevi tu.
Si frugavano cose
tenute di nascosto negli armadi
i cassetti i comò le cassapanche
e le cose contenevano le cose
che potevi inventare
mentre frugavi e ti guardavi dentro
la casa che frugavi.
Quando veniva sera ti frugava
tra le lenzuola e il buio
e più tardi la notte interrogava
lo spavento
che si chiedeva perché si spaventava
per la paura della tua paura
e le ore cadevano
le ore
tra le pareti e il luogo
nel silenzio
tra le pareti e il luogo
del silenzio
che suonava la casa.

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