Senza paragone,

sì, senza paragone come le notine di questa berceuse di Chopin che solleticano l’aria, la smuovono piano come quando sulla spiaggia, al caldo, t’arriva quel venticello leggero che ti scolla i capelli dalle spalle e tu sei grata alla sua benevola empatia, gli sorridi e t’espandi nell’azzurro, come s’espandono in questa mia stanza silente che le accoglie queste note scivolose, fresche, giocherellone

senza paragone,

come il pensiero che si sente liberato dai lacci del fare del dire del dare e gioca, gioca dietro a loro a costruire nuovi racconti, nuovi accostamenti, nuove complicità in questo spazio muto di questa mia stanza col ronzio discreto del condizionatore che sembra vada a tempo con sempre le stesse notine che forse si fermeranno quando smetterò di pigiare sommessamente – non vorrei disturbarle, se ne avessero a male – sulla tastiera del mio pc

senza paragone,

come poter invece riascoltare e riascoltare infinite volte questa freschezza, questi cristalli d’acqua, questo ninnamento del respiro, infinite volte, infinite volte, tutte le volte che se ne ha voglia, come infinite volte, infinite e infinite volte penso a te, tutte le volte che ne ho voglia, che tu ci sia o no

con me

 

(by poetella)

[sempre grata a Gherardo Bortolotti per gli spunti che mi da il suo

“Senza paragone” ed. Transeuropa – 2013]