In su..

(foto di poetella).

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Aria!

(foto di poetella)

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Di…

(foto dal web)

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Di morsi e di baci

hai riempito la bottiglia

che viaggia nel mare infocato dei ricordi

verso il noi

(by poetella)

una delle sue più belle…

… da piangere. No?

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si eseguono rammendi invisibili…

coniglietto.jpg(foto di poetella)

 

Si eseguono rammendi invisibili.

Provare per credere.

Mai visti. Non qualcosa, neanche qualche impercettibile traccia della vecchia ferita

resta.

Quando poi si tratta di una stoffa particolare. Lo so, io.

Per dire, un tweed inglese. A mille colori.

I mille colori del tessuto aiutano a camuffare

le vecchie ferite.

 

Quanti colori hai tu, amore mio? E io?

Di che stoffa siamo?

Non mi pare si vedano rattoppi. È tutto ben messo.

Liscio. Ordinato.

Forse s’è riusciti a trasformare un antico danno in un vezzo, che so, un ricamo.

La stramatura del destino è diventata decoro distintivo. No?

Bravi. Proprio bravi.

Saper rammendare serve.

Mica lo so chi mi ha insegnato. E a te?

 

Il rumore delle forbici da cucito. Cicc cicc!

Guarda un po’ dove mi porta.

 

(by poetella)

 

Oggi, camminando…

l'alberello.jpg(foto di poetella)

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Oggi, camminando, credo d’aver, così, senza apparente motivo, apparente ovvio, che ovviamente c’era, abbozzato l’ombra di un sorriso.

Il sole era alto e forte, tuttavia.

E le ombre altrettanto forti. Stagliate

come l’immagine del ricordo che s’era affacciato ai miei totalmente altri pensieri.

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Mento.

Erano esattamente gli stessi, dal giorno prima. O forse dal mese prima. O dall’anno prima.

O dal decennio prima.

 

Una specie di tam tam

Ripetuto. Incessante.

Come non sorriderne?

(by poetella)

Roba vecchissima, ma…

img_3758(Foto di poetella)

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Eccoti,

sei tornata dal tuo lungo viaggio, hai detto.
Dove sei stata?
Settantasette volte sette ho girato il mondo
[le mie parole sul tuo collo]
In un giorno, in due, in sette, in dieci
Settantasette volte sette ho visto
nascita e morte
del sole
 
ho aspettato ansiosa la luna
e le sue sorelle stelle
in un giorno, in due, in sette, in dieci
[bevi le mie parole, adesso. Respirale!]
 
e la voce del cielo
 
Settantasette volte sette ho guardato gli abissi
e scalato montagne
[il tuo corpo è il mio tronco di sequoia. Racchiudimi!]
e contato i grani di sabbia
stesi sui miei ricordi
[non riusciranno a soffocarmi i desideri]
 
 
Settantasette volte sette
ho cercato i passi del ritorno
e s’infiammavano di luce le ore
sulla scia azzurra dei tuoi occhi.
– Nel buio di grotta la via –
 
Eccomi, adesso. Tornata. Fammi stare con te. Dai.
(by poetella)
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Chapman…

Ehi…

 

20190326_2017453809844677564447231.jpg(foto di poetella)

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Visto come se ne sono andate le nuvole?

Visto come s’è calmato il vento?

Visto come mi brillano gli occhi?

No?

Beh, fidatevi. Brillano.

(By poetella)

Ancora bellezza…

E scusate se insisto ma…

Il mio cuore sta così…
.

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Una poesia di

Vivian Lamarque

IL SIGNORE NEL CUORE

Le era entrato nel cuore.

Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie le era entrato nel cuore.

E lì cosa faceva?

Stava.

Abitava il suo cuore come una casa.

(Si. Proprio così, dico io )

(by poetella)

Bellezza minuta…

(foto di poetella)

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cose che vorremmo sapere subito…

phpThumb_generated_thumbnailjpg.jpg(foto dal web)

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Sempre alla maniera di Sei Shōnagon

 

Se domani sarà bello, sole splendente che farà vibrare le leggere venature ramate sui miei capelli, sole che ci consentirà di mettere quel vestitino nero a tubino che tanto gli piace e anche a noi, con le scarpette giuste e la borsetta giusta e il cuore giusto. No. Quello si sa già.

Se quella leggera vibrazione del cellulare sia segno di qualcosa che aspettavamo con ansia e aspettare a cliccarlo per…

Se quella mail che abbiamo spedito sia stata letta. Sorridendo, magari.

Che quel pensiero dorato che abbiamo formulato sia stato percepito. Anche a distanza. Anche dall’altra parte del mondo. Se il mondo finalmente si rivoltasse facendoci trovare proprio lì. Dove vorremmo.

