20180528_0950332072943612.jpg(foto di poetella)

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Scrivevo, anni fa, e sono sempre così. Dicevo appunto che fermarmi, non posso fermarmi. Sostare come il viaggiatore a mezzo cammino per un riposo o un probabile, possibile cambiamento di rotta.

Fermarmi come si ferma il vento e il suo rumore

e trovano allora pace gli strappi dei cartelloni e le foglie e trovano pace le fessure nei mattoni e le pagine dei libri dimenticati nei parchi, se ce n’è.

Impossibile invece fermarsi. O avanti o indietro.

 Venisse una pace da qualche lontano sentire. Venisse una pace, una calma. Un sonno.

 Quello dei bambini dopo il bagnetto con o senza orsetto, con o senza ciuccetto

Senza fame senza sete. Quieti.

Senza attese. Di che, poi?

(by poetella)

 

 

Rachmaninoff -Yo Yo Ma – Cello Sonatas