la sfinge di Capri.jpg(foto di poetella)

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Un bagno nella bellezza

non solo come starsene dieci, venti minuti, ogni volta inserendo la monetina per riaccendere la luce, e nessuno intorno, stranamente, a condividere/dividere l’emozione furente, davanti prima alla Conversione di Saulo, poi al Martirio di Pietro, poi ancora Saulo, poi ancora Pietro a Santa Maria del Popolo, abbacinata, stordita, ogni volta così, ogni volta e tante sono le volte, chi le conta, ormai? ogni volta la stessa (o di più? non posso stabilirlo) la stessa emozione

un bagno nella bellezza

nemmeno come quella volta, la prima volta che entravo nel cortiletto di San Pietro in Montorio, al Gianicolo e l’avevo visto prima solo sui libri d’arte, e l’avevo immaginato molto, molto più grande, io sedici, diciassette anni e invece piccolo, quasi un giocattolo, bello da morire, da possedere, quasi da girarsi e rigirarsi nelle mani

 un bagno nella bellezza

forse come sostare davanti al mare filtrando lo sguardo attraverso la sfinge di Villa San Michele, a Capri col rumorino di qualche zampillo da qualche parte del giardino e qualche  profumo intenso di qualche strano fiore e mille e mille rose e il cielo azzurro e lo slargo infinito d’azzurro e il cuore azzurro e la memoria azzurra

 

un bagno nella bellezza

sicuramente come immergersi nei tuoi occhi, tra le tue braccia e nei tuoi occhi vedere i miei e la tua infinita, eterna, immutabile bellezza e la mia

riflesse una nell’altra nell’amarsi

 

(by poetella)