Ecco fatto…

è nuovamente fiorito il mirto.

Anche nel mio cuore, ovvio…

(by poetella)

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Pensierino

Certi incontri ci fanno cambiare
ci fanno crescere
ci arricchiscono
estraggono dal nostro essere il meglio
e non perché ci insegnino volontariamente
semplicemente perché sono.
Basta il loro esistere a salvarci.

E se fosse che…

riproduzione-di-piastrella-siciliana-uccellino.jpg(foto dal web)

.

 

E se fosse che quell’uccellino sul balcone

ma no, che dico!

E comunque se fosse, dai, facciamo finta che

quel minuscolo canto

posso immaginare liberamente, no?

se fosse che ogni trepida nota

ogni vibrazione commossa dell’aria

ogni onda propagata da quel ciuffetto di piume

fino a me

fosse un’impercettibile invito a…

 

ah! L’amore, l’amore!

 

(by poetella)

Immagine

comunicato ufficiale…

sono felice

Cielo che m’allaga…

10274312_10203229782497647_7000943877143301062_n.jpg(foto di poetella)

 

 .

Cielo che m’allaga cielo che

mi slarga il respiro mi schiarisce l’allegria

mi ricompatta i pensieri

tutti attorno a un  benessere di attese

tutto quest’azzurro e quest’aria fresca

tutto questo senso d’apertura  di uscita laterale

di possibilità di fuga se servisse

 

ma non serve, oggi non serve.

Quello che si doveva fare s’è fatto

quello che no, no

e tutto scorre adesso lieve

in un ticchettio di minuti che passano

gaiamente verso.

 

(by poetella)

Ascolto Rubinstein e…

Ascolto Rubinstein e, ecco, penso all’acqua.

Una cascatella che gorgoglia, un ruscelletto che passa tremulo e brilla

qua e là. E penso Chopin è Rubinstein. Rubinstein è Chopin.

Penso   Sono tutti e due che stanno suonando. Quattro mani.

Davvero sembrano quattro mani. A volte. Due sui toni alti, due sui bassi…

Come un ruzzolare sulla sabbia giù per una duna.

Un rotolare di perle.

O un volo di pappagallini verdi. A frotte. Trepidanti.

Penso Che farei senza la musica?

Ma poi mi consolo. Non devo preoccuparmi per questo

Per questo, no.

..

 

(by poetella)

… musica!

Po – Lo sgretolamento

“…

(…)

È opportuno desumere il giusto comportamento in tali tempi avversi dalle immagini e dalle loro qualità. Il segno inferiore significa la terra, le cui qualità sono l’arrendevolezza e la dedizione, il segno superiore significa il monte, la cui qualità è la quiete. In ciò sta il suggerimento di adattarsi ai tempi cattivi e di star fermi. Qui non si tratta di macchinazioni umane, ma di condizioni del tempo le quali mostrano anche un alternarsi di aumento e diminuzione, di pienezza e di vuoto, secondo leggi celesti. Non è possibile agire contro queste condizioni del tempo. Non è quindi viltà, bensi saggezza, se ci si arrende evitando di agire.

Ancora un senza paragone…

 

(foto di poetella)

 

Ancora un senza paragone

Senza paragone come il sonno   che ti coglie di sorpresa e non sa mai il momento esatto in cui ti addormenti e poi ti svegli è pensi Quanto ho dormito? Ho dormito?

Come il pensare a una storia vissuta tanto intensamente da non ricordare più se l’abbiamo sognata o è davvero accaduta,  alle prime luci dell’alba o al primo nostro risvegliarci alla vita.

.

Senza paragone come una fila di papaveri rossi nati lungo il bordo del marciapiede, tra il travertino e l’asfalto, tutti alti uguali, tutti allineati e rossi come i giorni felici passati, ché ne abbiamo passati, no?

Come la lunga fila di formiche lungo l’eterno cantiere sulla Tiburtina che sai dove comincia ma non vedi dove va a finire. Come la nostalgia di un amore, infinita ed eterna.

.

