Vorrei trovarti così…

pioggia sui vetri(foto di poetella)

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……………………………………………………………….. Vorrei trovarti così

dentro un temporale, e sì che oggi c’è sole e sole! dentro la luce che filtra dalla serranda non completamente abbassata, dietro una porta socchiusa, dietro un profumo di fresie, davanti alle mie braccia spalancate. Da stringerti attorno. Strette strette come il nodo d’amore ricamato sulle lenzuola di nonna.

………………………………………………..…………….. Vorrei trovarti così

in un frammento di mondo solo mio e tuo, senza distrazioni e cattiverie. Trovarti nelle pagine della mia vita che sorridi come sai, come so. E lasciare il libro aperto in cerca di commozione. Senza segnalibro,

ché ogni pagina, con te, sarebbe necessaria.

(by poetella)

Se penso…

(foto di poetella)

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…. si, se penso che questa luna di stanotte, così grande, così brillante, filtrando dalle tue persiane socchiuse ti inargenta i capelli mentre forse già dormi…

(by poetella)

Ecco, vivere…

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… continuamente nel passato o in un lontano, quasi irraggiungibile futuro

il presente rinnegato

(by poetella)

Stasera…

( foto di poetella)

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… c ‘è la luna gigante!

Chi può la guardi!

Una dose di bellezza ci vuole!

(foto di poetella)

un risveglio di tanto tempo fa…

14344852_10209339336632682_3184155337245749237_n(foto di poetella)

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…………………………………………………………  Il mattino, sotto specie di raggio obliquo

dalla serranda non completamente sigillata, era venuto a svegliarla, nella solita casa, altra dal sogno della notte, altra dal sogno reale del pomeriggio del giorno prima.

Aveva raccolto le ultime, quelle più buone, briciole d’immagini.

Messe bene in fila per poterle annusare durante il giorno.

Poi s’era persa a contare i fruscii che ricordava, i sussurri, gli ineffabili sfioramenti, il serrare e il rilasciare,  le cascatelle di sospiri, il rintoccare della testata del letto, e quell’ Anche io, occhi negli occhi, azzurro nel verde, fiume che si sperde nel mare,

quell’Anche io che brillava come il Koh-i-noor.

Infine, con uno scatto a gettar via la coperta,

s’era alzata ed era tornata al fronte.

(by poetella)

 

 

Dai, vieni qui, oppure…

unnamed(foto di Quarc…)

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…………………………………………. Dai, vieni qui, oppure mandami qualcosa

che ne so, un pensiero colorato, azzurro, magari, più azzurro di questo azzurro sfacciato che mi ride da fuori della finestra e se ne frega di questo mio stare qui stupita di continuare ancora a respirare quest’aria che non è quella che respiri tu, che assurdità questa lontananza! non è quella che ti sfiora leggera come farei io o che ti si chiude tutt’attorno, come farei io, o che ti entra in bocca fino al cuore. Come farei io, se…

………………………..………………. Dai, vieni qui, oppure mandami qualcosa

che ne so, un messaggio in bocca a un gabbiano, sulle ali di una farfalla, sulla schiena del gatto dei vicini che mi piacerebbe tanto accarezzare, come me ne morirei di accarezzare te, piano piano, piano piano, ore e ore, sorridendo a occhi chiusi e labbra socchiuse, ah! quei tuoi capelli d’argento e le tue spalle e quel tuo viso d’angelo birbante. E non dico di più, no, no, che tanto…

………………………..………………. Dai, vieni qui, oppure mandami qualcosa

anche solo la prima luce di una stella che brilla più delle altre come te per me. Mi sembra

da sempre.

 

(by poetella)

Questi miei giorni…

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…………………. .Questi miei giorni

sono granelli di riso tutti in fila

a fare il giro del mondo

e non sono ancora arrivati a te, amore mio.

Aspettami

(by poetella)

Ma di che ti preoccupi…

11025793_10205280790891575_4404052433953654240_n(foto di poetella)

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………………………………. Ma di che ti preoccupi, bella mia?

Lo vedi che ti arrivano fiori, ti arrivano parole come fiori, ti arrivano soffi di desideri come fiori, anche se stai ferma, con le spalle a muro, anche se sei chiusa in questa prigione attrezzata di tutto e di niente

………………………………. di che ti preoccupi allora, bella mia?

vedi che tutto ancora ti fiorisce negli occhi? Vedi che la primavera non ha paura di niente? Si celebra tutt’attorno con entusiasmo producendo amore nel segreto della mente e non c’è bisogno di parlare, non c’è bisogno di gridare. Guardare in silenzio, respirare, sorridere.

