Tag

, , ,

ma qua bisogna studia’

Maioliche italiane dalle origini al settecento- Gorlich editore SpA, Milano 1974

Eccomi allora di nuovo a voi per una lezione sulle ceramiche antiche.

Quello che vedete in foto è uno dei miei due piatti di metà ‘700 della fabbrica di ceramiche dei fratelli Rossetti di Torino, fondata nel 1725.

La Ceramica Rossetti fu una ceramica prodotta e decorata da vari membri della famiglia Rossetti a Lodi e a Torino nella prima metà del secolo XVIII. Rappresenta uno degli esempi più importanti della produzione di ceramica a Lodi.

 La famiglia, coi fratelli Giorgio Giacinto e Giovanni Battista (detto Gio Batta) e il nipote Giorgio, era probabilmente originaria di Macello, presso Pinerolo.

La fabbrica Rossetti cuoceva le ceramiche esclusivamente con la tecnica del Gran Fuoco. Si effettuavano due cotture a circa 950 °C. Con la prima cottura il manufatto veniva consolidato e poteva quindi essere smaltato. Il colore veniva quindi applicato sullo smalto ancora non cotto e il manufatto veniva quindi cotto una seconda e ultima volta a circa 950 °C. Questa tecnica presentava due limiti: il numero di colori utilizzabili era limitato a quelli che non deteriorassero alle alte temperature; inoltre eventuali errori non potevano essere corretti, in quanto il colore veniva applicato sullo smalto crudo.

Molte delle ceramiche della fabbrica Rossetti sono in monocromia blu, colore ricavato dall’ossido di cobalto

La produzione ceramica Rossetti a Lodi fu influenzata dalle porcellane Cinesi in monocromomia blu. Esse avevano già ispirato la produzione di ceramica italiana nel Rinascimento; la monocromia blu fu poi introdotta in grande stile nel nord Europa nella prima metà del Seicento, a Delft e a Nevers e poi in Francia, a Rouen e a Moustiers. Si presume che Giorgio Giacinto Rossetti, proveniente da Torino, quindi da una regione vicina alla Francia, abbia introdotto questa moda a Lodi, ed in particolare il decoro ‘alla Bérain’, sviluppatosi a Moustiers, e quello dei ‘lambrequins rayonnants’, sviluppatosi a Rouen . Il decoro ‘alla Bérain’, che prende il nome dal decoratore francese Jean Bérain, presenta figure che si rifanno all’antichità Romana reinterpretate nel gusto Barocco, con ninfe, satiri, sfingi, vasi di fiori, animali fantastici, arabeschi e figure mitologiche, cariatidi alate, spesso in equilibrio su mensole. Il decoro des lambrequins rayonnants presenta arabeschi, graticci, panneggi e composizioni geometrico-floreali, a fiori stilizzati, disposte a raggiera; Otre alla monocromia blu, furono prodotte ceramiche policrome in cui, oltre al blu, spesso dominante, venivano usati anche gli altri colori che potessero resistere alle alte temperature della cottura a gran fuoco, basati su ossidi metallici. E questo appunto è il caso della mia coppia di piatti.

(informazioni tratte e sintetizzate da Wiki, abbastanza fedeli alla storia dei Rossetti)