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Mi sono svegliata prestissimo stamattina.

Sarà che sentivo caldo. Ieri hanno acceso i termosifoni e la casa era tutta un tepore. Troppo.  Non mi piace il caldo. Mi piace l’acqua fredda sul viso, le mani no. Le mani le voglio sempre al caldo. Sì, sì, va bene, anche il cuore lo voglio al caldo. Non è mai troppo.

Comunque, mi sono svegliata prestissimo, stamattina

mi sono alzata e m’è subito venuta voglia di guardare fuori della portafinestra in cucina. La città brillava. La grande pioggia della notte aveva lavato tutto. C’era quiete, adesso. Niente più pioggia. Solo un luccichio di risveglio, qualche luce al palazzo di fronte e un tremolio , puntini e puntini vibranti verso i colli. Lontano.

Tutto silenzio.

Com’è diversa la città di notte. Come sembra che tutto scorra più lento. In attesa. E io stavo così. In attesa.

Poi il rumore del caffè che usciva m’ha tolto dai vetri appannati. E dai pensieri.

E via! Sono partita per un nuovo giorno. Serena.

(by poetella)