20190616_173153.jpg(i fiori di poetella)

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…………………………………………….…………….. S’era messa a svuotare il vascone della buganvillea ormai morta. Inesorabilmente. Al lato due belle piante di campanule in attesa.

Vuota il vascone. Puliscilo – quanto calcare quest’acqua di Roma, così buona, però…- Gratta via tutto. Anche nel sottovaso. Pulisci bene sotto, mi raccomando. Che tutto brilli di felicità. E ripensare, intanto. No, meglio no.

Continuare a pulire. Raccogliere tutta la terra nei sacchi. E le spoglie della vecchia pianta. Quante spine! Chi vuoi ferire più? Niente mi ferisce. Sono felice! Lo sai no?

………………………………………………… S’era messa a togliere tutti i fiori appassiti nelle altre vasche, sistemare, quasi pettinare, come fossero bambine obbedienti. Fate le brave, eh? Che vi tengo d’occhio.

……………………………………………….. S’era messa a fare le grandi manovre di preparativi per l’esplosione di bellezza. E intanto ripensare. No, meglio no. Continuare fino a vedere tutto perfetto, tutto ordinato, tutto gioioso. Come lei. Il cuore in festa. Dai, un po’ posso pensarci, adesso? No. Meglio no. Per non perdere il ritmo del respiro. Lavorare. Fino alla stanchezza buona del contadino nel campo. Dormirò, stanotte, no?

……………………………………………… L’oggi era cominciato così radioso di promesse. Tutto spalancato nel sole. Tutto una festa d’attesa. Com’era stanca!

Dormirò, dunque, stanotte.

Riuscirò a non pensare che tra poco noi…

 

(by poetella)

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