Aspettare. E basta

 

(by poetella)

 

Ripropongo, che ci sta…

(Foto di poetella)

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(Così si conclude il primo e ultimo romanzo di poetella…)

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Come stare seduti fuori della porta
sulla strada,
indifferenti e quieti
questo andare delle ore senza intoppi

– e sarei sempre la solita bambina, in fondo –

Ci basta un passante o un nuovo fiore inatteso
e si cede alla meraviglia.

E facciamo tesoro di raggi e sguardi.
– il paradiso è una stanza piena di libri
che finisce in un’altra.
Piena di libri. Che finisce in un’altra. Pensavo da piccola –

Vedi, poi, c’è sempre qualcosa che vibra
nella successione incolonnata dei giorni
[non serve il mare o un nuovo orizzonte. Chiudi gli occhi]

No. Non saremo più gli stessi, forse,
che aspettavano un chissà che,
seduti sotto l’albero di Newton.

– Almeno abbiamo conosciuto l’amore e il lampo lontano –

Siamo calmi, adesso, come un vecchio orologio
a carica manuale. Affidabile.
Con le lancette d’oro.
E si continua a fare ordine
per consuetudine. Per sentire d’esistere.

Poi, guarda. Guarda! È di nuovo fiorito il pesco

(by poetella)

 

Questi sono giorni d’acqua…

7630708f-3053-4e95-b83d-5ad39fc76ba3(foto di poetella)

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………………………………………………………… Questi sono giorni d’acqua,

giorni di scorrimento di minuti, sempre in allerta, ogni minuto un rintocco, e un altro e un altro.

Giorni da non contare, come non si contano i capelli che cadono e le foglie nuove che spuntano o le nuvole in cielo. Giorni da lasciar scorrere senza domande e senza risposte, uno dopo l’altro, e senza voltarsi. Che il vuoto dietro s’allunga come un elastico teso. E se l’elastico si rompesse?

E se facesse schizzar via tutta la pazienza, tutta l’incertezza, tutta, ma sì, tutta la paura?

………………………………………………………… Questi sono giorni d’acqua ferma,

giorni da lasciare in fondo all’ultimo cassetto in alto, quello dove non si arriva, quello con le cose che non servono a niente, non servono più. Ma ancora non si buttano ché che ne sai?

………………………………………………………… Questi sono giorni d’acqua ferma, stagnante

Ma ne verranno altri, altri di vento e fuoco e seta

E noi aspettiamo

 

(by poetella)

 

Come questo slargo di cielo…

10383580_10203208081955147_1960943463035474571_n(foto di poetella)

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……………………………………… Come questo slargo di cielo che intravedo dalla finestra,

quest’immensità senza confini, quest’assoluta mancanza d’interruzioni significative, quest’assenza piena, questa vastità

così, così, parallelamente

io ti amo

 

(by poetella)

Se almeno…

mi venissi in sogno…

Come se, ascoltando…

 Henryk Wieniawski (1835 - 31 marzo 1880): Concerto n. 1 in fa diesis minore per violino e orchestra op. 14 (1852: composto a 17 anni)

 

………………………………………………………..  Come se, ascoltando

uno struggente concerto per violino di Wieniawski, potessi togliermi di dosso tutta questa polvere di notizie sgangherate dal mondo, potessi spruzzarmi addosso profumo di lavanda (ah, la lavanda, i campi di lavanda della Provenza, i campi di lavanda dei quadri degli impressionisti francesi, i quadri con i prati fioriti lilla e rossi e verdi di Van Gogh!)

………………………………………………………..  Come se, ascoltando

quest’accorato cinguettio in balcone, un passero? Un pappagallino’ no, quelli hanno voce diversa, un  gabbiano? Ma che gabbiano! Magari una tortora, una cincia, un cardellino… magari potessi pensare invece che fossi tu, tu che lontano, lontano come dall’altra parte del mondo, magari tu, tu che trasformi il tuo amore in un cinguettio per farmelo arrivare, come mi fai arrivare la forza, la speranza, la fermezza di cuore, con un semplice messaggio, anima mia adorata, mia gloria!

