Poetella un po’ hot…

(Antinoo)

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… E non so perché mi sei tornato in mente tu prono, crollata la torre del desiderio, sbriciolata in mille cristalli di piacere, il viso affondato nel cuscino, quel profilo d’Antinoo addormentato e la curva morbida delle spalle e il solco nella schiena e quel tuo sedere di marmo catena dei miei occhi e le cosce e i polpacci, colonne del tempio sull’Acropoli e gli occhi chiusi e dietro gli occhi

io, che ancora brillavo

(by poetella)

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Ma sì, lo sanno tutti. Oggi è …

(foto di poetella)

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Ma sì, lo sanno tutti. Oggi è il primo giorno d’estate. Il cielo è azzurro, i prati profumano di papaveri, c’è un gran tramestio tra i rami – becchi grigi, becchi arancioni, cinguettii. Turbolenze di fiori.

Tuttavia, in questa stanza sigillata, al fresco finto del condizionatore, guardo il mare che, dal fondo della memoria, mi si spande tutt’attorno

e m’allaga l’anima.


(by poetella)

Dal blog di Patrizia…

Dal blog di Patrizia

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»

Martin Niemöller (1892-1984)

È scusate se non posso mettere il link del blog di Patrizia… ma col cell non ci riesco.

Ecco: ci sono riuscita.

😊

E lei pensava a …

(foto dal web)

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E lei pensava a quei piccoli fiori nella tasca esterna del borsone
e al romanzo che le si srotolava in cuore.

Avrebbe avuto giorni e giorni per leggerlo e rileggerlo. Fino a impararlo a memoria.
Grande scrittore il destino.

Certe storie ti cambiano la visione del mondo.

Dai, sfoglia le pagine.

Continua a sorridere…

(by poetella)

Diciamo allora che…

(un video di poetella)

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Diciamo allora che l’estate s’è ormai slargata sulle cime dei pini qua sotto. Spadroneggia con risolutezza. Diciamo che la si deve accettare anche se ne conosciamo l’esito indesiderato.

Diciamo che le rose, ah! le rose, diciamo che le rose pare non la temano come me, pare se la stiano godendo tra un refolo di vento e l’altro. e le begonie e il plumbago e anche l’ibisco, avaro di un fiore alla volta tremendamente caduco, come la giovinezza.

Diciamo che la Barcarola op 44 di Fauré quasi porta un po’ di fresco e fresco fanno i ricordi e la speranza che mai muore di costruirne presto altri

E poi altri e ancora altri

 

(by poetella)

 

Beh… cuciniamo, va…

fiori di zucca.jpg

… visto che oggi niente esami…

Fiori di zucca ripieni in padella.

Poi vi dirò come sono venuti😉

(by poetella cuochella)

Relax…

senti… stai a sentire…

plumbago.jpg

(foto di poetella(

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………………….. il  vento che muove piano, dolce

dolce come una mano che accarezza, i teneri fiori

del plumbago, in quest’ora morbida di crepuscolo,

attonita la luce, in attesa dell’ultimo sospiro, prima

di notte.

 

…………………. Il vento che s’infila come uno sguardo

indiscreto, tra le foglie, alcune chiare, alcune scure, delle

piccole rose anciennes, sul tavolo a mosaico. Ed è ancora

caldo. Quasi sera.

 

………………… il vento dolcemente carico dei ronzii dell’estate,

degli ultimi cinguettii tra i rami alti dei pini, giù di sotto,

in giardino  e, se non fosse troppo ardito si coglierebbe nel vento

quasi un profumo di mare. O di ricordo. O di dimenticanza

 

mentre s’aspetta quieti la notte.

 

(by poetella)

Il cuore pieno cerca…

il passero.jpg

(foto di poetella)

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Il cuore pieno cerca segni, piccole gentilezze  del tempo

gioca  con le trasparenze della realtà, va a scovare

messaggi, lievi suoni, anche scricchiolii, magari

conferme.

Il cuore pieno sa che c’è più attorno, più di quello che vede

che sente.

Decifra, legge negli spazi tra le ore, ascolta i silenzi.