Se i nostri versi siano piaciuti a qualcuno. No. Non a qualcuno. A …

Se il dolce al cioccolato che cuoce in  forno verrà bene. Benissimo. Meglio di sempre.

Se quella cosa che dovrà prima o poi accadere accadrà.

 

Se tu mi starai pensando proprio mentre io , stranamente, starò pensando a te.

 

(by poetella)

 

dolce, sì… ma

8328f239-90ba-418a-9668-83dd2944b4ff.jpg(dolcetto di poetella)

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… infinita  è la dolcezza che mi si scioglie in petto

come un gelato di panna e fragola

senza lasciare macchia

senza lasciare alone

senza  retrogusto amaro.

solo infinita, quasi insopportabile dolcezza

(by poetella)

 

P.s.

ricettina:

150 gr farina di riso

110 gr  zucchero di canna

50 ml latte

50 ml olio d’oliva

due uova

una bustina lievito

20 gr cacao in polvere da miscelare con un po’ d’impasto e lasciar cadere sul tutto, smuovendo poi con la forchetta per un effetto “marmorizzato”

regalino…

ho deciso di raccogliere i miei Senza paragone, sono 25! in un pdf scaricabile.

chi volesse può impadronirsene qui

L. Ferlinghetti, New York 24 marzo 1919. 100 anni di Poesia!

Il mare è calmo stanotte
a largo di Dover Beach
gli uccelli al crepuscolo
gridano sillabe
di qualche parola decostruita
che non siamo ancora capaci
di decifrare
per spiegare l’esistenza.
E sollevano l’ultima luce
con le proprie ali
e volano via con essa
oltre l’orizzonte
mantenendo il segreto.

un lontano ripescaggio…

088-9-the-lovers.jpg(Foto: Marina Abramović sulla muraglia)

Qui la voce di poetella

 

“… che l’unica costruzione umana che si potesse vedere dallo spazio fosse la Muraglia cinese”

 

Senza paragone

come il viaggio che farei, che faresti
chilometri e chilometri
tu da sud io da nord
uno verso l’altra
una verso l’altro
chilometri e chilometri
e lontano monti
e lontano foreste e deserti
e faccende e affaccendamenti. Lontano.
Piccoli piccoli.

Senza paragone

non come le cose minute che premono e vogliono
non come i richiami del fare e disfare
non come i sì e i no. Forzati. Non scelti.
Lontano.
Camminarci verso. Calmi. Con metodo.
Per incontrarci.
Darci, prenderci le mani. Sorriderci.
Un attimo. O due. O tre.
Poi
di nuovo in cammino.

Senza paragone

come trattenerti negli occhi

anche se non ci sei.


(by poetella)

 
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buon compleanno Franco…

della nostalgia…

primo boccio.jpg(foto di poetella)

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Ma lo sai, no? Non è che sia nostalgia.

Sebbene è indubbio che la nostalgia sia un sentimento così dolce, così tiepido e avvolgente, a volte. Ed anche bruciante e stringente e straziante, massacrante, direi. Certe altre.

Non è che sia nostalgia.

Stavo leggendo “Che tu sia per me il coltello”, di Grossman, tempo fa

 

Beh, una frase aveva scatenato tutto. Ricordo.

“Per aiutarci l’un l’altro ed essere tutto quello e tutti coloro che siamo”.

Ecco.

Quindi, direi piuttosto, una sensazione d’incompiutezza.

No, non nostalgia.

Come mi mancasse un buon pezzo di me.

In fondo non è mistero che tu sia stato l’unico che abbia conosciuto  ogni mio volto.

Ogni molteplice espressione di me.

Con te non tenevo dentro niente.

Non filtravo. Non nascondevo.

Questo libero palesarmi è stata forse l’esperienza più strabiliante ch’io abbia mai fatto.

Una cosa sorprendente. Mai provata con nessuno.

Dunque è questo.

.

Sono, ogni volta, così… e così… e poi così. In funzione della compagnia del momento.

Ma mai tutta.

Quasi mai malinconica quando lo sono davvero e quasi mai allegra quando mi sento l’allegria addosso.

E spudorata e timida e altera e gentile e spericolata e indomita e vanitosa e umile e dispettosa,  ruggente e sospirosa e…

Mai completamente. Sempre a metà. Quasi sempre, dai. Sempre un po’ trattenuta. Censurata.

E con te, no.

 Con te sempre tutto fuori.

Tutto genuino. Aperto e schietto. Senza paura.

Questo era. Questo è.

 

Non è nostalgia di te, dunque.

È il noi che mi manca. Quando mi manca.

Sono io che mi manco. (Comunque cominciano a fiorire le rose).

Io, mi manco, come sono con te. Totale.

(by poetella)

 

 

Tutti col naso in su!

… c’è la superlunaaaaaa!