………………………………………………………..  Come se, ascoltando

il mio cuore che batte regolare come l’orologio antico in soggiorno, come lui noncurante del tempo che passa e chissà quanto ancora dovrà passare, come se ascoltando quel ticchettio sapessi che non esiste tempo, non esiste spazio che questo mio amore non possa attraversare per arrivare a te

appassionato e vittorioso. Sempre.

(by poetella)

cucù…

poetella gioca… che se no se rompe!

ritaglio

e ciao!

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Amore mio..

… le tue parole sono gocce di rugiada sul mio fiore assetato.

Bevo e rinasco.

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( by poetella)

Senza. Questi giorni senza…

 

………………………………………..…………….. Senza. Questi giorni senza.

Una privazione di briciole da centellinare, che anche le briciole oggi sembrerebbero un pasto completo. Anche quelle due, tre ore rubate al tempo, anche quelle dedicate ai preparativi col cuore in festa. Ecco. Basterebbe anche solo sapere quando. Ché uno si metterebbe il cuore in pace. Dice, ok. Un mese. Due mesi. Un anno. Ma poi…

E invece non si sa. Non ci si riesce a organizzare la speranza. Non ci si riesce a mettere in fila, in equilibrio, braccia larghe, sul tracciato dei giorni che mancano. Ché quanti? Quanti sono?

E se poi?

E se poi sarò ormai vecchia, brutta, rugosa, impresentabile?

 

………………………………….…………………….. Senza. Questi giorni senza.

Cosa m’è rimasto per riempirmi il cuore, se non le gemme che spuntano in balcone, se non questa flebile fiamma d’attesa, questo respiro lento tra un dai, passerà! E un Vedi? Un altro giorno è passato. Uno di più, sì, ma anche uno di meno.

E intanto

solo musica.

 

(by poetella)

un mio video con pensierini…

(un video di poetella)

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Io non lo so se Tommaso, l’ho visto stamattina, al solito, rientrare col cane, bustina di plastica in mano, spento, opaco, pochi capelli in testa e parecchi pensieri negli occhi spenti come lui, il bavero alzato, mica era freddo, stamattina, solo il cane vispo.

S’è acceso di un minuscolo sorriso di saluto, un’intermittenza nel grigio, poi più niente,

Non lo so proprio se Tommaso che vedo tutte le mattine rientrare col cane mentre io esco, prestissimo, sempre più scolorito, sempre più moscio e credo abbia qualche anno meno di me, non si sa mai bene tra vicini, moglie e figli, certo, casa, certo, un lavoro sicuro, certo, non lo so se Tommaso, non lo so se anche più giovani, anche molto più giovani di me e non parliamo dei coetanei, per carità! tanti altri Tommasi e Tommase, ok, Tommase fa schifo, non lo so se tutta questa gente così desolata e stanca e svogliata e annoiata e anche nervosa e ansiosa, cupa e scontrosa,

non lo so se sia innamorata, come me.

Io che cammino anche se piove, e il cielo è sempre azzurro e il sole alto e le cornacchie dormono tutte

e volano a migliaia solo colibrì. Eternamente

cantando senza posa

 

(by poetella)

Tu lo sai…

1912111_10202774125506507_207236907_n(foto di poetella)

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…………………………………………………….. Tu lo sai, sì, lo sai.

Credo che ormai tu conosca i miei pensieri e come vaghino e come si spostino di qua e di là, veloci come scintille. Come scoppiettino e poi si spengano, e sussultino ancora un po’ e poi tornino a spegnersi. Tu, ormai, credo mi sappia. Abbastanza almeno.

…………………………………………………… E dunque tu lo sai. Sicuro che lo sai.

Sai come a volte mi spaventi a pensare che chissà quanto durerà questo buio, quest’assenza d’aria, questa involuzione dei sogni, ricominciamo  tutto da capo, ricordiamo tutto dall’inizio per riempirci il cuore.

…………………………………………………….. Tu lo sai, sì, lo sai, comunque.

E sai anche che ormai sono salda, mite e arrendevole alle raffiche dei giorni. Sto quieta e buona e aspetto. Sicura. Senza ombre. Con quel puntino di luce che mi guida i passi. Verso te. Sempre verso te.

Prima o poi.

