roba vecchia, ma…

(foto di poetella)

Dovremo aspettare le ore piccoline

e che le posate siano tutte nel cassetto

ben asciugate e lucidate

e che fuori smetta di piovere oppure no

che tanto

non si sentirà rumore qua dentro

con queste finestre sigillate che tengono fuori freddo e notte

gioia delle muffe

che dai a ripulire

dai a ripitturare. Questa casa  che è tutta una muffa

che lo diceva Cetto: I funghi ci sopravviveranno.

Come chi era Cetto? Lo so io. E lo sanno anche i fungaioli.

Ma lasciamo perdere che perdiamo il filo.

Dovremo aspettare le ore piccoline, dicevo

e che si cominci a sentir russare di là per mettere

piano piano

un po’ di buona musica, di quella che ti consola

di quella che ti dimentichi del dammi e del dimmi e del fammi

di quella che dentro la stanza c’è  un roteare d’astri

azzurrini

crome e biscrome e chiavi di violino

e chiavi di porte segrete

con dentro parole tutte in fila

scartate come caramelle pronte per essere succhiate

sciolte assaporate. Gustate sorridendo.

Con la testa reclinata un po’ indietro e i capelli che diventano più lunghi

E i minuti che diventano più lunghi

Proprietà privata, cancello sigillato da dentro.

E guai a chi tenterà di…

via! Pussa via! Questo posto adesso è mio. Dirò. Ok?

(by poetella)

Così… per dire…

Pare che tutto…

(foto di poetella)

Pare che tutto succeda

o assolutamente niente. Che in fondo è lo stesso.

Basterebbe ci fosse una fontana, qui sotto, in giardino

che facesse compagnia col suo canterellare

basterebbe un po’ di vento tra le begonie

parla sempre, il vento

sospira.

E invece  questo cielo lilla

così taciturno

che scurisce un po’ alla volta, uno stillicidio d’addii

declinando nubi irrequiete

vaganti

E io, una piccola lancia piantata nell’attesa

a segnalibro.

(by poetella)

E continuare a…

(foto dal web)

E continuare a rimbalzare tra un ricordo

e una briciola di parolina morbida morbida

sollevata come un cucciolo

dal display alla bocca

e continuare a circondare le attese

di profumo di cannella e arancio del mio the

come fosse il racconto della sera

e scrivere per fermarti tra le mani

annotare la mia voglia.

E la luna è piena.

(by poetella)

C’è…

C’è una bimba che s’addormenta
dentro di me


e la ninnano le tue parole
Il rumore della poggia musica di sottofondo

(by poetella)

Me ne sto…

(foto dal web)

Me ne sto buona seduta accanto alla finestra
con in mano qualcosa da cucire
come fossero giorni
dal primo all’ultimo
e richiudere il vuoto in mezzo.

Evitiamo che resti il segno
di tutta questa mancanza
amore mio,
trasformiamo lo strappo.


Ricamiamo.


(by poetella)

vabbè, dai…

(foto di poetella)

oggi un libro e un piatto. Ovviamente il piatto è ‘700…

manifattura di Luneville. Decoro a fiori contornati.

Delizioso!

Beh, smetto di contarli, va, che è meglio…

Tuttavia non credo di…

(foto di poetella)

Tuttavia non credo di illudermi

nel caso si voglia fare un conteggio esatto

senza fare sconti

senza farsi aiutare dalla luna (oggi è piena, no?)

o tantomeno da una parvenza di arcobaleno

non credo di illudermi, sai?

se dico che qualcosa di eterno

mi esiste dentro

infinitamente tracciato

netto

chiaro

che non riuscirei mai a raccontare

continuassi a provarci

e a provarci

e a provarci, amore mio.

(by poetella)

poverino…

(foto di poetella)

E’ andato a finire lassù…

ma non è stupendo? Dovrebbe essere una ceramica di Napoli, di fine ‘600!

Eccolo in tutto il suo splendore…

(e sempre foto di poetella)

… pace

(foto di poetella)

Posso stare immobile

la guancia sulla mano sinistra

la destra che ogni tanto volta la pagina di questo

bel libro di poesie di Collins.