Senza paragone come la soddisfazione di un piano ben riuscito che comincia a dare frutti come la talea di plumbago che pare abbia preso anche se ancora non si può dire, come la sensazione di aver imparato  finalmente a fare a meno di… Anche se ancora non si può dire.

.

Senza paragone come lo sfavillio sui bordi di quella nuvola appena rosa per il tramonto che pare un vestito da festa di tulle e raso che metteresti volentieri se avessi ancora diciotto anni e tutto il tempo  davanti.

 

Il tempo che invece non c’è più

 

(by poetella)

su l’I Ching…

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(foto da web)
.
“il signore fa conoscenza di molti fatti e detti del passato per rafforzare la propria virtù.. Già. Ma chi è questo signore. Possiamo forse definirci così? Signori di cosa? Di noi stessi, magari. Ecco. Questo vuoi dire saggio chiuso nell’antico Libro dei Mutamenti?

Chi è padrone di sé. Chi si conosce. Chi sa riconoscere gli inganni bricconi del proprio io furbacchione. Che ci svia. O ci svierebbe. Che ci convince. O ci convincerebbe. Che prova ad ingannarci. O ci proverebbe.

Ma il signore no. Lui è saggio. Lui sa leggere tra le righe dei propri desideri. Lui sa sconfessarli, smascherarli. Lui sa indovinare i perché. I per come. I quando. I sempre. I mai.

E sa guardare indietro. Scovare i sotterfugi per tappare la bocca alla paura. Lui sa camminare a testa alta, a fronte illuminata da una luce dirompente e chiarificatrice. Il signore.

Lui sì.

E sa schivare i trabocchetti.

Il signore è potente.

Non lo inganni.

Il signore non teme nulla. E neanche io. O quasi.

(by poetella)

I Ching

“Il Cielo sotto il Monte: questa è l’immagine della Forza domatrice del grande. Ispirandosi ad essa, il signore fa conoscenza di molti fatti e detti del passato per rafforzare la propria virtù.

Ok. Rafforziamo…

.

Inaccessibile…

che cielo(foto di poetella, la stessa o quasi di prima)

.

Inaccessibile. Un luogo che mai potremmo abitare

eppure così presente

così saldamente denso e reale

così sovrastante ogni delusione, ogni più antico

incancellato dolore.

Luogo carico di strati di bellezza

rivoluzioni di bellezza

indicazioni di bellezza

steso sulla stanca, opaca, malinconica periferia

delle sette di mattina

 

e sulla mia eterna fame di meraviglia

 

(by poetella)

Che cielo stamattina!

“… La pazienza che significa…

43178532_10215991849861355_5827729102605385728_n.jpg(foto di poetella)

“… La pazienza che significa aver vissuto, aver penato, aver “resistito”: con modestia, sopportazione, senza rivolta, né indifferenza, né disperazione, come se, dentro questa pazienza, si attendesse nonostante tutto una sorta di arricchimento, quasi che la pazienza permettesse di impregnarsi sordamente dell’unica luce che conta”

Da  “La ciotola del pellegrino” di Philippe Jaccottet

 

E a volte, tuttavia, sento come se non ci fosse ormai più bisogno di fare un passo in più.

Come se tutto fosse ormai stato scalato, raggiunto, posseduto.

A volte sento la pienezza della meta conquistata.

Osservo il cammino guardando indietro. Segno i gradini con un tratto rosso.

E il pozzo è pieno. Sento di potermi dissetare a volontà.

 

Ci saranno fiori anche d’inverno.

 

(by poetella)

 

 

Ti prego, fermati…

10615458_10204408852853669_7362499775141098562_n.jpg(foto di poetella)

.

 

Ti prego, fermati un attimo

……………………………………….  e ascolta

lascia riposare gli occhi, ascolta

lascia ferme le mani

lascia pure che cada tutto nell’erba

lascia l’erba all’erba e tutto il resto al resto e ascolta:

…………………………………………….  piove.

 

Piove forte da un po’.