 

(by poetella)

mi sono interrogata…

alberi al vento(foto di poetella)

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Mi sono interrogata su questo vento, sull’ondeggiare forsennato dei rami della rosa, con le nuove foglioline scombussolate, agitate, frementi. Sembrava paura. Forse era.

Mi sono interrogata sul suo andare e venire, a onde. Sul suo momentaneo fermarsi. Come in attesa. Come a caricarsi di nuova forza. E poi ffffffffffffffffff… ripartire. Ritornare.
Spadroneggiare sul mio balcone, sulle fragili gemme di quest’inizio strano di primavera. Spietato.

E perché mai non sono riuscita a togliermi di testa quel pensiero, quella similitudine.
Dico, tra il vento, quel suo andamento imprevedibile e il mio improvviso ripensare a te. A quando. A perché mai. Alla mia calma. All’irrefrenabile nostalgia. E di nuovo una strana, compunta rassegnazione. E di nuovo nostalgia. Proprio come lui. Il vento.

Quando tutto sembrava ormai silente. Assopito. Fermo.

E invece no.


(by poetella)

 

Casa mia è…

cerchi nell'acqua(foto di poetella)

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Casa mia è dentro il desiderio

nel cerchio perfetto del tuo sguardo

dentro quel lago calmo dei tuoi occhi

quando  sorridi

mentre piano scuoti la testa come per dire…

 

(by poetella)

 

Sai che pensavo, anima mia?

(foto di poetella)

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I tuoi messaggi si infilano

nella mia serenità

come fiori in un vaso….

(by poetella)

Adesso sì, ho sentito…

fiori di cicoria selvatica(foto di poetella)

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Adesso sì, ho sentito la tua risposta

Ho sentito parole, fruscii, minuscole onde a smuovere l’aria.

 

Mi faccio bastare una piccola nota, un sonaglio nel tutto che sfuma e scompare e torna e tintinna. Sei tu, tu hai risposto. E tu è tutto.

È tua la voce, la nota, il piccolo fiotto di luce. Tu che non dici mai, tu misterioso intreccio di silenzi, tu galoppo selvaggio, mio nocchiero di sogni, Tu, tu sconfinata profumata prateria dove rombano nubi danzanti.

 E lo sai? A volte ignoro se ami, io che brucio d’amore

Ignoro se brami se aspetti

se conti, se canti

sapevo che mai prometti. Ma conosco, che credi, il codice

dei tuoi bianchi silenzi.

 

Oggi però m’hai concesso risposta a spaccare la terra, a bagnare la gola. Adesso ascolta. Ascoltami.

Sta qui a sentirne delle belle. Comincio.

 

(by poetella)

P.s.

“Le persone più felici non hanno le cose migliori.
Sanno fare il meglio dalle opportunità
che appaiono sul loro cammino.” (cit)

 

oggi giornata mondiale della poesia.

su Instagram, su Facebook, su Twitter maratona di poesia.

Io la sto seguendo su Instagram, sulla pagina

https://www.instagram.com/teatrodiroma/?hl=it

la cosa bella è che le poesie, che stanno caricando una alla volta, si possono riascoltare. Sono tutti piccoli video…

la seconda poesia è della Gualtieri… dall’ultimo suo libro 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑜𝑟𝑖𝑣𝑜, Einaudi, 2019

Seguono altri…

 

chi avesse tempo….

è una bella dritta da

(poetella)

E allora credere che…

stamattina(foto di poetella)

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………………………………………………….. E allora credere che le cose, solo per un cambio di luce, uno sfolgorio di rosso al mattino presto, un baluginare di nebbia all’orizzonte che rendesse i colli lontani come un’isola su un letto di nuvole e lontane tutte le città

………………………………………………….. aspettare e riuscire a credere che tutte le cose potrebbero in fondo cambiare. Mostrarsi in un’altra angolazione. Prima o poi. Una nuova interpretazione dell’attesa. Un nuovo spiraglio. Una nuova scintilla.
Un canto improvviso alle prime ore del giorno.

……………………………………………………. Poter credere che la Bellezza si sia finalmente decisa a mostrarsi anche, per dire, solo in quella minuscola foglia nuova sulla pianta della rosa ancora ferma all’inverno. Promessa di future delizie.

Con tutti i rumori del traffico e del mondo lontani. Da un’altra parte.

In un’altra città.


