per gelso bianco… Antonio Lobo Antunes

trovato questo vecchio post con un po’ di foto del mio adorato…

Poetella's Blog

ala_1anoantunes da ragazzoetr_lobo_antunes_couv10639[1]19011037_640a04n1cul-1a lob antAntónio Lobo AntunesAntonio_Lobo_Antunes_bio_grandeantonio-lobo-antunes_fullblockantonio-lobo-antunes-sitting  escritor_portugues_Antonio_Lobo_Antunes e vediamo se dice ancora che quel viso non le piace…

Un viso intenso. Occhi profondi, indagatori, ma anche dolci, sconsolati, che ti entrano nell’anima come le sue parole.

labbra carnose, sensuali, come sensualissima è la sua scrittura,

bel naso, né grande né piccolo,

interessante forma del viso, deciso, senza niente di sfuggente, che tanto…che vuoi sfuggire!

insomma, un uomo che mi fa impazzire da tutti i punti di vista.

(è l’unico col quale potrei “tradire” l’amoremio…ma lui capirebbe, ché sa…)

ok, gelsobianco?

(by poetella)

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la felicità!

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(di prossimissima pubblicazione)

Oggi è arrivata la notizia che aspettavo da tre anni!

Dovrò solo arrivare al 12 di Ottobre.

Sono immensamente felice.

Quasi mi sono dimenticata di…

Pensierino della sera…

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buonaseeeeeeeeeeera…

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Frescura e canti.

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… ma non mettono allegria?

le nuvole… gioia pura!

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un mio piccolo video, con la splendida voce di Louis Armstrong e l’incanto del cielo

Dylan eterno!

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Dylan: Just like a woman…

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nel blog di Giovanni Baldaccini c’era questa meraviglia!

adoro!

Così lontane le stelle…

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(dal web)

Così lontane le stelle, così inafferrabili,

potremmo pensare siano sogni, potremmo pensare esistano solo nell’immaginario del nostro desideroso cuore. Desiderio di stupore, di chiarezza, d’infinito. D’infinita bellezza.

Potremmo pensare che sogni di bambino, semplici, lucenti di speranza.

Così lontane, così perdutamente lontane le stelle.

Così sfuggenti, irraggiungibili.

Così chiare, stagliate contro il blu, come desideri nel nulla.

Quasi non ricordo più la tua voce.

Ecco. Quanti giorni, mesi, anni ancora a desiderare nel nulla? Dovrò farmene una ragione, prima o poi.

Solo agli dei è permesso fare a meno della speranza, però.

E io sono solo una donna, ormai.

(by poetella)

io non lo so…

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(un video di poetella)

Io non lo so, non lo so
perché ci siano i fiori
non lo so cosa avremmo mai fatto noi, noi tutti
per meritare i fiori

non lo so se poi davvero ce li meritiamo
davvero potessimo mai pensare che per noi
proprio per noi
per la nostra gioia di piccoli viaggiatori
di questo mondo scellerato
per la consolazione di noi poveri sognatori
insonni e desolati ci sia dato
quest’ornamento colorato profumato
che ci specchi la bellezza cercata e cercata
senza mani senza voce senza respiro i fiori
senza domande
i fiori

senza pretese senza conti da pagare
mutui da accendere
i fiori
solo dare e dare e chiedere niente
se non che i nostri occhi, grati

s’illuminino di un sorriso.




(by poetella)

Beh… allora…

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Brindate con me?

beh, per chi non lo sapesse…

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domani è il…

indovinate un po’…

Pensavo, tu, io…

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Pensavo, tu, io. Difficile ormai dire noi. Cieli e terre in mezzo.
E strade, macchine, semafori e corse e faccende e visi e voci e affari urgenti e urgenti pensieri per distrarsi e urgenti fughe, perché poi fuggire? e urgenti missioni da compiere. Come condottieri ispirati.

Tu, io, e la stagione fredda che prima o poi arriverà e quella tiepida che ci si sovrappone, sovrappone, parola che fa tremare, oggi, e poi quella calda e di nuovo la tiepida e poi la fredda via, via, fino a veder scomparire l’insinuarsi delle speranze.


Che, dico, se non si sperasse forse che si soffrirebbe meno? O il contrario?


Qualcuno me lo dica, per carità. Qualcuno che sappia, che sappia spiegare, che sappia far comprendere, assimilare, elaborare e poi applicare come dottrina salvifica.


Chi mi salva?
Tu eri bravo, un bravo maestro. Ma ho perso le lezioni più importanti. Credo.

Tu, io. Difficile ovviamente dire noi.


Tuttavia, davvero proprio due entità distinte (distanti) ormai.


Continuo a cercarti nei segni in cielo, nelle parole scritte in petto a fuoco, nelle immagini come sequenze di un film da oscar che mi porto raccolte in un cesto invisibile. Pesantissimo.
Continuo a cercarti in me, senza uscirmene dal fondo più segreto. Tra poco forse svanirai. Temo. O spero.
Ma davvero sarà possibile?

O l’aria è talmente carica di quello che siamo stati da conservarne l’impronta come in un bel memory foam, soffice, elastica e tiepida. Per un po’.


