È indubbio che tu non sia [non sia mai?]

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(un video di poetella)

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È indubbio che tu non sia [non sia mai?]

non sia più nelle mie consuetudini.

In quel racimolare schede traforate di giorni

catalogare mansioni e missioni

riordinare armadi e previsioni.

 

Ascoltare fruscii o concerti interi dedicati

da non so chi, non so perché.

Ma va bene così.

 

È indubbio che tu non sia [non sia mai?]

non sia più nelle mie consuetudini.

 

Cosa potrebbe mai essere consueto in questo

lampo che ogni tanto m’abbaglia

e non per la mia rinomata miopia

né per un mai imparato corretto uso

d’occhiali da sole.

 

Ho imparato invece a barcamenarmi

tra una nota e l’altra, un fiore, una voce

che non è la tua, lontana

ma la mia, che, stranamente

non ostante…

 

ancora e sempre canta. Di te.

(by poetella)

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Stammi a sentire…

sempre… di quando ero felice.
Oggi, tempi oscuri… ma ne uscirò.

Poetella's Blog

verso il patio(foto di poetella)

 

 

 

Stammi a sentire.

Stammi a sentire anche se sei  dall’altra parte del mondo

o semplicemente a qualche chilometro di distanza.

Ché è uguale, in fondo.

Stammi a sentire, tu, che sorridi sempre quando racconto,

quando parlo e parlo

dopo che il treno impazzito s’è fermato

senza tirare freni d’emergenza

semplicemente perché la corsa è finita

e siamo arrivati nella stazioncina calma e solitaria delle nostre chiacchiere dolci

carezzevoli e delicate.

Senza,(senza? Quasi senza) più malizia.

 

 

Stammi a sentire.

Oggi è stata una giornata di merda.

Come ieri. Come l’altro ieri. E anche il giorno prima.

E se vado indietro arrivo a  una settimana fa.

Quando era tutta un’altra musica.

Comunque, anche nella trita e ritrita ricerca d’equilibrio sul bordo dell’abisso,

ogni tanto

ogni tanto spesso, veramente

ho trovato nelle tasche un pensiero celeste.

 

Che m’ha dato anche la forza di scattare

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A palazzo Barberini … a vedere…

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la mostra sulle opere d’arte recuperate dall’Arma dei Carabinieri

poetella vi fa vedere un po’ di Bellezze…

ma, chi può… vada!

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mi sono davvero ricreata!

c’è di tutto. Dai vasi greci ed etruschi, ai quadri, ai libri rari del ‘600…

e c’è Guido Reni, e Cezanne, e Van Gogh, e Modigliani… e una statua di Mitra… e altri marmi stupendi…

Viva i Carabinieri!

P.s.

Leggete l’articolo al link inizio post!  Merita!

(by poetella)

 

sempre leggendo Gide…

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(foto di poetella)

 

“ … guarda la sera come se il giorno vi dovesse morire

e il mattino come se ogni cosa vi nascesse.

Sia la tua visione a ogni istante  nuova.

Saggio è colui che di tutto stupisce”

 

 

 

…………………………………………e riprendiamo in mano questo libro.

Già una volta, quanto tempo? già una volta mi regalò occhi nuovi,

un germe di fresca gioia. Già una volta, venti, trent’anni fa? già un’altra

volta mi curò come il più bravo, il più empatico, il più compassionevole

dei medici. Il più esperto. Come mi conoscesse da sempre.

Da prima che nascessi.

(frase a  effetto. Buttiamola lì. È che suona così bene!)

 

…………………………………………e riprendiamo in mano questo libro.

Torniamo a vivere il fervore  che s’era assopito, diluito dal troppo dolore,

per troppo tempo, come una veste rossa lavata troppo a caldo, detersivo

troppo violento, lavata troppe volte, troppo a  lungo. Lavaggio aggressivo.

E dunque torniamo a vivere il fervore. Meravigliamoci a ogni istante del giorno.

Che si desideri solo quello che si ha. Possesso intenerito di ogni ora.

Perpetuo stupore appassionato.

 

Ché ogni ora di vita è novità. Ricordiamo che un tempo lo si sapeva.

 

(by poetella)

 

 

(le farsi in grassetto in esergo da “I nutrimenti terrestri” di Andrè Gide)

 

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leggendo Gide…

quando avevo tempo per scrivere…e motivi per aspettare… scrivevo questo.
Solo che ormai… no, non si farà giorno. Mai più.

Poetella's Blog

https://poetella.files.wordpress.com/2013/09/foglia.jpg(foto di poetella)

 

 

…ti parlerò delle attese.

