Addio Maestro…

The Byrds – Turn! Turn! Turn!

The Animals – The House Of The Rising Sun

E lei…

(foto di poetella)

stava sospesa come l’ultima foglia

in attesa di cadere

tra le braccia del vento

(by poetella)

mettendo in ordine…

tra vecchie foto nel pc ho ritrovato questi giochetti di grafica.

che ve ne pare?

con miei versi…
con le parole di Vargas Llosa

(by poetella)

Mina…

Simon & G.

Elton…

Beatles…

Senti?

(foto di poetella)

Senti? Come un tremolio nell’aria,

una nebbiolina d’attesa. Un fruscio. Siamo al bivio tra cielo e terra. Riconosci l’insegna luminosa? Attenzione, guarda bene. Si stanno per spalancare oceani di papaveri rossi rossi, vallate d’acqua tiepida, cieli a rovescio d’inchiostro turchese. Non c’è da stupirsi. Comanda Venere. Fa tutto lei.

Stiamo per fiorire.

(by poetella)

‘ngiorno…

(foto di poetella)

Tieniti…

(foto dal web)

Tieniti dentro questo luccichio

non lasciare che l’inchiostro nero dei giorni abbia la meglio su quelle schegge di luce, coriandoli di metallo e rame, qualcuno anche d’oro (cara mia!)

Conosciamo le ombre, noi. Ci sappiamo muovere al buio come i gatti, come i gatti siamo pazienti. Perseveranti.

Teniamo a mente tutte le note del Canone a due voci.

Presto ricomincerà il canto.

(by poetella)

Chi si ricorda questa canzone?

la fatica? ma che importa..

Perché io con la musica , tutto.

Io undici tappeti antichi da spazzolare in ginocchio come una serva. No, come Cenerentola che pulisce, strofina e canta

perché io con la musica, tutto.

Non sento fatica. Niente noia. Niente male. Io con la musica, io con Mahelr, con Bach, che ne so, con Stevie Wonder, con i Beatles, con Satie, con Ravel, io con la musica tutto

centosei piatti di ceramica o porcellana antica da tirar giù dal muro e lavare, piano che lo rompi, e asciugare e rimettere su, trentasei statuette ‘700, massimo ‘800, primissimo ‘800, per carità, da lavare col pennellino piano piano e poi asciugare col föhn che tanto io con la musica, tutto

niente noia, niente fatica, niente male, io con Mahelr, con Bach, che ne so, con Stevie Wonder, con i Beatles, con Satie, con Ravel, o Tracy Chapman, o Debussy, io con la musica, tutto.

Solo l’amore no. Ché la musica siamo noi. E poi mi distraggo…

(by poetella)

Ritrovato vecchio video…

una delle mie preferite. Quando ero tanto, tanto triste…

S’è messo in movimento il circo
delle nuvole
stamattina.
Cavallucci coccodrilli a bocca aperta
elefantini e tigri e conigli e giraffe
e leoni c’era pure un unicorno
obbedienti al domatore
vestito d’azzurro e lustrini.
Guarda che luce sotto il tendone del cielo!

Doma anche me, signor domatore, doma anche
questo mio andare sconsolato
occhi bassi, signore del cielo, schiocca la frusta
dai il comando
insegna il balzo ardito
mettimi in marcia questo pezzo
di cuore
fallo passare nel cerchio di fuoco sparalo
tra le stelle

che me ne vado in giro mani in tasca
e lui fermo lì
bloccato
gelato
a guardarsi dentro
la solitudine
nella sua gabbia senza specchi
senza lucette.

Vuota.



(by poetella)

Buona visione e buon ascolto

Che abbuffata!

Beatles…

She’s Leaving Home

non so, una tale serenità a starmene a sentire vecchie

canzoni, sola soletta, senza niente che mi disturbi. Nè tv accesa con programmacci di calcio, né vecchi film visti e rivisti, (che noia!), nè venditori di tappeti antichi, di porcellane, di mobile del ‘500, del ‘600, del ‘700, machissenefrega, ché io butterei tutto! Pensa te! né tantomeno richieste di continue piccole cose che, chissà come mai, devo fare sempre io. Ché aveva ragione nonna quando diceva Non dire mai a nessuno cosa sai fare, ché se no te lo fanno fare!

Nonna saggia, proprio proprio.

Insomma, una bella compilation, appena creata, con le canzoni che più mi piacevano da ragazza, quando ascoltavo canzoni e una gran pace nell’anima.

