Che cosa buffa!

Ieri ci sono state 295 visite al mio blog.

Quando scrivo “poesie” al massimo ne passano 90…100…

A volte solo 20, 30…

Bah…

Meglio scrivere cavolate, pare…

Ok, ok…

Ce ne faremo una ragione.

(by poetella)

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ce l’ho fattaaaaaaaaaaa!

Risultati immagini per brindisi con champagne

tutto cancellatooooooooooooooooooo!

viva poetella testarda!

🙂

che poi, ieri… (lo riposto, così si leggerà meglio…)

nuvole.jpg(foto di poetella)

 

… in classe qualcuno, prima, m’aveva chiesto Che possiamo sentire la musica con le cuffiette mentre disegniamo? Ma certo che potete! Disegnare con la musica è bello. Io mi metto sempre la musica a casa, mentre scrivo. Aiuta. Concilia.

 

Tutti co’ le cuffiette a sentirsi le loro musicacce, ma intanto disegnavano. Zitti e buoni. Che alla fine dell’ora ho messo a tutti una nota di merito da far firmare a casa, con la mia firma che se no a casa non ci credevano!

Fantastico!

Poi, esco e quel solicello.

Ma chi sta meglio di me, ad aspettare il 444 che  mi riporti a casa, morta di fame e contenta.

Contentissima, così contenta che, a un certo punto, mentre sull’auto leggevo il libro che mi porto sempre dietro, per quando sto sul’auto che se no mi scoccio, insomma, mentre leggevo quel libro delizioso, spassoso, rilassante ero così contenta che ho pensato, e mentre lo pensavo mi sa che ho fatto Ammazza! Insomma, ho pensato che era più di un’ora e mezza che non pensavo a te.

Capisci?

Bell’affare, no?

(by poetella)

 

qualcuno sa come posso fare…

a togliere quegli articoli di febbraio 2013 che appaiono senza che io  abbia voluto farli riapparire?

È successo qualcosa al mio blog…

Non so  cosa…

Ma non ci sono più i post precedenti…

Boh!

Andiamo avanti…

che poi, ieri…

Un foglio di carta…

(foto dal web)

.

Un foglio di carta che vola

di strada in strada

Un foglio di carta con qualcosa di scritto

vola e si posa prende il vento

e vola ancora

di strada in strada fino a fuori città

con qualcosa di scritto

volteggia si posa si riposa un po’

poi riprende il volo

con qualcosa di scritto

verso te.

(by poetella)

Molto spesso dobbiamo attraversare…

14067549_10209121470306160_5652088627363206490_n.jpg(foto di poetella)

 

 

……………………………………………………… Molto spesso dobbiamo attraversare strani percorsi che volentieri eviteremmo, strade polverose, oscure, completamente prive di indicazioni leggibili, strade intricate come tele di ragno, come tele di ragno incerte, decisamente poco sicure.

…………………………………………………….. Molto spesso ci sentiamo disorientati, sbandati, completamente abbandonati, senza un segno sicuro che guidi, che inviti, che conduca. Un’oscura sensazione di perdita.

Un celato timore di cedere alla disperazione. Eppure

 ……………………………………………………… non basta forse solo una piccola luce, una mano tesa, un sorriso, uno sguardo, o la visione della bellezza, che sempre ci consola, a riportarci la voglia tenace di farcela?

Siamo sempre così inclini alla speranza.

C’è sempre un “Ma dai che ce la fai”.””a tirarci per le mani.

A farci di nuovo sorridere.

 

(by poetella)

 

Eppure fuori si gelava…

arriva la notte.JPG(foto di poetella)

 .

Eppure fuori si gelava.

Tuttavia il calore del calorifero

non s’era previsto arrivasse a tale potenza.

 

Dunque non fu suo il merito di tutto quel sudare

né  si colpevolizzi il freddo per quel tremare

mentre i vetri si appannavano di sogni evaporati

e rappresi

al contatto del dimenticato mondo

 

e la notte si sdraiava sulla città

 

(by poetella)

Oggi… all’open day…

… l’orchestra dei nostri alunni ci ha deliziato…

E non era neanche al completo!

Bravi, vero?

Volevo farveli sentire, ché io mi commuovo sempre quando …

Mi fanno dimenticare tutte le arrabbiature e le fatiche giornaliere!

Beh, buon ascolto!

(by poetella)

E ho pensato, ancora…

(foto di poetella)

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E ho pensato, ancora, ascoltando la strana conversazione tra i pappagallini verdi che sfrecciavano festosi nell’aria (quasi a sfiorarmi i capelli)

ho pensato che sono molte le lingue, molti i versi che esprimono gioia.