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la foto non ho fatto in tempo a…

(la foto non ho fatto in tempo a scattarla! Sorry…)

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Ma queste mie parole che non spiegano nulla

queste parole pasticciate piccole coi capelli spettinati

le trecce sciolte

queste mie parole bambine, col passo saltellante dei cuccioli

il fiocco del grembiule storto e spiegazzato

queste parole inesperte e incompetenti

incerte impertinenti e presuntuose

ragazzine viziate

potranno mai dire lo stupore di stamattina

davanti a quell’alberello fiorito di rosa

minuscolo, meno di un metro, con quattro legnacci attorno

nell’aiuola piena di cartacce

davanti alla fermata della metro?

E sì che così ancora mi stupisce l’amore.

 

(by poetella)

Commossa e con dolce nostalgia…

index.jpg(foto dal web)

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Commossa e con dolce nostalgia mi trattengo a guardare i rami dell’albicocco che perdono piccoli petali in una danza come di neve.

Si dovrà aspettare a lungo prima di rivederli.

Commossa e con dolce nostalgia rileggo parole, intanto, che brillano sul display del telefono  come fossero piccoli acini di ribes rossi rossi

grondanti amore

(by poetella)

Sempre alla maniera di…

Sei Shōnagon

Cose oltremodo commoventi…

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Il gatto nero che riposa sulla yucca, tutto ferito, che mi viene incontro e si struscia contro le mie gambe, zoppicando.

Un vecchio biglietto vidimato della metro, con scritto qualcosa che non si legge più. Ma si sa.

Il punta spilli a forma di coniglietto fatto da nonna. Che spunta da un cassetto. E l’avevo dimenticato.

Quella nuvola a forma di cuore. Rosa. All’alba. Mentre, ovviamente, pensavo a te.

Una scatolina trasparente, prima conteneva formaggini, forse, con dentro una ciocchetta di capelli sottili sottili, e un dentino.

E, sempre mettendo a posto cassetti, un nastrino rosso e una carta dorata. Che non ricordi più cosa contenesse. Ma non importa.

Il bastoncino con la punta azzurra tutta scolorita, del test di gravidanza. Di tanti, tanti anni fa.

La fotografia della classe. La prima classe. Coi fiocchi sul grembiule nero. E la suora maestra. Alta alta. E sorridente. Ed io vicina a lei, tra quaranta ragazzine. Fiera.

Tu che mi passavi le braccia sotto la schiena e mi davi piccoli baci sulle tempie, mentre…

Tu che mi regalavi un barattolino di passata di pomodoro fatta da te. Coi tuoi pomodorini.

Mangiare una pasta condita con quel pomodoro. E, ricordo, pensare a te. Pensare di mangiarti.

Papà che mi dice Che occhi verdi che hai! E non ci vede quasi più.

Mia sorella che mi chiama Cia mia.

Tu che mi chiamavi Amore. Amore santo. Piano piano. Piano piano. Dolcemente.

(by poetella)

come potrei non…

(foto di poetella)

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Ché tu sei il lampionaio che accende
la gioia e la lascia accesa
nella notte ché non si abbia paura
non si vada a tentoni, mai
sbattendo qua e là
come una rondine cieca.

Ché tu schiarisci chiarisci
mostri la via.

T’incammini per primo.


(by poetella)

 

Brian Eno – An Ending

Sei Shōnagon…

Da Note del guanciale di Sei Shōnagon

 

[…]

Cose appartenenti al passato che ci ispirano nostalgia

Ornamenti di altee appassite. Gli oggetti del gioco delle bambole. Trovare in un libro, schiacciati tra le pagine, lembi di vesti di un tempo. Cercare una lettera che ci aveva profondamente commosse, mentre cade la pioggia e ci sentiamo stranamente tristi e annoiate. Il ventaglio estivo usato l’anno prima.

[…]

 

 Claude Debussy – En Bateau

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Può essere che

 

20190318_214343.jpg(foto di poetella)

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Può essere.

Può essere che un velo grigio scenda sui pensieri

che li offuschi li sbiadisca

li sfumi li confonda.

Arriverà il vento – dovrebbe potrebbe arrivare

da un momento all’altro.

Succede.

Aspetto. Aspetto buona buona.

(by poetella)

Fioriture…

(foto di poetella)

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Ma vedi, mio caro…

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Ma vedi, mio caro

non c’è bisogno, non c’è assolutamente bisogno di guardare il sole

non c’è nuvola che possa oscurarlo completamente

lo sai bene, no?

Non c’è giravolta del mondo che possa farci pensare che non ci sia più.

Dunque tranquilli. Tu, io. Tranquilli.

Ciò che brilla non può che brillare.

Lo si veda o no.

 

(by poetella)

musica!

Ma come si potrebbe mai…

vivere senza i fiori!