Ritrovamenti…

poetella a vent’anni…

con alle spalle la cattedrale di Barcellona…

Piace?

( by poetella)

Ma cos’è l’essenziale?

caos-.jpg(foto dal web)

.

 

Perdo spesso il bandolo della promessa. Lo metto in un posto sicuro. Preciso preciso. Nascosto, per stare al riparo dall’incertezza. Dalla paura di non farcela. Dagli agguati delle voglie. Poi non lo trovo più.

Sparito. Tutto aggrovigliato. Tutto intrecciato a mille e mille altre piccinerie. Tutto sotterrato dagli avventati bisogni. Indotti. Falsi. Forse. O forse no. E non lo trovo più.

Ma certo che è buono fare questi progetti di vasti spazi vuoti, liberi d’inutili ornamenti.

Solo l’essenziale.

 

Ma cos’è l’essenziale? Dico io. Ci manca sempre un fiore, un nastro, un broccato d’emozione.

O solo una risposta. Che rassicuri. Che  arredi le stanze del cuore.  Che vuote risuonano.

 

L’essenziale quasi mai basta. Mi sa.

(by poetella).

 

Canon and Gigue for 3 violins & continuo in D major

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato…

Ragazzi,

Io mi sto beando con la prima alla Scala di Tosca.

Stupenda!


(by poetella)

E’ una preghiera (post revisionato…)

Foto di poetella

(foto di poetella)

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È una preghiera questa. Che mi faccio. Mi faccio una preghiera devotamente.

Appassionata, me la faccio. Stammi a sentire, carina, dico, se puoi, stammi a sentire.

Impara bene i silenzi dalle cose silenti. Ecco. Impara a trattenere dalle nubi nere, dalle nubi nere impara. Le nubi nere che serrano l’acqua. Fino a che si può. Impara. Ti prego.

Non tracimare. Non sversare l’impeto del sangue.

Che non gli s’ingorghi il cuore, non s’anneghi  chi della nebbia ama la leggerezza,  del volo il distacco.

Ti prego, carina, chiacchierona folle, impara i silenzi.

Riempi il calice fino a un dito dall’orlo. E canta solo le prima note del nome adorato, piano piano.

Con la modestia carica del seme. La nobiltà dell’olio d’oliva. L’allegria del fiore a maggio, scanzonata.

Solo un po’ canta.

 

Lascia gli resti la sete. Di te.

(by poetella)

 

 

Ascolta poetella, qui

 

Lascio fluire…

(foto di poetella)

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Lascia fluire. Dai, meglio, mi dico sempre.
E in fondo credo d’aver imparato a cogliere  foglie volanti per rubare colori e farmici vestiti nuovi di zecca
ogni volta che arriva l’autunno.

O qualche altra stagione. Che importa, poi?

 

(by poetella)

 

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Ecco.

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Vivo immersa in un brodo d’amore

e di attesa.

Il mondo fuori

(by poetella)

Allora adesso…

henri cartier bresson(foto di Cartier-Bresson)

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Allora adesso venire via dall’ora

del silenzio

dal grigio dal bianco

dal ceruleo sgranarsi delle faccende

 vestirsi a festa

 venire a bere a mangiare quel tuo pane

quei dolcetti

prenderne uno e guardarlo e posarlo 

prenderne un altro

[qual è il tuo sguardo più bello? non lo so]

 

venire ad annusare sorprese colorate

aprire pacchetti coi fiocchi

[le tue mani sono vento]

carte colorate d’allegria

nel nido dell’aquila tu, a insegnarmi un nuovo volo.

 Voglio imparare. Eccomi.

(by poetella)

 

otto anni fa scrivevo…

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(foto di poetella)

Com’ero io prima di te?

come potevo

dove vibrava in attesa

quest’impellente propensione

alla gioia?

C’è un sospetto di luce anche

nelle viscere della terra

Tra i basalti i graniti le ossidiane

Un anelito che muove le molecole

Le dispone a migrare a miscelarsi a mutare.

Il cuore roccioso del mio cuore

lo strisci del magma di te

e lo spacchi ed emerge

Emerge lucente. Con fragore di tuono.

(by poetella)

Scriabin Etude op.8

Autostima

Sai?

2015-05-17 22.30.10.jpg(foto di poetella)

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Sai? Sono qui per rispondere anche al tuo silenzio

se il tuo silenzio chiede qualcosa.

 

Ed io sì. Sempre sì. Chi-amami, allora. Ora.

(by poetella)

 

e ora… un video di poetella…

(un video di poetella)

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E ancora, ti devi centrare, dici

Devi smettere di salire, dici, su in cima alla più alta vetta della più alta catena di monti

(dio che aria, che vista straordinaria da lì!) per poi precipitare nel fondo più nero e fondo diecimila, undicimila. Centomila kilometri sotto. Sbatacchiata di qua e di là.

