E comunque non ci è concesso di volare a mezz’aria ignorando i panorami di vuoto che ci spaventano, ci mettono in allarme, ci costringono a profondissimi respiri, a immagazzinare aria, tanta aria, un’immane quantità d’aria per poi trattenerla, come tratterremmo volentieri alcuni giorni passati, fuggiti via, mai dimenticati e la paura.

Non ci è concesso di tener quieto il busto, come consiglierebbe il saggio Libro dei Mutamenti, tenerlo fermo, non stare a dar retta a tutte le terminazioni nervose che vorrebbero che terminasse anche il dubbio, l’attesa, lo sconcertante fluire degli eventi che non possiamo prevedere. Né controllare. Né programmare. E temiamo di non poter accettare.

 Ah, tensione infinita. Tremore d’aria e di terra.

Non ci resta che, aspettando, affogare nella musica

(by poetella)