(foto di poetella)

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E allora ti scrivo, ti scrivo da questo silenzio di cielo liscio e piatto e grigio e immoto come immota, congelata, soffocata sotto una coltre di aspetta è la mia sete – lo sai, no? – di

mentre fuori non piove, ma potrebbe, non nevica ma potrebbe, non c’è vento, ma potrebbe, potrebbe soffiare forte come soffia forte e chiama e implora questo mio desiderio forsennato, scellerato, consumato a forza di vabbeh, dai, a forza di prima o poi, di sicuramente prima o poi. Ovviamente prima o poi. Inconfutabilmente prima o poi.

Certezze, come è certo che siamo in inverno e, a volte, la neve.

(by poetella)

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