Devi trovare un centro di stabilità, dici.

Devi, dici. Solo perché…

A parte che, perché? dico io. Perché?

E comunque tu, tu che ne sai? tutti a sapere quello che. Tutti bravi. Tutti a consigliare.

Io manco a me stessa do consigli. Ma che ne so io!

E tu, il tuo cuore sotto anestesia. Il tuo cuore fasciato d’equilibrio fasullo.

Il tuo cuore in letargo. È mai stato sveglio? Senti che odore di muffa? No, io no, grazie!

 

Sì, certo,  ti devi centrare, dici

Quello scivolare di sponda in sponda galleggiando, senza conoscere lo scroscio, lo schianto. Senza trasalimenti. Senza apnee e respiri grossi a bocca aperta, quell’aria che fa girare la testa, tutta di colpo così.

Questo è il tuo centro? No, grazie! Davvero no.

La conosci? La conosci la voglia di scrivere un nome con la bomboletta sulle valli della luna, tu?

Che poi te lo guardi da lontano e ti fa luce? Un faro azzurro.

Che gira e gira e lo vedi e poi no. E lo rivedi e poi no. Ma è lì.

 

Tu che ne sai di parole come gocce d’oro fuso gocciolanti sulla pietra dei giorni.

Tu che ne sai dell’armonia delle stelle che danza in un corpo vivo, vero, davanti a te?

Ogni azione geometria di perfezione.

Ogni non azione, ancora perfetta.

 

E allora, allora smetti, ti prego

sempre con questo certo,  ti devi centrare!

 

Il mio centro è amore e attorno ancora amore e amore.

Strati d’amore concentrici

bave d’amore uscite dal cuore a ricoprire l’amore.

Una perla splendente d’amore.

 

Cosa? Quando non ci sarà più, dici?

Ma lui vive in me, cara mia.

Ormai è in me.

Non ci sarà più solo quando non ci sarò più io. Ché sarò morta.

O non ci sarò più io, sarò morta io, quando non ci sarà più.

 

Vedi te. Per me è uguale.

(by poetella)

 

 

musica (grande musica!)

 sublime!

e buona notte!

 

(da poetella)

omaggio all’amato autunno…

la dolcezza della musica di Borodin nel racconto di una giornata nel parco.

Foto di poetella

buona visione e buon ascolto

(by poetella)

 

… quanto è poco?

nuvola grande.jpg(foto di poetella)

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Di chi era quel cielo, stamattina

se non mio. E quella luce

tutto il creato a benedire d’esistere

di albero in albero, di tetto in tetto

rimbalzava e si dilatava il chiarore

[ma guarda come assorbono  meraviglia

questi miei pensieri affamati]

 

e  camminavo, occhi al cielo

                   – attenta che cadi, mi veniva da dirmi –

 

Poi un sussulto nell’aria

un rimbalzo dagli occhi al cuore

quella nuvola

Camminavo e guardavo e non sapevo

davvero non sapevo quanto

quanto quella festa fosse, pensavo,  solo mia

che contavo le tante ore

le troppe ore, che strano! quanto è poco? Quanto, tanto?

 

le ore stese lucenti

tra me

e le tue labbra. Promesse.

(by poetella)

 

J.S. Bach – Minuet in G major

 

stavo insieme…

12311183_10207101278442626_9207234925288104858_n(foto di poetella)

.
Stavo insieme alla luce
stamattina insieme all’aria
stavo trasparente leggera
andavo spedita lasciavo dietro me
come una gioia
una traslucenza
mi dicevo sei brava
hai fatto per bene
tutto quello che dovevi
mi dicevo non hai fatto niente
di quello che non.

.
I passi erano perle
attorno al giorno
le ferite (quali ferite?) tutte chiuse

la pelle nuova.


(by poetella)

camminando…

scintillio di bellezza.jpg(foto di poetella)

.-

Davvero siamo tutti viandanti

chi in cammino, chi in corsa

chi in sosta

……………………………….e si sosta stupiti, talvolta

sospesi al vibrare

ancora e ancora di certa bellezza

………………………………….[ visto quel luccichio di foglie?

………………………………… La magnolia superba

………………………………… sul trono d’inverno]

 

Allarghiamo, spalanchiamo il cuore

al fresco di questo novembre che sta per finire

allunghiamo il passo e la gioia.

 

È uno scampanio di festa

l’azzurro del cielo

e un ricamo la brina sul campetto di calcio.

