Come se mai fosse esistito al mondo…

58831654_10217531623274728_4898181605748637696_n.jpg(foto di poetella)

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Come se mai fosse esistito al mondo

fiore più bello

per forma colore leggiadria.

Come se mai fosse esistito amore

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più bello al mondo

così, tu, per me.

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Tanta bellezza che fa quasi paura

 

(by poetella)

 

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Pensiero mio d’amore…

ombra.jpg(foto dal web rielaborata)

.

 

Pensiero mio d’amore

sciame di farfalle

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ombra di gabbiano sul prato 

disegno netto  di desiderio  procedi  radente

teneramente

tra foglioline e fiori di campo e sogni

sperando non arrivi una nube

a velarti

 

(by poetella)

Poetella è un po’ assente ma…

sta facendo le pulizie di pasqua!

A presto, spero!

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la festa dei fiori…

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(foto di poetella)

 

 

stamattina Villa Borghese…

…era una festa di verde…

qui un mio video con un po’ di foto e musica divina, per voi

(by poetella)

 

anche se è passato da due giorni il tuo compleanno…

 

giuli bello

volevo ridirtelo che io… sono fiera di te!

………………… Perché vedi, figlio mio, sarai pure un po’ “bizzarro”,
l’aveva predetto la dottoressa Di Falco, più di vent’anni fa, chissà se lavora ancora a Via dei Sabelli, dice, Certo, sarà magari un po’ bizzarro, da grande, ma… chi non lo è? Chissà se se n’è andata in pensione o sta ancora lì a valutare bambini e tirare le somme, alzare abbassare, sottrarre e dividere nel verdolino smunto delle stanze d’ospedale
………………… Perché vedi, figlio mio, sarai pure un po’ “bizzarro”,
che poi la parola bizzarro m’è sempre piaciuta, suona bene, quelle zz,
da piccola leggevo Il gioco di Mimosello e Mimosello era bizzarro pure lui.
Sarai pure un po’ bizzarro che c’hai quasi trent’anni e non hai
mai baciato una ragazza, e neanche un ragazzo, se per questo, per non parlare di, beh, che io all’età tua già…
ma lasciamo perdere, va’, che poi non è che c’ho guadagnato tanto

…………… Perché vedi, vedi figlio mio, tu sarai pure un po’ “bizzarro”,
niente lavoro, ma tanto quali sono i giovani, oggi, che gli piovono i meglio lavori in testa, che dove stanno mai ‘sti meglio lavori? Oggi.
……………… Insomma, sarai pure bizzarro, certo, chi dice di no, ma i tatuaggi e le creste ti fanno schifo e pure le cravatte a fiori sulle camicie a righe e i pantaloni col cavallo che struscia per terra che sembra che c’è un deposito di chissà che, là dentro. E pure le ragazze fanatiche. Ti fanno schifo.
E ti interessi di politica, sai chi sono Zenatello e Fleta, a parte Gigli e tutti quelli facili e poi disegni e, quando torno stanca morta da scuola mi fai trovare casa in ordine, l’aria cambiata, che non sopporto la puzza di chiuso e già apparecchiato per me e Se sei stanca i piatti li lavo io, dici.

Ché la lavastoviglie non ce l’abbiamo.


(by poetella)

 

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Mi porto a spasso…

(foto di poetella)

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Mi porto a spasso questo mio amore

ferma, seduta in balcone tra i miei fiori

me lo porto oltre i pini del parco calmi e maestosi

e oltre il tramonto tardivo d’aprile

lento lento passeggia nell’azzurro largo e silenzioso

non si stanca, ostinato e sorridente

il birichino che vuole raggiungerti

Dove sei?

(by poetella)

E tra poco…

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… s’apriranno anche le rose!

Buongiorno da poetella in vacanza!

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Allora ti presento ai…

depositphotos_2213985-stock-photo-sparrows-flying-at-dusk.jpg(foto dal web)

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Allora ti presento ai miei pensieri

dovessero non riconoscerti

sai come sono, scappano via come farfalle

come passeri al battere delle mani

Sono capricciosi, ingovernabili ma

li abito con pazienza. In fondo non sono cattivi. Mai

Quasi mai.

 

E a loro ti presento, amore mio

 Ché, gli dei non vogliano, potrebbero  dimenticarsi di te

E, nel giorno che lentamente muore, chissà? anche io.

(by poetella)

Cieli…

se non avessi paura di cadere starei sempre a naso in su…

Ah, le nuvole!

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Osservo…

20190415_1044048250485610503875914.jpg(foto di poetella)

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l’ondeggiare dei rami di pino

Poi un tramestio, una vibrazione di nero e arancio

Un breve triangolo d’azzurrro

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E niente cemento

e niente voci

fuori,

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nell’aria un qualcosa di misteriosamente muto

come chi aspetta, e non sa quanto.