Ho veduto la pianura, durante l’estate, attendere;

attendere un po’ di pioggia.

La polvere delle strade s’era fatta troppo leggera,

e ogni soffio la sollevava.

Non era più nemmeno un desiderio;

eraun’inquietudine;

 

ma non è forse inquietudine ogni desiderio, dico io? E non è desiderio ogni inquietudine? Cosa m’impedisce di starmene buona come una gatta al caldo, con gli occhi socchiusi e le unghie ritratte, morbida morbida senza aspettare carezze alla gola o sul tondo della testa, senza aspettare richiami a voce o a gesti, pesante e tiepida e immobile, senza vibrazioni, senza pretese.

Cosa m’impedisce di gustare la preziosità del niente, fare tesoro del niente come un immenso forziere dimenticato da corsari frettolosi e generosi e sconosciuti, pieno di perle e fogli bianchi e pagine immense con minuscole lettere col cuore di fuoco o magari d’acqua. O di…

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che ne dite di un video senza parole?

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(un video di poetella)

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…………….. quando le parole se ne vanno e tornano vuote di risposte, quando i richiami restano inascoltati come inascoltato è il vento forte dietro i doppi vetri e tutto è silenzio, quando non c’è eco, non c’è neanche una minuscola coda sonora

quando tutto intorno è un vociare incomprensibile, come incomprensibili sono i versi dei gabbiani che chissà che diranno mai, chissà che vorranno mai dire

…………….. quando le parole se ne vanno e tornano e non portano niente, a mani vuote come un ospite indelicato, quando le parole si stancano quasi di esistere come si stanca di esistere il desiderio, il sogno, il perdono

 

non resta altro da fare che tacere

 

(by poetella)

e mettiamoci a ricucire…

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20160712_114602(foto delle mani esperte, lentigginose di poetella)

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………….. e mettiamoci a ricucire questo broccato di seta e oro

restauriamo, ricomponiamo bellezza, bordiamo con preziosità di antico splendore, ritramiamo, riportiamo all’antica gloria se gloria c’è stata

………….. .. mettiamoci a ricucire questo broccato di seta e oro

rigeneriamolo alla luce, alla morbidezza originaria, alla primaria essenza di gioia. Cancelliamo le ferite, affrontiamo le mancanze con occhi esperti.

Ormai sono esperti.

 

Hanno attraversato il grande buio, indenni.

 

(by poetella)

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facciamo i turisti…

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una mattina a…

L’Orlando Furioso e le arti,
in mostra «I voli dell’Ariosto»

tivoli

poetella a Tivoli… vi mostra meraviglie

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“Nella straordinaria dimora rinascimentale di Tivoli, in occasione del 500 anniversario della prima edizione dell’opera (1516) esposti dipinti, sculture, libri, incisioni”

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“Il primo a confrontarsi con le invenzioni letterarie del poeta fu Dosso Dossi, con la tela in cui si vede Angelica inseguita da Orlando. Recenti indagini scientifiche hanno confermato che si tratta della più antica testimonianza dell’iconografia ariostesca, in anticipo perfino sulla prima pubblicazione a stampa del poema.

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“Angelica nuda legata alla roccia, di quei nudi splendenti che sapeva fare Ingres; Ruggiero a cavallo dell’ippogrifo; il drago che emerge dalle acque ribollenti: è uno dei più bei dipinti dedicati alle scene dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto.”

Pederzano

“A fianco del Dossi è collocato lo smagliante dipinto con l’episodio d’amore tra Angelica e Medoro, realizzato da Simone Pederzano, noto per essere stato il primo maestro di Caravaggio.”

………… e tanto, tanto altro

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nonché libri antichi…

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e la splendida scenogrfia per Luca Ronconi ricostruita nella sala della  fontana

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oltre all’impareggiabile giardino della villa…

dalla terrazza

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ok… poetella consiglia vivamente. Inoltre… un frescooooooooooooooooooooo!

 

(tra virgolette un articolo di

Lauretta Colonnelli del CORRIERE DELLA SERA)

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Ti scrivo da qui…

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(foto di poetella)

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…………………….…… Ti scrivo da qui, dal silenzio delle mie sponde ti scrivo da questo mare  nero di notte, questa costa a strapiombo      ti scrivo piano senza rumore, se vuoi ascoltare ascolti, se no, no.

 …………………………………… Senza nemmeno un fruscio  ti scrivo

Come una nenia ti scrivo, un dondolio, una preghiera, un cantico lamentoso, un verso luminoso  che sveli, che mostri, che schiuda gli occhi alla minuscola chiarità di lucciola. Leggimi, dai!