Tutto svanisce, comunque, poi, dicono

in un oblio definitivo. E non so darmene pace.




(by poetella)

Evviva!

Era ora! Viva l’arrivo

sempre più vicino

dell’autunno!

Samson & Debussy

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conticini…

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ma tu, tu…

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Ma tu, tu m’immagini mai
ti metti mai lì
tra consapevolezza e sogno
ti figuri il mio viso mentre, che ne so? cammino
o sorrido
o piango.
Incornici mai
fotografi mai coi pensieri
il ricordo di un sospiro
di uno sfioramento di vento dalla porta
socchiusa giusto giusto per me
arrivata in festa?

E quel mettere e levare
gioie e tristezze e dubbi e battere
il tempo quando il tempo era danza, ci ripensi mai?

Ci credi, mi ci vedi che sfilo le perle
di quei nostri lontani giorni
e le conto e riconto
le conto e riconto
e i conti non tornano mai

mai, come te. Con me. Da me. Per me.




(by poetella)

(un viseo di poetella)

Bah!

Comincia un altro giorno…

e non mi aspetto niente

Brutto, no?

Eh… bella roba

Così é la vita

Lei si domandava se per caso…

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(papà mio…)

Lei si domandava se per caso non stesse diventando suo padre. Certo, s’era sempre rabbuiata quando dicevano che la sorella somigliava a papà e lei a mamma. Si sentiva rivoltare dentro per quella schifosa bugia.

Lei somigliava a papà, altro che.

Stessa curiosità.

Stessa carica di positività, stessa voglia di scoprire, di fare, di imparare, di riparare, di sistemare. Stesso amore per la vita. E per l’amore.

E adesso si domandava se non stesse per caso diventando proprio lui.

Lui che raccontava. Lui che ricordava. Lui immobile o quasi. Dipendente da tutti per tutto.

Lui che era stato sempre così efficiente, così ingegnoso, come diceva la nonna “Bombolo è ‘ngignuso…” Bombolo… il figlio preferito tra sette figli. Il più bravo, il più bello.

E lei si domandava se non stesse diventando lui. Piena solo di ricordi. la vita tutta dietro. E l’amore.

(by poetella)

Eh…

mi sa di no.

Per adesso no, per lo meno.

Sto continuando…

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(foto di poetella)

Sto continuando a leggere L’uomo che cade di Don DeLillo.

E ora capisco perchè non riesce a prendermi come Lobo Antunes.
Riconosco, per carità, che con la scrittura ci sa parecchio fare ma…
Niente. Non mi cattura.
Non mi lega.
Non mi penetra nelle ossa.
Non mi scorre dentro come fosse sangue nuovo.
Bravo, certo, bravo ma…
No.

Lobo Antunes  é un’altra cosa.
Lui é lirico. É dolente. É malinconico.
Lui è poesia.

E come le poesie che amiamo si può leggere e rileggere e rileggere
e non stanca mai!


(by poetella)

Acquistini…

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Beh l’ho dovuto mettere in bagno questo boccale graffito ferrarese del ‘500

Ho finito i posti!!!

😊

Piace?

Opium…

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(foto di poetella)

So che non posso mancarti
in quel letto che non esiste più
in quella casa abbandonata che non é più tua.

Anche se magari per un ricamo della luce

o un leggero profumo di Opium

– succede che l’aria porti strani bagagli


ti  scoppierà nella memoria
quello che ti lasciavo addosso
quando me ne andavo via

ricominciando ad aspettarti.





(by poetella)

Ogni tanto ci vuole!

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Pensierino della sera…

Mi sono tagliata i…

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Mi sono tagliata i capelli

Si comincia da lì, dicono.

Gli anni non li posso tagliare, e neanche questa estate che non vuole finire. La cattiveria del mondo, figurati.

Mi sono tagliata i capelli. È un passo.

Ché quello che vorrei tagliare, un taglio netto, preciso, senza sbavature, senza ripensamenti, sottile e pulito, una cosa da bisturi,

quello che vorrei tagliare ancora no, non è aria. Non ci riesco. È solo nella volontà. Non si traduce in pratica.

Quello che vorrei tagliare, sprofondato nell’anima, radicato come un tumore  che si autoalimenta, ancora no.

Non ci riesco proprio.

Dunque ho tagliato i capelli.

Roba più facile. Che poi quelli ricrescono.

Loro, almeno.

(by poetella)

Già… era così

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era. Dici bene, Cesarino

(by poetella)

P.s.

La citazione é da

“La bella estate” di Cesare Pavese

Musica!

lo sai?

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(dal web)

Stanotte ti ho sognato.

Si pensa di aver ragionevolmente posto tutto in un cassetto, si pensa di aver consciamente trovato un senso, una porta per uscire da quel nero,

si pensa di aver rimesso a posto il tempo, ma qual è il posto del tempo?

Poi la notte e quel sogno.

L’inconscio non ne vuole ancora proprio sapere di comprare una spugna, un solvente, un qualcosa di abrasivo che porti via, senza

fare troppo male.

(by poetella)