10151425_10202902187027965_806369065_n.jpg(foto di poetella)

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Senza paragone

come nella tarda sera, chi fuori, chi di là a letto – si sente russare sommessamente – i pensieri per mano a fare il girotondo di festa e non importa il caldo. Non importa la stanchezza.

Senza paragone

come l’immagine della sigaretta che si consuma nel posacenere. E silenzio. E riprendersi queste  molliche di tempo, metterle in ordine sul tavolo con la tovaglia a quadretti, un piccolo vaso per i fiori vuoto, un bicchiere con un po’ di birra, le molliche di tempo allineante come la traccia di Pollicino. Starle a guardare. Guarda, sì, guarda dove vanno.
Guarda bene dove ti portano.

Senza paragone,

come il brillio della  luna che sta crescendo. E s’infila  nel vuoto tra una tenda da sole e l’altra, ancora abbassate in attesa prudente del giorno caldo che verrà. Come il brillio dell’attesa sempre sveglia carezzata dallo scorrere delle ore. Che passano. Sicuramente passano.

E intanto un cane, lontano, abbaia.
Nel silenzio della notte.

Nel  respiro della notte. Mio.

(by poetella)

 

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