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Il cuore pieno sorride al piccolo passero in balcone chè lo sa

lo sa che gli è venuto a portare un saluto da lontano

 

nel caldo scintillante pomeriggio romano

 

(by poetella)

 

 

leader patologico e patologia della massa

vabbeh… come ho già detto altrove… chi dovrebbe leggere… non legge. Amen!

scrivere per immagini

“Ciò che muove la società verso la salute è la salute stessa di individui creativi nell’ambito della religione, della filosofia, dell’arte e delle scienze che si occupano dell’uomo (sociologia, politica, storia, psicologia). Questi leader sono in contatto empatico con la malattia del Sé di gruppo e, attraverso le loro opere e il loro pensiero, mobilitano i bisogni narcisistici non soddisfatti e indicano la via verso un cambiamento vitale. Ne consegue che durante i periodi di crisi o di identificazione regressiva del Sé di gruppo con capi patologici, c’è una mancanza di creatività nella religione, nella filosofia, nell’arte e nelle scienze dell’uomo. L’assenza di una creativa arte sperimentale durante questi periodi è un fenomeno sorprendente. La creatività è soffocata in tutti i campi. Non c’è nessuno che sia in contatto empatico con il Sé di gruppo disturbato. Ciò spinge a un progressivo peggioramento della condizione del Sé di gruppo (corrispondente nella…

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Chissà, magari in un tardo pomeriggio d’estate…

e le rose....jpg(foto di poetella)

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Chissà, magari in un tardo pomeriggio d’estate, tra tanti, tanti anni, seduta in balcone, mentre passerò gli occhi sui miei fiori che chi lo sa se curerò ancora io  o darò istruzioni a qualcun altro che curerà per me, io stanca e bianca e debole e lenta nei movimenti (io, lenta? Ma sì, sicuramente lenta)

chissà, magari carezzando una rosa sul piccolo tavolo in balcone, sempre quello, con forse qualche tesserina di mosaico saltata via per il gelo dell’inverno di anni e anni, che non sarò più riuscita a restaurare come non riuscirò più a restaurare il mio viso abbandonandolo alle scritture del tempo,

chissà se sorriderò ricordando che un giorno mi dicesti, anni e anni prima, quanti? Non ricorderò più quanti, sicuramente, un giorno mi dicesti Continua a curare i fiori del tuo giardino. Mi troverai lì, per te, sempre.

E lì ti troverò, nei ricordi più dolci di un lontanissimo noi.

 

(by poetella)

lontano

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la bouganvillea

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in balcone.jpg

Lungo i corridoi della…

sentiero pioggia.jpg(foto di poetella)

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Lungo i corridoi della memoria il cuore passeggia tranquillo – non si preoccupa di saltare avvenimenti, va a cercare luci lontane, lontane vie percorse col sorriso disegnato in fronte, camminamenti su ponti sospesi con tutto il mondo sdraiato sotto, ricoveri di fortuna tra le stelle.

Va a cercare fuochi sulle colline del domani visti da lontano eppure così vicini, così brucianti, così disseminati di scintille pronte ad attecchire ovunque. Quando  ovunque era fuoco e ovunque era luce, e ovunque era

(s’allarga nel ricordo e se potesse sorridere un cuore, sorriderebbe)

ardore   d’amore.

 

(by poetella)

 

Stiamo interrogando…

… e mentre parlava una “bimba brava” che ha sempre studiato e s’è sempre comportata da alunna modello e poco fa ha anche suonato al piano un pezzo di Clementi in modo impeccabile, ché la nostra è una scuola media a indirizzo musicale…

… mentre parlava l’ho disegnata e poi le ho regalato il disegnino in ricordo…

Che belli i ragazzi così! Viva

(by prof poetella)

Potrebbe essere un voglia …

pioggia e vento.jpg(foto di poetella)

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Potrebbe essere un voglia di ripulire tutto

senti, questo scrosciare di pioggia

di grandine di grida del cielo esausto,

straziato, rabbioso di collere

potrebbe essere un richiamo

un monito

senti come sbattono i rami delle rose, senti che paura che hanno

senti come implorano clemenza

che colpe, le loro

se non di portare bellezza?

E noi?

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Eppure da questo cantuccio  io sento

io vedo le mani giunte del mondo

che, non ostante la furia attorno

 

ancora spera. Ancora ce la fa a sperare

come me.

 

(by poetella)

niente parole, oggi, ma…

.…………………………………………….. vi regalo il viale dei tigli, vicino scuola, che adesso sarà scarmuffato da una pioggia folle che sta flagellando la città da un’oretta…

Poveri tigli, poveri fiori che mi deliziano ogni volta che ci passo sotto…

ci saranno ancora domani?

Beh, oggi era così

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(foto di poetella)

 

(by poetella)

Sicuramente…

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… anche oggi non riuscirò a scrivere niente. E come vorrei avere il tempo lento, il silenzio, la solitudine indispensabili per farlo…

Vabbeh, vi lascio una foto (pioggia in arrivo…) e comincia la corsa.