Ho pensato che avrei volentieri associato il mio canto al loro.

Fragile, effimera a volte, l’illuminazione del cuore.

Al suo scoccare, però, è come se non si fosse mai stati tristi.

Come se si perdonasse tutto il dolore. Finito.

Evaporato. Estinto.

(by poetella)

Comunque lei lo pensava in quei giorni…

beh… roba vecchia ma…(sempre vera)

Poetella's Blog

img_2421mod1(foto di poetella)

 

Ascolta poetella

 

 

Comunque lei lo pensava in quei giorni

e in altri prima e in altri avrebbe ancora

lo pensava come l’impasto di sale

L’acqua e farina il lievito delle ore

La mano che forma.

 

La firma dei sogni

Lo pensava fabbro a forgiare

piegare spianare col fuoco

Di fuoco lo pensava a nutrire scaldare riunire

plasmare lo pensava, lei

 

lo vedeva piedistallo alla statua di vento

vanto del cuore agghindato di sonagli

fermaglio del futuro che vola via lasciando segni

tracce scritte

tratti intrisi di ricordi. Fugaci.

Ma con lui, saldamente, no.

(by poetella)

 

 

.

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Mi sono messa…

(foto di poetella)

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Mi sono messa lo sguardo più bello

nemmeno la pioggia l’ha offuscato

Camminavo o volavo? Non so.

Non è importante.

Neanche che la gente guardasse il mio volo

Forse ero in quadro. Tipo Chagall.

Il gatto però m’ha guardato.

Si sa. Gli animali hanno una marcia in più.

Ciao gatto!

(by poetella)

Non ignoro il fatto che…

(foto di poetella)

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Non ignoro il fatto che sto per cedere

all’ennesima fantasticheria

l’ennesimo imbroglio

l’ennesima necessaria bugia.

Ma una lastra di turchese brilla in alto

oltre i vetri

e un gabbiano solenne la spacca in due

incoronando i miei vulnerabili desideri

in un trasalimento di speranza.

(by poetella)

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ma

…?

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Di più io non potrei immaginare…

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Di più io non potrei immaginare.

Come quando ascolto Bach suonato da Gould

come quando ascolto Debussy suonato da Samson François

le note non potrebbero essere tenute per un tempo più corto

o più lungo

le pause non potrebbero durare un attimo di più

o di meno

il pianissimo, pianissimo come pianissimo

è il bacio di una mamma al bimbo che dorme

il fortissimo, fortissimo come il battito del cuore

al primo appuntamento.

 

Di più io non potrei immaginare.

Impossibile, con maggiore stupore,

maggiore perplessità, sbigottimento

maggiore meraviglia

maggiore, infinita gratitudine

 

amare di più.

 

(by poetella)

 

 

Mi porto un…

paesaggio addormentato.jpg(foto di poetella)

 .

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Mi porto un paesaggio addormentato in petto

qualcosa sotto un velo di polvere

o di cipria. Rosa carne.

Me lo porto negli spazi invernali della città frettolosa

me lo porto in casa

mentre fingo di guardare la tv

o semplicemente sto

 

immobile

come in attesa.

 

Un paesaggio silente.

Come sotto la neve la terra.

 

Aspetto che sgeli

 

(by poetella)

Così stiamo a Roma…

Come una frase scritta su…

acqua 1.JPG(foto di poetella)

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……………………………………………. Come una frase scritta su un vetro  e rapidamente cancellata, sgocciolata, trasformata, ghirigori di gocciolii, lacrime?

…………………………………………… Come una frase o meglio una parola scritta sulla riva di un ruscelletto, per non scriverla sulla spiaggia, troppo usata, troppo sfruttata, una parola, o un verso corto, sintetico, eppure contenente tutto quello che ci sarebbe da contenere se si potesse contenere un simile tutto in poche parole.

………………………………………….. Come una luce intravista da una porta socchiusa che sta chiudendosi irrimediabilmente per un soffiare di vento da una finestra opposta, una luce azzurrina come la prima luce dell’alba o l’ultima prima che si faccia notte

così, saltuariamente, ti penso

 

(by poetella)

pensieri (d’…..?)

ribollono.jpg(foto elaborata di poetella)

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Saranno probabilmente meno visibili

che forse essere visibili servirebbe?

saranno più occultati di altri, o di altre

– segni, cose, situazioni –

saranno taciuti per timidezza o ritegno o musoneria

va’ a capire

saranno gelosamente mascherati

camuffati

soffocati

ma è certo che dentro, nel loro(nostro)  dentro

sommessamente ribollono

 

(by poetella)

 

 

una foto ritrovata…

LA ROSA RITROVATA.jpg(foto di poetella)

quando ancora c’erano rose nel mio balcone non ancora infreddolito…

.