 

Ti scrivo e mentre ti scrivo ti cerco in fondo ai ricordi, le mani a coppa  ti ricreo, ti vedo. Ti tocco, ti carezzo, ti sorrido. Ti guardo.

 

Ti amo. Quanto sei bello.

 

(by poetella)

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eppure, per quanto…

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Eppure, per quanto mi sbandieri addosso

una libertà d’aquila reale

un distacco di nuvola, di fumo di camino

e sorrida al mio dentro

di saggio solitario

immobile

in cima alla lunga strada dei giorni

saldo e quieto

 

ci sono istanti

come questo [istanti, ho detto]

 

che la vista indolente di caldo del passaggio

giù in strada d’una macchina come la tua [come… bada bene

non  la tua] mi fa vibrare l’aria attorno

tra begonie e gerani e salvia e basilico

e forse l’aria, assente da un po’

mi da quest’ardire di dire Mi manchi.

 

Mi manca l’incendio delle ore

con te in questo celestino piatto slavato.

Mi manca l’irrompere in quella tua stanza

in quella tua vita

in quello che guardi e tocchi

 

mi manca il mio irrompere come schiuma d’onda

impetuosa

nel sordo fragore dei baci. E a te?

..

(by poetella)

 

 (mi scuso per la qualità della musica dell’audio… è un vecchissima registrazione… ma sempre attualissima!)

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prima fase dei lavori… finita!

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dopo aver messo degli stuzzicadenti al posto di ogni cosa da riappendere

il povero pittore(un artista!) ha tolto la carta da parati preesistente…ha rasato il muro e tinteggiato di bianco… senza far cadere neanche uno degli stuzzicadenti posizionato nel buchino di ogni quadro, piatto, icona, avorietto…mensola… ecc ecc…

 

e il risultato, dopo aver riposizionato tutto, è questo:

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la parete con l’armadio… è stata la meno… faticosa!

Beh, bello, no?

 

a breve si passa al bagno… WOW!

(poi dice che non ho tempo di scrivere… sorry!)

 

 

 

 

ci si potrebbe limitare a…

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gerani.jpg(foto di poetella)

 

 

…………………………… ci si potrebbe limitare a guardare in alto, ci si potrebbe convincere di quanto l’aria sia pesante da basso, di quanto poco ci sia spazio per il volo. Ci si potrebbe costringere a rivoltare l’orizzonte, spaziare, sfrondare, sfondare il confine dei desideri, ricollocare, ridisegnare carte, ricompattare coste, destrutturare i continenti del dolore, ripescare terre appena emerse. Piantarci tende, tirar su tetti, scavare pozzi. Irrigare.

 

…………………………… ci si potrebbe limitare a guardare in alto, ci si potrebbe convincere che sia arrivato il momento di ascoltare i merli, le tortore (ma dove sono più le tortore?) ascoltare il fruscio dei gerani la notte, nel silenzio della città, solo loro a chiacchierare e dire e raccontare un’altra storia, con altri protagonisti. Eroici. E vissero felici e contenti. Tutti.

 

Anche io. Anche tu. Di qua e di là.

 

(by poetella)

eppure ricordo perfettamente…

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10660170_10204068985317193_4091858066734810869_n(foto di poetella)

 

 

…………………………………….eppure ricordo perfettamente se non tutti, la maggior parte dei giorni, la maggior parte delle ore di quando costantemente c’era un semino d’attesa, un germinare di Forse, di Vedrai che, di Oggi? Domani?

questo ce l’ho ben presente. E il sorriso.

 

……………………………………. eppure ricordo perfettamente se non tutte, la maggior parte delle scrollate di spalle, del Tanto io, del Ma sì, sì, che importa! Tanto io… che mi ripetevo sorridendo.  Impensabilmente immunizzata dal dolore.

questo ce l’ho ben presente. E ovviamente il sorriso, ecco

 

…………………………………….eppure ricordo perfettamente, che non si creda che io non abbia avuto i miei giorni da nuvola, i miei giorni da freccia che scocca nel sole, i miei giorni da dea, sì, da dea. Non è mica poco, no?

questo ce l’ho ben presente. E sempre, sempre il sorriso.

 

………………………….eppure, sai?  ricordo perfettamente,

 

io, ma tu?