A presto

(by poetella)

domandavo…

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(foto di poetella)
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… ma non trovate che cominciare la giornata con una colazione tutta carina, apparecchiata con tanto di tovaglietta e lattiera e piattini e pane tostato, rigorosamente a lievitazione naturale, e marmellata buonissima mescolata con semini di chia precedentemente ammorbiditi con un pochino, poca poca, un cucchiaino, per dire, di acqua in modo che si gonfino un po’, mentre fuori in balcone cominciano a spadroneggiare, baldanzosi e profumati, allegri carichi di colore e di gioia, i fiori, anche se sono solo le sei di mattina e infatti il resto della casa dorme e il sole è ancora dietro il palazzo di fronte

non abbia prezzo?

(by poetella)

balconcino giugno 2018.jpg

Vi regalo…

…la mia prima, splendida, profumatissima rosa bianca!

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Vedo scintillare l’estate di lato…

il prato....jpg

(foto di poetella)

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Vedo scintillare l’estate di lato
la vedo sdraiarsi sugli aghi di pino
sul prato
fiorirmi negli occhi che guardano
la vedo vibrare di voli di gridi
assediare
pulsare
consegnata all’aria. Padrona.

Tutto un movimento di rami, di foglie
d’attese. Tutto un allegro canticchiare
in questo fresco mattino.

Dire di no, impossibile.
Impossibile non esserci
Dunque assecondare. Aprire un po’

stanarsi

molecola tra la moltitudine delle fioriture.

(by poetella)

Buongiorno a tutta la compagnia!

(foto di poetella)

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Queste ore incapsulate…

(foto di poetella)

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Queste ore incapsulate
Queste ore strette strette nel fare nel dire
Queste ore senza poesia
sprecate, annullate dai devi
senza parole colorate senza respiro
Queste ore scorreranno via senza ricordo.

Torneremo a volare. Prima o poi.


(by poetella)

Solo una foto…

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… mirto meraviglioso!

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Così… mi andava

Che poi ci sono momenti…

(foto di poetella)

………………….. Che poi ci sono momenti in cui penso di poter osare, di potermi lasciare andare ai sogni più arditi – da grande farò la scrittrice – e ancora sapevo appena fare le a, le b, le c, e solo minuscolo. Sempre puntato in alto io. Velleitaria.

………………… Comunque ci sono momenti in cui sogno di poter osare, di potermi lasciare andare a costruire un futuro diverso – un futuro? A questa mia età? Troppi anni, troppo passato. Sempre più corta la linea del futuro.

……………… In ogni caso ci sono momenti in cui gioco a costruire le condizioni tali che mi permettano – c’è in giro qualche fata? con la bacchetta magica? o qualche angelo? o magari una santa compassionevole ben disposta al perdono come sarei disposta a perdonarmi io dei miei peccati d’amore… – che mi permettano di regalarmi

finalmente un futuro con te.

( by poetella)

Una stanchezza buona è quella…

IMG_20160606_161502.jpg(foto di poetella)

 

………………………………………………. Una stanchezza buona è quella della sera che hai fatto tutto quello che dovevi e tutto è al suo posto e tutto riposa sereno e tutto brilla alla luce della luna, pulito e splendente, a aspettare il giorno per brillare di più. E tu crolli, ma sei paga.

……………………………………………….. Una stanchezza buona è quella del ragazzo che ha corso per 10 chilometri e le gambe gli hanno dato retta e le braccia e il cuore e  finalmente riposa. Guerriero vittorioso.

………………………………………………………… Una stanchezza buona è quella del contadino che ha tolto tutte le erbacce, ha potato, annaffiato, raddrizzato rametti e controllato germogli, raccolto frutti e seminato dell’altro in una rotazione da astro del cielo, nutrendo e nutrendosi del buono della terra.

…….…………………………………………. Una stanchezza buona è quella degli amanti che hanno sfidato la legge di gravità e sono stati a volare per ore uno nelle braccia dell’altro e poi, sfiniti, s’addormentano sorridendo.

Ma anche se non s’addormentano e si salutano…

continuano a sorridere. Esausti.

 

(by poetella)

Ok. Mi consolo così…

… e al diavolo il governo.

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Poetella non parla mai di politica, ma…

Posso?

Sono schifata.

Preoccupata.

Sconfortata.

Disgustata.

Raccapricciata.

Depressa.

Beh… finiamola qui. Meglio.

E che la madonna (nei quali poteri non credo) li accompagni.

Amen.

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Roba vecchia ma…

ascolta poetella

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L’uomo che amo

è l’uomo dei passi lunghi

del balzo

L’uomo del tuffo più ardito nella verità

senza guardare dietro

o di lato o in basso

È l’uomo che cammina sul filo

e non oscilla.