(by poetella)

Per quanto io…

dietro le nubi.jpg(foto di poetella)

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Per quanto io possa a volte lasciarmi offuscare da qualche colore spento, da qualche grigiore quotidiano, per quanto io possa a volte addirittura lasciarmi arruffare da qualche sbaffo di nero sulle pagine dei giorni,

per quanto possa ritrarmi inorridita, a volte, per qualche scolorimento dei rossi, dei gialli, dei viola annebbiati dal tempo o poco visibili per la fioca luce indebolita da gigantesche, scurissime nubi, considerando come grande dono l’uso della parola magica ”pazienza”, la parola confortante, la parola che permette di concentrarsi su l’unica luce che conta,  

 per quanto detto, dunque, dopo tutte queste considerazioni non posso far altro  che confermare la mia convinzione del fatto  che, dietro le nubi…

beh, lo sanno tutti cosa c’è, no? E allora!

 

(by poetella)

Ok!

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facciamo finta che c’è il sole!

(by poetella)

talvolta…

gabbiani-che-volano_1122-2190(foto dal web)

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Talvolta, guardando quel volo armonioso di gabbiani che non si lasciano mai fotografare -da me, almeno. Sarà pudore o una sorta di aria dispettosa? – tant’è che quando sarei pronta a scattare, puf! non se ne vede più uno.

Ma dicevo, talvolta guardando quel volo armonioso di gabbiani non posso fare a meno di pensare a come ci si possa sentire in fondo proprio così, distaccati dal caos, lontani dal caos, ignari del caos, quando ci brilla in petto una luce amorevole, benevola, di pace.

(by poetella)

Visto che fuori è nuvolo…

ma nel mio cuore no…

Un po’ di colore non guasta, vero?

…una mia vecchia foto per voi

(by poetella)

Le bambine dagli occhi fermi

Mi è proprio piaciuta.
Bella poesia, vero?

Le bambine dagli occhi fermi
avanzano fra i giocattoli
col passo delle prede cacciatrici
si innamorano lentamente
delle cicatrici, vedono maniglie d’oro
dove un tempo non c’erano
neppure serrature.
Si prendono cura del proprio corpo
come ci si prende cura di un neonato:
lo allattano lo pulisco lo vestono
lo fanno sentire voluto.

Le bambine dagli occhi fermi
si lavano i denti con tanta foga
poi corrono sul letto a fare capriole
per rompere la maledizione
e quando ritornano a dormire
mettono la testa sotto il cuscino
per non sentire
che è possibile anche l’amore.

Naike Agata La Biunda (Catania, 1990), da Accogliere i tempi ascoltando (Lietocolle-Pordenonelegge, 2017)

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Come ho letto su Facebook…

… tenetemi caro chi vi prepara le polpette 🤣🤣🤣🤣🤣

(by poetella)

Sai?

(foto di poetella)

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Volevo dirtelo

Mi sono rimaste briciole di paradiso appiccicate addosso.

Se mi specchio nelle vetrine, camminando, le vedo

(by poetella)

Dai…

downloadfile-26947496979841990850.jpg(foto  di Cartier Bresson)

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Dai che il destino progettista sta innalzando la grande macchina.

Guarda che brulichio!

Si preparano le luci.

Guarda come cuciono già i sarti, desiderio a desiderio, arditi, sofisticati. Tessuti preziosi, telai antichi rimessi in moto, belli e saldi come quelli di Lucca. Fermi da un po’.

 

Guarda i carpentieri che battono e forgiano le attese, guarda come cesellano i bronzisti. E i doratori dorano. Mi brucia gli occhi tutto questo brillare di voglia!

Arriveranno piatti da parata carichi di frutta e carni tiepide.

Arriveranno grondanti grappoli di attimi da succhiare. Leccare. Impiastricciarsi tutti.

Pronti?

 

(by poetella)

 

Dunque vediamo…

Dunque vediamo

fuori c’è ancora un bel sole e niente, nessuno che chieda, che parli, che interrompa la melodia di queste note che riempiono l’aria del tardo pomeriggio romano. Una passacaglia. Quanti sanno cosa sia una passacaglia? Beh, peggio per loro, quelli che no. E per chi non si cura  di colmare lacune abissali. E parla, parla, parla di niente.

Ma adesso no. L’aria è priva di voci, nessuno che parli, adoro il silenzio, solo un chiarore che entra dalla finestra e l’ibisco che si staglia oltre le tendine velate, gonfio di rosso. Prepotente. Come prepotente è questo mio aspettare, testarda, indomita, ma perché poi dovrei smettere di aspettare. Sarà ben triste quel momento, se arriverà, in cui smetterò di aspettare. Come si vive senza attese? Non so. Mai provato.

E dunque m’ubriaco di note e aspetto. È una festa!

 

(by poetella)

 

  

Ecco…

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è arrivato l’ibisco!

