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(foto di poetella)

Me ne andavo, cuffie nelle orecchie e Philip Glass che cadenzava i miei passi e già pregustavo scendendo i gradini della metro e poi cambiando e salendo e salendo e ancora salendo

fino finalmente a fuori, già pregustavo il ritorno coi pacchetti pieni di delizie. Profumeria… intimo… forse una borsa, ma quella non so se l’avrei trovata come la volevo…

Non era ancora caldo. Inoltre un venticello leggero sembrava andare a tempo con le note.

Adoro camminare con la musica che mi distoglie dai pensieri. Non è un buon periodo per pensare.

Meglio tenere buono tutto l’ambaradan. Tanto a che serve?

Entrare sorridendo nella cortesia fresca del negozio di intimo e scegliere tra sete e pizzi i blu, i rossi, i neri.

Tutta una leggerezza trasparente, ali di farfalla.

Poi uscire soddisfatta, col sorriso grato della commessa a spianare la via.

E via un altro agguato. La profumeria che si pavoneggiava carica di colore e vapori balsamici. Una miscela di odori a vortice, come foglie d’autunno.

Scegliere, pacchetto, saldo. Via!

E camminare nell’arietta di mattina, ancora non imputridita di caldo, verso casa. Col bottino nei pacchetti coloratissimi.

Che c’è di meglio?

(by poetella)