Acqua sui miei fiori e sui tuoi

……………………………………… lontani

acqua sulla terra e sui nostri ricordi

lontani. Troppo lontani.

 

(by poetela)

Pensierino della sera, o della notte:

(foto di poetella)

Pensierino della sera, o della notte:

Quando piove forte, la notte, come adesso, penso sempre, standomene a letto, che l’elettricità nell’aria sia come una corsia preferenziale dove scorrono parole d’amore che se ne vanno lontano, velocemente.

E, chissà perché, m’aspetto sempre una risposta…

(by poetella)

versi deliziosi e condivisibili di Blanca Sarasua

(oggi niente foto…)

 

Mandami una lettera, anche se  andrà perduta.

Mandami delle candele accese, non so,

una montagna, per esempio, che mi guardi da lassù.

Mandami sonate, pergamene,

capitelli corinzi che sostengano

questa luce della sera che scivola via.

Qualcosa su Brahms, il mare e il suo epicentro.

Bandiere senza colori,

che si possano dipingere   come vuoi.

E soprattutto aria, aria aperta, aria libera.

Per il momento, una lettera, anche se andrà perduta.

 

 Blanca Sarasua

Bilbao 1939

 

(ah… almeno una lettera… anche una mail… qualcosa, insomma… che la nostalgia è una brutta bestia…)

E, guardando fuori…

(foto di poetella)

 .

E guardando fuori li vedo.

Sono braccia al cielo che chiedono amore

sono bocche

sono festa promessa, gioia

canto.

 

La chiave per accettare

è questa bellezza

la porta schiusa verso il poi

o anche, semplicemente, l’annuncio di una consolazione

 

il consiglio tenero: aspetta…

 

(by poetella)

 

oggi mi va così…

Devo togliermi di dosso questo malanimo…

(foto di poetella)

.

Devo togliermi di dosso questo malanimo
questo sapore aspro
questa strana fuliggine
devo guardare su
la notte
anche senza luna
come oggi.

La luna c’è.
E solo invisibile.

Ma c’è.

(by poetella)

 

Perché la nube delle parole…

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(foto di poetella)

.

Perché la nube delle parole

protegge la mia nostalgia

la ovatta come un paesaggio fluviale all’alba

come un qualcosa di indefinito e trepido

.

un qualcosa che tende a salire

che sublima

che volteggia come fosse l’ultima foglia del platano

lei che dolce plana

e trova pace

(by poetella)

Ti ricordi la musica?

(foto di poetella)

.

Ti ricordi la musica?
Usciva nota a nota dai miei occhi socchiusi.

E dimmi, ti ricordi la notte?
No, guarda, erano i miei capelli.
Ombre e ombre sul tuo viso.

E l’oceano?
Ah, l’oceano!
L’oceano te lo ricordi?

Mai visto l’oceano io e te
non era l’oceano.

Era altro

(by poetella)

Non credo basti…

(foto dal web)

.

Non credo basti rimettere l’orologio
il tempo è comunque fermo
sentiamo il sospiro dell’albero nel patio
probabile tuttavia sia il vento

Dovremmo nascondere i desideri
oltrepassare la cima del monte
guardare oltre

O altro

(by poetella)

ecco la traduzione di Vincent…

VINCENT

Stellata notte di stelle,
il pennello intingi nel grigio e nel blu,
affacciati a un giorno d’estate
con occhi che conoscono l’oscurità della mia anima.
Ombre sulle colline
abbozzano alberi e narcisi,
rapiscono la brezza e il freddo dell’inverno
nei colori sul biancore della neve d’attorno.

Solo ora capisco cosa cercavi di dirmi
e quanto soffrivi sapendo d’aver ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non sapevano proprio come.
Forse ascolteranno ora.

Stellata notte di stelle,
fiammeggianti fiori, luccichio che sfavilla
e nubi impazzite d’una foschia violetta
si riflettono negl’occhi di cielo-china di Vincent.
Colori cangianti,
aurore nei campi di grano a maturare,
facce consunte e dal dolore segnate
si riscattano sotto l’amorosa mano del pittore.