(by poetella)

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i piatti di ceramica…

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………………………………. i piatti di ceramica, i vasi da farmacia decorati in bianco e blu, quelli in cromie diverse, le fiasche, le ciotole, le  tele con le cornici dorate, laccate, incise, scolpite, decorate, i rametti dipinti col loro sfolgorio, e le specchiere, le piante, le statuette di porcellana e la grande statua di biscuit, la piccola teca vuota, una selva di oggetti accatastati, piatti su  piatti, quadri su quadri, ninnoli su ninnoli, mensole e mensolette, fregi, fregetti, ciotoline d’argento, libri antichi sul leggio e senza leggio, brocche, acquasantiere, lacche, avori, bronzetti e smalti e legni, e icone severe e statue grandi e piccole scolpite, dorate e laccate, ovvio! E l’angelo che piange (come c’hai ragione a piangere!) e quei due che sorridono, forse perché in due?e poi la grande conchiglia portaguanti che chissà chi più ci metterà i guanti?io ci metto a volte la biancheria per il giorno dopo, con il putto che la tiene su senza stancarsi mai, beato lui!  E tavolinetti e poltrone e i tappeti, poi, tutti arrotolati  sotto la finestra, tutto portato in esilio in soggiorno.

 

Ché in camera… lavori in corso!

 

Vojo morì!

 

(by poetella stressantissima)

 

Segue servizio fotografico…

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Noi che si continua a parlare alle…

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(foto di poetella)

 

 

…………………………….Noi che si continua a parlare alle ombre noi che diamo voce ai silenzi, ricostruiamo discorsi interrotti con parole nuove, mai udite, ce le andiamo a cercare nei fondali  della gioia da secoli inesplorati, abbandonati con una risalita mozza fiato, stronca cuore, stritola ossa, siamo tutti intorpiditi, doloranti, affannati, polmoni in apnea da  ormai (ma quanto tempo è?)

 

…………………………….Noi che si continua a parlare alle ombre noi che ricuciamo strappi su troppo consumato tessuto, come lo guardi si rompe, vedi? Noi che rivoltiamo le giornate a testa in  giù per lasciar cadere i ricordi che bruciano come sigarette accese nelle tasche (incoscienti, ma si fa?) noi che sorridiamo mestamente come l’angelo che sa e non vuole dire, ché è meglio non dire niente, che vuoi dire, che c’è più da dire?

 

…………………………….Noi che si continua a parlare alle ombre noi proprio sciagurati, incalliti, sconsiderati, inadeguati, sicuramente inadeguati a tollerare tuttora  questa definitiva fine

 

talmente desolatamente poco gloriosa.

 

 

(by poetella)

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Che in fondo c’è rimasto…

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13592652_10208707004184766_1591778405250393826_n(foto  di poetella)

 

 

 

……………………………. Che  in fondo c’è rimasto esclusivamente questo da aspettare. Questo fresco, questo silenzio delle prime ore del giorno, questo tremolio di begonie, questo tappeto di fiori da spazzare via in attesa dei nuovi. Quelli ci saranno. Dunque aspettiarli.

 

……………………..………. Che  in fondo c’è rimasto esclusivamente questo da aspettare. Un’assenza di noie, di beghe, di voci inutili, petulanti, richiedenti, asfissianti. Un’assenza di dimmi, dammi, comandami, ok, ok, era un gioco quello. ma c’è poco da giocare, ormai, se non con i vasi di fiori, mettine uno qui, sposta quello lì, aggiungi terra, metti concime, togli le foglioline secche, controlla se afidi, cocciniglie, larve di lepidotteri, larve di ricordi appiccicati a chiudere i pori del futuro.

 

……………………..………. Che  in fondo c’è rimasto esclusivamente questo da aspettare. Che si possa stare in pace ancora un’altra mezz’oretta, senza tv, senza radio, senza mondo

 

sola nel silenzio a scrivere e (non) pensare a te.

 

(by poetella)

Vuoto…

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(un video di poetella)

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………………………………Vuoto. Tempo vuoto come vuote sono le parole che si porta il vento, ma dove se le porterà mai se non c’è luogo, non c’è spazio che contenga, che raccolga, non c’è cuore che risponda, che domandi, che s’aspetti qualcosa dal vento o da chi sa che. Chi. Come. Dove.

 

………………………………Vuoto. Tempo vuoto come vuote sono le tasche della vestaglietta di casa, senza fazzoletti che tanto che piangi a fare se qui è tutto vuoto e nessuno ascolta e nessuno placa e nessuno torna a ricucire lo strappo e nessuno medica, lenisce. Sana.

 

………………………………Vuoto. Tempo vuoto come vuote sono le giornate, poca fatica, molta noia, a ricontare i giorni delle comete e delle valanghe che hanno rivoltato il mondo largo largo tondo tondo troppo grande o troppo piccolo per contenere 

 

questo dannato amore.

 

(by poetella)

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