quadro mio.jpg(in foto un quadruccio di poetella)

.

 

………………………………………..Ma sì, a volte penso che in fondo basta (o basterebbe?), ma no, basta poco.

Che ne so, la fine di un dolore fisico, quella spirale che s’avvita nella testa, o la schiena, sì, la schiena che ha dimenticato l’agilità degli anni freschi, ecco. Basta che ci si accorga che, niente. Finito. Non c’è più (lo si deve percepire distintamente, però, se no non vale!). Basta ci si accorga che è finito, sparito, come mai esistito.

O anche basta si scopra svegliandosi al mattino di buon ora che quell’operare fastidioso, noioso, snervante, ripetitivo, senza speranza di soddisfazione se non minima, veramente minima, quel fastidio durato anni e anni, sì, certo, prima lieve, ma ogni anno più intenso, più radicato, fino a quasi intollerabile, beh, anche lui finito. Stop. Basta. Niente più. Né ora né mai. per sempre.

………………………………………..Ma sì, a volte penso che in fondo basta (o basterebbe?), ma no, basta poco.

Tipo che il dottore ti abbia detto  Stai come una bambina! Rallegrati! Tutto ok! Senti come pulsano le arterie? Senti come fluisce bene il sangue? Senti come batte regolare il cuore?

E me lo ripeto fino a convincermene, che c’è bisogno di convinzioni in questo tempo di dubbi e paure, c’è bisogno di certezze salde, inconfutabili. Dunque me lo ripeto e ripeto.

Basta davvero poco per sentirsi, camminando nel sole di prima mattina, ancora col fresco prima che scoppi la furia,

basta davvero poco per sentirsi felice!

 

(by poetella)