No, non sapevano amarti loro,
nonostante il tuo amore così vero,
e quando non ci fu più ombra di speranza
in quella notte di stelle…
in quella notte di stelle
ti sei tolto la vita come spesso fanno gli amanti.
Ma avrei voluto dirti, Vincent,
che questo mondo non era adatto
a un uomo così tanto bello, come te.

Stellata notte di stelle,
ritratti appesi in stanze deserte,
volti senza cornice su anonime pareti,
coi loro occhi scrutano il mondo e non dimenticano.
Uguale agli sconosciuti che hai incontrato,
poveri vagabondi vestiti di stracci,
una spina d’argento d’una rosa insanguinata
in frantumi giace sulla vergine neve.

Solo ora credo di capire cosa cercavi di dirmi
e quanto soffrivi sapendo d’aver ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non ascoltano ancora,
e forse mai lo faranno…

e il testo

Starry, starry night
Paint your palette blue and gray
Look out on a summer’s day
With eyes that know the darkness in my soul
Shadows on the hills
Sketch the trees and the daffodils
Catch the breeze and the winter chills
In colors on the snowy linen land

Now I understand what you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
How you tried to set them free
They would not listen, they did not know how
Perhaps they’ll listen now

Starry, starry night
Flaming flowers that brightly blaze
Swirling clouds in violet haze
Reflect in Vincent’s eyes of china blue
Colors changing hue
Morning fields of amber grain
Weathered faces lined in pain
Are soothed beneath the artist’s loving hand

Now I understand what you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free
They would not listen, they did not know how
Perhaps they’ll listen now

For they could not love you
But still your love was true
And when no hope was left in sight
On that starry, starry night
You took your life as lovers often do
But I could have told you, Vincent
This world was never meant
For one as beautiful as you

Starry, starry night
Portraits hung in empty halls
Frameless heads on nameless walls
With eyes that watch the world and can’t forget
Like the strangers that you’ve met
The ragged men in ragged clothes
A silver thorn, a bloody rose
Lie crushed and broken on the virgin snow

Now I think I know what you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free
They would not listen, they’re not listening still
Perhaps they never will

Vincent

che meraviglia ‘sta canzone!

scritture immaginali

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I passi svelti e…

scintillio di bellezza.jpg(foto di poetella)

.

 

I passi svelti e la giacchetta smossa

tornano le fresche mattine

mettiamo in scena la nostalgia

sprofondiamo in questa tenerezza

senti? C’è vento

smuove le nuvole bianche bianche

bianco è il colore della felicità

basta tanto poco.

(by poetella)

Chi mi fa un po’ di coccole?

… c’ho la bua…

Avviene che il giorno…

2015-02-12 16.28.50.jpg(foto di poetella)

 

Avviene che il giorno se ne vada
in silenzio
senza raccontarti proprio nulla
se non un quasi illeggibile fruscio
un soffio senza gravità

l’eco d’una parola mai detta

la pausa tra un respiro

e l’altro

(by poetella)

Ma se anche forte come…

15940590_10210423669340322_3357285405629641532_n.jpg(foto di poetella)

.

Ma se anche forte come un vento

sai, quelli che scoperchiano tetti,

trasvolano valli fino sulle creste argentate dei monti

forte, forte come un urlo di dannato

sulla porta dell’inferno

– è un inferno questo stare senza te?-

 

se anche forte, forte come, ma che ne so come che

ti pensassi

t’arriverebbe niente?

(by poetella)

alzheimer

di Luciana Riommi… davvero stupenda!

leggere riflettere scrivere

hai visto? anche tu perdi memoria
delle nostre sere

– quando?

e già, chissà se sono state, quelle sere,
o se le abbiamo solo immaginate

– c’eri anche tu?

oddio, stai peggio di quello che pensavo,
non ti ricordi più le mani nei capelli?

– c’ero anche io?

eravamo noi due. sai, m’imbarazza un po’,
ma mi pare che con noi ci fosse Amore… (?).

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