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(foto di poetella)

Stamattina guardavo il fiume

dal balcone, ovvio

una presenza fumosa fluttuante in levitazione magica

esalava e stazionava a mezz’aria oltre

le case le cose la cava di tufo i tralicci. I piccoli occhi di luce

poco prima del chiaro disteso del giorno.

Il fiume. Presenza  solo attraverso  quei vapori

nebbie? Sospiri ascensionali di risvegli e sonno.

Ci si appropriava così del luogo

del suo giacere mobile

attraverso il suo doppio incorporeo.

Di quante parvenze dovremmo mai accontentarci

noi che vorremmo

tenere toccare guardare senza più questa miopia

di certezze  quest’astigmatismo

questa presbiopia di sogni?

Quanta consapevolezza pretendono gli astri da noi,

Saturno o che ne so, chi per lui.

Quanto crescere?

Guardo il fiume e la sua nebbia

 e alla nebbia appendo parole minute. A ri-generarsi.

(by poetella)