Diretto. Un passo dietro l’altro

E sotto l’abisso.

È l’uomo che governa il fuoco

sistema il ciocco

soffia via la cenere

E sorride alla foglia alla gemma al fiore al frutto

È l’uomo semplice nel semplice dell’erba

Complesso come trama di ragno

e come quella trasparente.

Come quella cattura e imprigiona.

Ma poi t’accorgi che è luce che ti tiene

È aria

È suono

È calore di fiato.

Ché lui non stringe il pugno, non serra le braccia, solleva

e piano depone sull’acqua

come il vento che guida la foglia al fiume. E poi al mare

(by poetella)

anni e anni fa, preveggente…

scrivevo questo:

(poetella,  anni fa…) (vabbeh, non è cambiata tanto.  E niente è cambiato)

Ascolta poetella

 

 

…………………………………………….. Ascolta, carina, stammi a sentire.

Stammi bene a sentire, come ascoltavi Suor Florentina che parlava di Dante, di Bach, di Michelangelo. Tutti nella stessa lezione. E tu ascoltavi. Bambina attenta. Diligente.

Chiacchierona, monella, ma attenta. Ché ti piaceva ascoltare quella minuscola suora così colta. Così appassionata. Così preparata. E così giovane! Davvero giovane!  E allora ascoltami. Come ascoltavi allora, tanti, troppi anni fa. Quanti? Non lo vuoi sapere, vero? Ti fanno paura gli anni. Se sono troppi. E sono troppi.

Saranno poi troppi dieci anni di meno?

Che c’entra adesso. Dai. Non mi fare cambiare discorso.

 

………………………………………. Invece ascolta, carina, stammi a sentire.

Voglio parlarti come a una sorella. Come ti parla tua sorella, che adesso non ti contrasta più, che vuoi contrastare! Anni e anni. Ormai ti sa. No, prima no. Non vi sapevate. Due gemelle che non si sapevano. Ma ora sì. Ora sì. Ti voglio parlare come ti parlerebbe lei. La saggia. Mica sconsiderata come te. Come fanno due sorelle, due gemelle a essere così diverse?

Che poi, sconsiderata. Ma no, dai! Non più.

………………………………………… Dai, ascolta, carina, stammi a sentire.

Che voglio parlarti di te. Del tuo amore. Della fortuna. Ché è una fortuna, lo sai, vero? Ché mica tutti. Quanti? Anche solo nella tua città. Quanti l’avranno avuto? Quanti  avranno provato mai una smisurata follia così? Come la tua?

Quanti si saranno sentiti così pervasi di ammirazione, di bellezza, di approvazione a oltranza, ogni cosa, ogni cosa sì. Così!

Ogni minuscolo o immenso fare, dire, cercare, sognare, sì!  Tutto perfetto. Neanche un “va bene, ma…”

Niente. Un’adesione totale ad un essere, materializzazione del sogno più ardito.

Quasi incredibile incontro, sul sentiero verso la fine. Agli sgoccioli della giovinezza.

Giovinezza? È ancora giovane il tuo cuore? E il tuo corpo? E lui che dice sì.

 

………………………………. E allora ascolta, carina, stammi a sentire.

Se finirà, quando finirà, tutto finisce, no? Beh, se finirà tu, e non lo so quanti, e che importa quanti, non è affar tuo, ma tu, tu potrai dire

 

Io l’ho avuto. Io, sì. ecco.

(by poetella)

 

Ecco: la fioritura si espande…

… e il profumo

… e la bellezza

(foto di poetella)

Stamattina ho visto, camminava verso di me, una ragazzina che…

(poetella a 18 anni) (vabbeh, la frangia l’avevo appena tolta…)

Stamattina ho visto, camminava verso di me, una ragazzina che sembravo io alla sua età. Stessi capelli lisci a mezza schiena, stessa frangia sopra uno sguardo fiero, stessa andatura oscillante, pare dovuta a, dice mia sorella, Nettuno in Bilancia congiunto all’ascendente – chissà se anche lei?- ed ho ricordato quando allora pensavo desolata Nessuno mi amerà mai come Maurizio ama Patrizia – che poi si sono pure lasciati, pensa te!- Nessuno mai. E invece, a guardare indietro, adesso, molti mi hanno amata.

Ma soprattutto molto, davvero molto ho amato io.
E molto ancora amo.
E amerò.
E questo è davvero importante.