Forse semplicemente perché penso che qualcuno, qualcuno adorato, qualcuno se ne sta, come me adesso, in pace a fare quello che vuole senza scocciatori. Ahhhhhh!

(by poetella)

Immagine

cucù…

l’amore perfetto…

Finanche a fare a meno di te

[ok, solo per un po’]

se questo è bene per te. Magia.

(by poetella)

È indubbio che tu…

(foto di poetella)

È indubbio che tu non sia [quasi mai?]

non sia compreso nelle mie consuetudini.

In quel racimolare schede traforate di giorni

catalogare mansioni e missioni

riordinare armadi e previsioni.

Ascoltare fruscii o concerti interi dedicati

da non so chi, non so perché.

Ma va bene così.

È indubbio che tu non sia [non sia mai?]

non sia certo nelle mie consuetudini.

Cosa potrebbe mai essere consueto in questo

lampo che ogni tanto m’abbaglia

e non per la mia rinomata miopia

né per un mai imparato corretto uso

d’occhiali da sole. Ché mi infastidiscono.

Ho imparato invece a barcamenarmi

tra una nota e l’altra, un fiore, una voce

che non è la tua, quasi mai, lontana

ma la mia, che, stranamente

nonostante…

ancora e sempre canta. Di te.

(by poetella)

.

.

Lucio

Le sei e trenta…

(foto di poetella)

… e uscire in balcone, la tazzina di caffè sul tavolo e, aspettando si freddi un po’, controllare le fioriture.

Togliere due o tre foglioline stanche ai gerani e staccare i fiori appassiti. Eliminare anche tre o quattro foglie gialle e un fiore caduto alla dipladenia. Guardare teneramente la rosa bianca e il bocciolo e le due rose rosse mentre in cielo si sentono gridi e un enorme gabbiano bianco taglia in due il cielo che vedo oltre le tende.

E allora buongiorno!

(by poetella)

Anche se quei momenti…

Anche se quei momenti

quel preparare il caffè al mattino

sapendo quanto zucchero ci vuoi

quel chiederti consiglio su cosa mettere per piacerti di più

anche solo per andare al mercato

quei momenti di silenzio, in casa, ognuno a brigare

ognuno tranquillo a sistemare, preparare, prendere e riporre

nell’armadio comune

quei momenti di stanchezza che c’ho un sonno che crollo

la sera, insieme sul divano davanti alla tv

mai vista la tv con te

mai visto un film.

Il film siamo noi.

(by poetella)

mi sono accorta che…

(foto di poetella)

finalmente è fiorita la magnolia

Che poi l’amore…

(foto di poetella)

Che poi l’amore.

E il cercarsi e il richiedersi e il pretendersi. Lo scrutarsi, l’interrogarsi. E l’andare indietro e avanti nei giorni, negli anni. E progettare e condividere. E mi vuoi bene? E ti manco? E quanto? E quando?

Che poi l’amore.

E il volere sapere, e lo stare a domandare e cercare le risposte nel volo degli uccelli, nel moto delle onde, nel lancio delle due monete. E trovare le risposte che si cercano, non fa niente se verità. Non fa niente se realtà.

Sai che ti dico? Non mi importa dell’amore.

Mi basta il desiderio che ti fiammeggia sempre negli occhi quando mi guardi.

E il mio. Una sbornia.

(by poetella)

Ché…

il tuo corpo perfetto è il forziere del mio inesauribile desiderio

… sensualità

Uno due tre…

(foto di poetella)

Uno due tre

Quattro cinque sei…

lenta lenta

che profumo nell’aria…

fino a dodici, dodici bottoncini di madreperla poi

la diga di seta rossa è crollata

e un’onda possente di desiderio s’è versata su me.

Il fiume verde dei miei occhi nei tuoi di mare

e l’acqua s’è fatta fuoco

hai sentito la terra tremare?

e poi

e poi e poi

e poi s’è fatta nuvola.

(by poetella)

E adesso… in forno!

Quando poetella è felice… cucina!

Fiori di zucca ripieni di mollica di pane integrale e tonno. Tutto finemente amalgamato.

In filo d’olio. Va bene anche quello del tonno se è extravergine d’oliva.

Una spruzzatina di passata di pomodoro.

Una spruzzatina di origano…

Fatto!

P.s.

In forno una mezz’oretta. Devono rosolare…

(by poetella)

così, tanto per dire…