Ci saltella il merlo

 

Roteando maestoso s’innalza il gabbiano

solenne signore dell’aria

(by poetella)

Per Claudio…

… questo Claudio

Qualcuno ha riletto questo mio vecchio post…

… e allora riposto!

il giardino

(foto di poetella)

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La Lilith, sì, la luna nera congiunta al Nodo Nord,( dice)

Nodo Nord di chi? (fa lei)

Di tutta l’umanità. Tutti. La mancanza (quella continua convinta, mentre s’accende una sigaretta).
Tutta l’umanità. Parlo di tutti. Tutti che sentono la mancanza di qualcosa, in questo periodo.
È la congiunzione.

Ma sempre si sente la mancanza di qualcosa (fa l’altra, e intanto ascolta e pensa. Accende anche lei)
La mancanza (l’altra, la sorella, sentenzia), questo buco. Sentito parlare il cardinale, ieri, al meeting, come si chiama? Ah, Parolin, pure lui co’ ‘sta mancanza. È la congiunzione della Lilith, che ti pare? è quello. «Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?» ha tirato fuori pure Luzi, pensa te! Loro risolvono facile. Manca la fede. (si ferma, smette di gironzolare per il giardino in cerca di tracce della talpa della malora. La guarda)
Ovviamente non poteva che parlare così. So’ preti. Trovi la fede, hai svoltato. (continua) ma non è questo. Non è questo.
È solo mancanza di una reale motivazione del tutto. Di un definito progetto interiore.
(si siede, fuma, tace. Guarda il giardino, tutto sistemato.)

(L’altra, sul dondolo)
Ma la mancanza è buona. Spinge, manda avanti. Fa cercare (dice e la guarda. Spera in conferme)

Certo! Certissimo! Se ce la fai! Se ci tiri fuori il buono, da questa congiunzione. Che voglio, chi sono, che faccio per, e bla, bla, bla… (s’è accalorata. Butta la sigaretta nel piccolo posacenere a forma di luna) Mica tutti così!
Certi non fanno che riempirsi, rimpinzarsi, strafogarsi. Di che? Di tutto. Comprano, mangiano, girano, fanno. A morte. Non va. Non è così’ che.

(l’altra ascolta e rimugina. Scava tra quello che ha e vede, scruta. Cerca di capire che cavolo di buono può tirare fuori da questa dannata mancanza che la tortura da quasi un anno)

Ma quanto dura ‘sta cacchio di congiunzione?

Sul giardino, intanto, cala lentamente la sera.

(by poetella).

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Adam Falckenhagen-Fuga

… piace?

musica della buona notte…

dal prezioso blog di Claudio.

buon ascolto e buona notte…

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Come se…

(foto di poetella)

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Come se le luci fossero buio

accanto a quella che mi brilla dentro.

Chiarore d’anima lieta

(by poetella)

Eppure…

2014-11-28-14-18-06.webp.jpg(foto di poetella)

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Eppure, guarda la costellazione di nubi
guarda quant’è bello questo
teatrino mobile
questa migrazione questa ricerca
del punto esatto
guarda come sovrastano, loro
come imperano prive di desiderio
ignare del dolore o almeno lasciamelo credere
libere d’ogni sottile dubbio
anche quando cantilenando si disperdono
in pioggia.

E fine.

 

(by poetella)

(riedizione di vecchio post)

poetella assente… o quasi…

(foto di poetella)

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… per via che questo “Vuoi star zitta, per favore?” di Carver, che ho ritrovato nel fare un po’ d’ordine tra i miei libri (una scarica portati al BookCrossing della bibilioteca vicino casa) mi sta proprio catturando. E se leggo… non scrivo.

Devo ancora cominciare l’ultimo romanzo di Grossman e non so quando lo comincerò, che li rileggo e rileggo quei miniracconti… e non riesco a smettere!

 

Vabbè, prima o poi tornerò a scrivere. Che poi, quando leggo prosa, proprio non mi viene fuori niente. Mi inchiodo su quello che leggo e le parole non mi scorrono via, non escono. Entrano solo.

bah… ciccia!

(by poetella)

memories…

piove.jpg(foto di poetella)

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Lo sai? le parole che voglio non le hanno ancora inventate

Le parole degli amanti sono aria

vapore.

Zitto

 

Comunque ho dimenticato le cambiali della vita

sul tuo cuscino verde

le ho lasciate lì

le ho bruciate, forse.

E sorridevi, sulle labbra una mia lacrima

 

Che anche un’estasi può far piangere.

Non serve essere santi

per sbigottirsi del paradiso

 

(by poetella)

 

Finalmente…

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(foto di poetella)

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Una schiarita su in alto, un alleggerimento di fatiche, una tregua.

Si ricominciano a vedere piccoli gruppi, sei, quattro, o solo coppie di pappagallini verdi che temerari lasciano il grande pino accanto alla scuola delle suore. Riempiendo il cielo di minuscoli gridi. Fino a qui.