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Era potente…

alba.jpg(foto di poetella)

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Sì, era potente l’accelerazione del rosso

stamattina

un’epifania di bellezza s’infilava nel grigio appeso all’eterno

e come non pensare – strani accostamenti – a quei giorni.

 

A come esplodono, anche loro

collisioni di stelle (ce ne saranno in cielo?)

bastimenti  di stupore

improvvisi  inattesi. Benedetti

 

(by poetella)

 

Conserverò solo…

la sfinge di Capri.jpg(foto di poetella)

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Conserverò solo la parola attesa

come un monito a non

come una promessa a

la parola attesa che così bene s’addice alla speranza

che così bene sostiene

conduce

così bene dissipa le ore

così bene infiamma.

 

(by poetella)

poetell’oroscopo…

champagne-bolle.jpg(foto dal web)

 

No, l’oroscopo non lo so fare ma, comunque, speriamo che…

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… i segni di terra riescano a volarsene anche un po’ per aria

Quelli d’aria, ogni tanto, così, per riposarsi

tocchino terra

quelli di fuoco trovino aria a sufficienza per continuare ad espandersi

e quelli d’acqua  bevano con parsimonia  anche un po’ di  champagne

così, tanto per ridere un po’!

 

Beh, buon anno a tutti dalla vostra

affezionatissima

.

poetella

Tempo fa…

(foto di poetella)

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… ho piantato un seme di desiderio nel tuo orto.

Bel tempo permettendo

siamo sempre appesi alla meteorologia

qualcosa spunterà.

Qualcosa di rosso.

Rosso vivo.

(by poetella)

 

Sebbene a volte …

20181224_115254.jpg(foto di poetella)

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Sebbene a volte altri accostamenti

altre soluzioni mi si sono schiuse a scivolare

sul cielo

quando così compatto

così grigio

uniformemente grigio

altre potenzialità.

 

Come se l’assenza fosse piena di presenze

Come se il neutro si potesse ridipingere a piacimento

 

E poi gli alberi

 

(by poetella)

Questa infinita lentezza…

tempo fermo.jpg(foto di poetella)

.

 

Questa infinita lentezza

questo rintoccare sghembo delle ore come fossero anni

questo campanile di nebbia

senza campane senza paesaggio attorno.

 

Questo frusciare dei minuti come topi

questo sgattaiolare della luce

questa luce dentro l’ombra

dove guardare per

(ma dove sei?)

essere

 

(by poetella)

 

Noia.

(foto di poetella)

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Ma sì può andare a dormire
con gli occhi affamati di bellezza
e tutto il mondo ignorato ancora sveglio

e pulsante?

(By poetella)

Clavicembalo con pedaliera

Veramente magico!

Cap's Blog

Luc Beauséjour interpreta la Toccata e Fuga in re minore, composta forse da J. S. Bach (BWV 565) o più probabilmente da Johann Peter Kellner (*), suonando un clavicembalo provvisto di due manuali e una pedaliera.
L’esistenza di strumenti consimili è documentata a partire dal Quattrocento: un clavichordum cum calcatorio è citato nel trattato enciclopedico Liber XX Artium (c1460) di Paulus Paulirinus ovvero Pavel Žídek; il disegno di un clavicordo con pedaliera si trovava in una copia manoscritta, ora perduta, risalente al 1467 dei Flores musice del teorico trecentesco Hugo von Reutlingen.
L’epoca di maggior diffusione del clavicembalo con pedaliera è comunque il Settecento, quando fu soprattutto usato dagli organisti per esercitarsi; ma è probabile che proprio per questo tipo di strumento Bach abbia composto le sei Triosonaten BWV 525-530.
Verso la metà dell’Ottocento ebbe una certa diffusione il pianoforte con pedaliera, strumento per il quale Schumann scrisse gli Studi…

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Leggendo Jaccottet…

uccellini su rami.jpg

(foto di poetella)

“L’ansia della Tortorella
è il primo passo del giorno

che spezza ciò che la notte lega”

come il richiamo dell’amante
un martello sul cristallo spesso
dell’attesa

(by poetella)