(by poetella)

 

alla faccia del coronavirus! (II)

C’è una piccola me…

Mamma mia come ero infelice!
Ma tutto cambia… tutto passa… tutto scorre. E meno male che non sono morta!

Poetella's Blog

10433942_10204585337185667_4908550548136307104_n(foto di poetella)

Clicca per ascoltare

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C’è una piccola me accucciata
al buio
in fondo al nocciolo dei pensieri che
piange e piange non smette mai
le manine sulla faccia il capo chino
i capelli davanti
disperata.

C’è questa piccola me poverina che
mi fa tanta pena che non si consola
non sorride più non conosce più
la grazia
non guarda più non vede più il cielo
non sa più cantare non sa
non riesce più a giocare
e piange e piange e piange
e grida che vuole morire
e non muore mai

non muore più.


(by poetella)
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Che tanto io non…

20160609_091252(foto di poetella)

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Che tanto io non voglio ascoltare il silenzio vociante di orchi di nani e serpi a sonagli. Raduno strisciante gracchiante a cerchio in petto

[vienimi dentro luce di misericordia

vienimi in fronte-in testa

mano che benedice]

 

Non ho scapolare che salvi né immaginetta, ma in fondo alla tasca ancora una caramella per quando la fame, per quando l’amaro, per quando passata da troppo quell’ora del pranzo e niente.

Non piange mai questa, diceva papà

[stupitevi ancora]

Non piange mai neanche se

 

No. Vedrete. Non piango

(by poetella)

 

 

 

 

 

 

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C’è un parco fuori…

20131009_093811(foto di poetella)

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C’è un parco fuori della finestra. Lo guardo quasi con desiderio.

Come si desiderasse un riposo dal troppo poco, dal troppo stretto, dal chiuso, dal vuoto d’aria.

Dall’affollato, dal’obbligato. Dal soffocante.

E la collezione dei colori dei gerani al davanzale s’arricchisce d’una voglia di lasciarsi andare. Di mollare la presa. Cedere, insomma. Rasserenarsi. Rassegnarsi. Respirare quieti.

Sarò forse approdata anche io in questa nuova dimensione più pacata, compassionevole, di sorriso appena accennato e leggero dondolio del capo in segno di dolce comunione con la quiete?

Questa sensazione così umana di resa. D’accettazione.

Consapevole dei cicli eterni di nascita crescita morte.

Ma soprattutto, sarà umano, saggio o follemente fuorviante aspettarsi una rinascita?

Indubbio che una foglia che cada si secchi e muoia, no? Certo, in primavera, poi…

Ma altre foglie. Altri fiori. Non quelli di prima. Altro. Tutto altro. Fino a quando sarà vivo l’albero.

 Rifiorire. Rifiorire continuamente. Eternamente. Finché avrò vita, ovviamente. Come l’albero.

 E non solo con te.

(by poetella)

 

E adesso ricordo quella volta…

grottino(foto di poetella)

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E adesso ricordo quella volta che tu, Ma  quando noi…  allora potrò?

E io Se potrai?

Chiedi se? Tu?

Che io, stammi a sentire, ti dico. Stammi bene a sentire. Mettiti seduto e senti.

Tu, gioia di risveglio, tu attesa e scompiglio. Tu profumo di legna al mattino presto, di castagne, di rosmarino, profumo di vino in un grottino d’estate. Tu assalto alla noia, nessun drago grigio ti resiste, lo sai, no? Tu, tu mi chiedi se potrai?

 Potrai, potrai spalancare tutte le porte chiuse da sempre. Potrai entrare in tutte le grotte. Potrai macchiare di rosso la seta bianca dei bachi. Potrai spandere aghi di pino sull’acqua della memoria, farci un letto per stenderci i sogni, per stenderci il piacere e il mistero e il rosso e l’oro

tu potrai, ché puoi, puoi, non starmi a chiedere permessi per regalarmi la sete che già m’assilla senza pace e mi piace. Mi piace. Dalla sete altra sete, come sorgente.

E sì. Sempre sì. Tutto sì. A te. Sì.

(by poetella)

 

 

 

 

Un’esigenza incontrollabile…

… no, é per via che ho un bisogno tremendo di mandare al diavolo una persona. E, dato che non posso farlo apertamente, lo scrivo qui.

Vai al diavolo, brutto stronzo!

Ecco. L’ho fatto.

Ahhhhhhh!

(by poetella)