C’è  come un senso di risveglio, troppi giorni di pioggia! come una voglia di uscire a tutti i costi, andare, accelerare il passo, magari cantare.

Starsene al chiuso pare un dispetto.

Ma anche no.

(by poetella)

 

Uffa!

Non avere tempo per scrivere

è davvero seccante…

(by poetella)

Lo faccio spesso, sai? ti faccio qualche domanda…

roba vecchissima…

Poetella's Blog

(foto di poetella)

 

Lo faccio spesso, sai? ti faccio qualche domanda.

Cammino. Interrogo. E tu non ci sei. Visibile, per lo meno.

 

Curioso come succeda che la risposta arrivi, che so, da un colore, da un suono.

Da qualche parola di una canzone sbucata da un’auto in corsa.

Da un gatto. Magari dal fruscio del vento tra i rami. Parla, sa’?

Sentito, oggi, che vento? Come turbinava, come s’affannava, galoppava. Una fiera vorace. Sentito?

 

Siamo tutti collegati, mio caro, in fondo, no?in questa strana danza. Coreografie sapienti.

Anche se non, anche se non vediamo, non leggiamo mai bene la trama fitta di fili,

il disegno  di passi a terra,

 il ricamo ad ago a piccoli punti che ci avvolge.

Non vediamo, ma c’è, non trovi?

Forse se respirassi a pieni polmoni e poi buttassi fuori l’aria, calda di me, forse,

nel vapore denso visualizzerei la ragnatela d’argento…

View original post 116 altre parole

appena uscito… come sarà?

… vi farò sapere.

(by poetella)

Perché vedi, mio caro…

prati-e-nuvole.jpg(foto di poetella)

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Perché vedi, mio caro

è indubbio che io non viva per te. Io vivo

per, come diceva Gide, tutti i nutrimenti terrestri

certo

per la musica, questo preludio di Bach e tutti i preludi e tutti

i concerti e tutte le Barcarole e le suites e le sinfonie

anche quelle che fanno i miei fiori in balcone, ancora fiori a novembre

e per i voli e le capriole in cielo dei piccoli volatili che lo popolano

e le capriole delle nubi

e le capriole di parole su tutti i libri che amo e tutti quelli che amerò

e ancora non conosco e per i giorni sereni e quelli di pioggia

costellati di attese di Bellezza che c’è

lo so che c’è

e per il lavoro che faccio a casa o fuori, diligentemente,

con passione, con metodo

e anche per la passione che mi esplode dentro se penso a te

che, indubbiamente, sei una specie di sole che brilla

assieme all’altre stelle

nell’Universo tutto, musicante.

(by poetella)

Ma dico…

(foto di poetella)

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Senti che vento?

S’infila tra le begonie in balcone

Loro lo lasciano fare.

Impossibile opporsi.

Lo lasciano fare

Come me, con te.

(by poetella)

No, senti, già c’è tanto che…

https://poetella.files.wordpress.com/2012/11/alberi.jpg

(foto di poetella)

 

 

No, senti, già c’è tanto che chiede, che pressa, che urge.

Vedi che catasta di promesse?

Già c’è tanto che sta lì, braccia incrociate, a aspettare col broncio, battendo il piede destro, sguardo aggrottato.

Troppe voci nella lista. Troppe veci.

Troppi post-it appuntati sul cuore.

Abbassiamo un po’ lo sguardo, dai, abbassiamo le braccia ché il sole sta su comunque.

Guarda fuori. Vedi come si muovono i rami degli alberi?

Come dicono no?

 

No, senti, no. Noi no.

Non mettiamoci in fila col vassoio in mano, io e te.

Non cerchiamo vaschette preconfezionate al discount alimentare. No, anima mia.

Io, vedi, voglio essere la manna che cade dal cielo, per te.

Il dolce della festa. La festa grande. La festa benedetta.

E l’oasi, la palma. il dattero lucido.

L’umido succoso che disseta la terra. Cancella l’arsura delle rinunce.

 

L’isola, voglio essere, che non sta nelle mappe e la tua mappa misteriosa del tesoro.

Tesoro mio!

E la pepita d’oro sul bordo del torrente, tra i porcini e le russole.

Che ti fa alzare le braccia al cielo e girare e girare e girare.

Voglio che inciampi nella meraviglia, spalanchi gli occhi,  stropicci il cuore

 

che a vedermi ti s’era fermato. Un po’. Solo un po’.

(by poetella)

 

Borodin – String Quartet No. 2 In D Major -Nocturne.

(vabbè, è un vecchio post… ma il cuore è sempre quello, da anni e anni…)