Chissà lei…

(by poetella)

Così rimango qui in attesa…

(foto di poetella)

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Così rimango qui in attesa perché sicuro che qualcosa dovrà pur succedere in questo silenzio, che ne so, un ramo della bouganvillea finalmente cresciuto come un figlio nutrito a dovere potrebbe bussare al vetro chiuso per tener fuori il caldo e i pensieri malinconici mentre intanto affogo nella musica in cerca di parole nuove o vecchie. Non so. Fa lo stesso.
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Rimango qui in attesa con un libro aperto davanti e la tastiera del cellulare silenziosa e docile che raccoglie le lettere che gli dono come briciole ai passeri. Senza protestare o imbizzarrirsi. Umile. Devota.
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Non mi muovo. Rimango qui in attesa mentre la terra e i pianeti e le galassie si muovono per me probabilmente emettendo anche loro una musica, chi potrebbe mai dire di no?

facendo inarrestabili il loro meticoloso lavoro

(by poetella)

Penso Non c’è niente oltre…

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(foto di poetella)

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Penso Non c’è niente oltre

adesso, niente oltre questa musica

Niente parole, che ci faccio  con le parole, adesso, adesso

che questa musica, queste notine

mani sapienti, mente illuminata, grazie a voi!

Non c’è proprio niente che mi manca adesso, o forse sì

ma no, non ci penso ché questa musica, questa straordinaria musica

l’universo danzante i fiori i profumi

tutto fuori che pulsa e vive l’estate

Ed io qui

con questa musica benedetta

che mi fa rondine in volo che mi fa vapore respiro sospiro

 

Che mi fa vivente d’amore

 

(by poetella)

Una poesia di Lawrence Ferlinghetti

(Un video di poetella)

Il mare è calmo stanotte
a largo di Dover Beach
gli uccelli al crepuscolo
gridano sillabe
di qualche parola decostruita
che non siamo ancora capaci
di decifrare
per spiegare l’esistenza.
E sollevano l’ultima luce
con le proprie ali
e volano via con essa
oltre l’orizzonte
mantenendo il segreto.

Lawrence Ferlinghetti, New York 24 marzo 1919
da “Un luna park del cuore”

ricettina… estiva!

involtini-verza-e-tonno.jpg(foto di poetella)

 

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 Dunque… pronti?

lavare con cura le foglie di verza. Quantità a piacere. Togliere la costa duretta…sbollentarle (due o tre minuti)
Disporre all’interno delle foglie ben distese un impasto composto di: tonno, mollica di pane sminuzzata, prezzemolo, capperi, olive.
arrotolare le singole foglie ben riempite, con delicatezza, ché se no si rompono.
disporre in una teglietta a misura, cospargere con un filo d’olio, parmigiano, una spolverata di origano…
Infornare per una quindicina di minuti…e…oplà! fatta!

oggi va così!

 

(by poetella)

 

E quando cammino…

(foto di poetella)

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E quando cammino al mattino con l’aria ancora fresca, profumo intenso dei tigli e ancora pochi in giro e il cielo azzurro largo spalancato come le porte del paradiso per i giusti
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quando cammino e nelle orecchie Bach, o Borodin o magari i Beatles, perché no, e il traffico che non mi riguarda, che mi scivola accanto insonnolito, che non mi preoccupa, non mi stressa, quando cammino a passo svelto al mattino
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a volte mi sembra proprio che la strada, le case, le aiuole e gli alberi si aprano per lasciarmi passare e si richiudano poi dietro di me

leggera e libera

(by poetella)

Mi trabocca dentro…

(foto di poetella)

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Mi trabocca dentro una trama di gioia
a questa moltitudine di accenti colorati
e i rossi i viola gli azzurri i lilla e i gialli
e ovunque spirali di verdi attorno ai raggi di sole

Spunta un papavero dal cemento

Così è l’amore.

(by poetella)

Il primo.. .

(foto di poetella)

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… E già l’aria è satura di dolcezza

Ed io con lei

(by poetella)

quando poetella era triste triste…

(un video di poetella)

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D’accordo amore mio d’accordo.

Sono finiti i fiammiferi non abbiamo più luce in questa stanza buia di ricordi

neanche le stelle guarda

neanche loro sotto una coltre di nubi d’oblio ci potranno aiutare a svelarci a schiarirci. Cancellati i segni per terra e in cielo

finite le briciole

scordata la mappa

persa la via.

Perduti noi. Tu ed io, ognuno sulla faccia opposta della luna

(by poetella)

Arriva…

(foto di poetella)

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Ecco, arriva il temporale. Profumo di tigli
Gabbiano spacca in due il cielo.

Piccoli fiori in allerta
Così io

(by poetella)

P.s.

Il gabbiano, troppo veloce per uno scatto…