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…con tutta ’sta roba dentro gli occhi….

una delizia… anche se, forse, solo che ha una certa età l’apprezzerà appieno. I giovani che ne sanno di queste malinconie serene…

Controvento

Dipinto di Tonino Guerra del 2005

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La mia casa a Pennabilli

Adesso abito quassù
in una casa di montagna
e passo il tempo con delle foglie secche
che le metto in fila sopra uno scalino;
o vado a toccare quei fili d’acqua
che saltellano giù da una fessura di sassi
dove le trote stanno accovacciate al fresco
e Silvestro le prende con le mani
come fanno i gatti con le farfalle.
Mi piace anche fare dei conti
con un’aritmetica elementare:
due e due quattro sei e sei dodici
se vai a comprare sette uova e tre cadono
a terra, quante ne restano sane?
O altrimenti faccio delle righe sulla sabbia
del cortile, delle aste una dopo l’altra
per ricordare la sveltezza
delle gambe di una volta e l’aria
piena di lucciole e la bicicletta
e la fionda, gli aquiloni
e laggiù per ogni Ferragosto
il mare che stava disteso dietro…

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Aprile…

20190405_150051.jpg(foto di poetella)

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Aprile. E solo ieri un temporale come fossimo ai tropici.

Adesso sole. I gerani urlano il loro rosso prepotente, tutti stropicciati. Le begonie, poche. Qualche timido fiore oltre le foglie tagliate basse basse. S’allunga lo spazio tra alba e tramonto. S’accorcia quello tra i vasi di fiori in balcone. Inizio danzante di colori. Tra poco, s’aspetta, arriverà anche l’ibisco. Rosso, ovvio.

Pare che i colori siano stati ritoccati da mani invisibili. Anche il cielo sembra un acquerello. Tutto un brillio festoso.

Normale lo si senta anche in petto.

Un tremore d’attesa. Condizione tipica della primavera. Anche di quella del cuore.

La conosciamo  bene. Ci basta guardare l’ora, il calendario. Ci basta contare i battiti del polso.

Uno dopo l’altro, uno dopo l’altro. E quello che aspettiamo s’avvicina.

Come un vento leggero, calmo. Continuo. Irrefrenabile.

 

(by poetella)

 

Eppure lo so…

10256497_10203108593067987_8494456625997291539_n.jpg(foto di poetella)

 

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Eppure lo so

ci sono laggiù certe vedute filtrate tra i rami fioriti

respiri di terra smossa

cinguettii complici a spiare la primavera che avanza

quasi indisturbata

e promette

promette come prometto io sotto  giuramento che mai

mai la parola fine verrà scritta. Da me.

 

(by poetella)

 

Trasparenze…

(foto di poetella).

Chi lo sa…

foto di poetella)

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………………….Sarà stato perché il vento, il vento, sempre vento
sarà sicuramente stato perché il vento stasera soffiava verso…

sarà stato perché come il vento i miei pensieri viaggiavano, si andavano a infrangere, ad arenare verso, come s’infrangono le onde lunghe verso la riva portando gusci vuoti di conchiglie, portando gusci vuoti di desiderio, portando stracci, cose morte,

………………….Sarà stato perché il vento, il vento, sempre vento
sarà sicuramente stato perché il vento stasera soffiava verso…

sarà stato perché come il vento traslavo le mie piccole cose verso
come un pellegrino con la fiasca alla cinta e le scarpe impolverate
sulle salite dei ricordi, e le discese e le pianure di questa realtà di desideri senza acqua, senza ombra, senza ristoro

………………….Sarà stato perché il vento, il vento, sempre vento
sarà sicuramente stato perché il vento stasera soffiava verso quella montagna che sta tra me e te che io…

ma no. Mi sa no.


(by poetella)
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Aiuto!

… sono così stanca!

Mi ci vorrebbe un gatto da coccolare.

Ma nella mia casa non è contemplato.

Mi consolo con una foto.

Carino, vero?

(foto dal web)

Vecchissimi ripescaggi…(quando c’era tempo per scrivere)

20131012_164205(foto di poetella.

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Se c’è una legge in cielo

se c’è una legge che pilota

quei capricci di nubi e quelle

forme che si schiudono gaie

e si spandono  pei campi e per l’aria

e gli alberi e gli occhi e i pensieri

 

se c’è una legge che trascina

e convince il rinnovato inizio

di questa giostra volante

nel nero più nero dei punteggiati cieli

disabitati o no fruscianti di stelle

 

Se c’è una legge trascritta nel cuore pulsante

della terra, nel mio

quella legge invoco, adesso

 

che sorrida e consoli

e incoraggi

– a starle a dar retta –

incoraggi come mano che guida

come bocca che dice Ce la fai, ce la fai

come sguardo e sorriso

braccia aperte che aspettano

passetto passetto

quel cammino verso la luce

anche nel buio pesto. Che finisce.

(by poetella)

La collezione aumenta…

esplode il rosso!

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Ultimi arrivi…

e viva la primavera!

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