Posso stare immobile delegando tutto

il movimento

agli occhi che scorrono

senza fare rumore neanche d’acqua

neanche di vento

su quelle letterine nere, giù, fino al numero di pagina

in fondo a destra.

Posso davvero stare immobile

preziosa perla rara questa stasi

fino ad alzare un attimo lo sguardo

osservare fuori le nuvole

che vanno, lente. Mai le stesse.

Poi scrivere qualcosa.

Rileggere.

rendere tutto più stabile, più leggero.

Più non so che.

Questa è pace.

Lentezza.

Assenza d’assillo.

Aria e respiro.

Rara, benedetta visita al paradiso.

E al diavolo tutto il resto.

(by poetella)

Mentre s’aspetta…

(foto di poetella)

Mentre s’aspetta che si compia il miracolo

della sera

che si porti via un altro giorno

che ricopra col suo tulle

le colline di impossibile che ci segna

le distese di attimi sospesi

universi

di attese e pazienza

mentre si spera si colmino distanze

spazi vuoti

montagne e tetti vicini, alti, bassi

e intanto una pace che continua a fasciarci gli occhi

e il cuore

(by poetella)

Ah, mio caro…

(foto di poetella)

Ah, mio caro!

parlare al telefono (che meravigliosa invenzione!) di piccole cose, come si parlasse di stelle. Di meteoriti, di sconvolgimenti terrestri, sconvolto il mio cuore. Sempre un incontrollabile effetto, la tua voce.

Mio caro, mio amatissimo caro!

Rovesciare il tempo, strapazzarlo, stordirlo, con l’altalena della tua voce e della mia, e della tua e della mia, come una danza.

Lo spazio è un’invenzione.

Sono dove sei. E tu da me.

(by poetella)

Davvero non avevo mai visto…

Ritrovato questo post pieno di speranza… quando ancora non sapevo che… e invece poi…

Poetella's Blog

voli(foto di poetella)

………

………………………………………………………….……   Davvero non avevo mai visto

tanti minuscoli uccelli riempire tutto il cielo tra il tetto del mio balcone e il palazzo di fronte.

C’era da far sobbalzare il cuore in petto per lo stupore, per il fremito di speranza di tutte quelle ali così sincrone, così ordinate e al contempo frenetiche, guizzanti. Fugaci.

Mi meraviglia sempre il cielo smosso dai voli. Quel loro andare verso una meta precisa (chissà dove se ne andranno? Chissà perché, per quanto, guidati da chi, da cosa? Torneranno?)

……………………………..…………………….. E poi il silenzio, strano il silenzio, neanche un fruscio, eppure sembravano così vicini. Tanti, una moltitudine a onde. Che pareva finita e poi, no, eccone altri, ricominciava, come ricominciano spesso certi nostri pensieri che sembrano abbandonati e invece.

Ma era bello, come sono belli quei pensieri, dettagli che persistono, che quando ci tornano in mente, come si fa, come…

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L’esito scontato di questo…

(foto di poetella)

L’esito scontato di questo cielo d’assenza

azzurro azzurro

non è forse scivolare nella notte?

E io? Non è forse starmene a rincorrere poi il sonno tra un pensiero

e lo scontro furioso del vento contro

le foglie del geranio e la mia voglia di te

e lasciarsi andare tra ricordi

intermittenti (ma come fanno a essere ancora così nitidi?)

e aspettative (quelle sempre. Non si molla)

Bene. Aspettiamo la notte.   Quella arriva, si sa.

(by poetella)

Anche la pioggia…

(foto di poetella)

guardata con occhi felici ha il suo fascino…

No?

(by poetella)

Giorgia Meriggi, inediti

Una scoperta…

perìgeion


da La logica dei sommersi

I pesci amano il mistero

le notti senza luna,

lo sguardo privo di palpebre

grandangolare

conserva il rimpianto

per l’oceano universale.

Nell’occhio rimodellato

per la visione in aria

perseverano a esplodere

inesistenti stelle.

Fuori dall’acqua

nessuno sa

cosa fa la luce all’occhio,

è un segreto fra particelle.

*

I pesci non hanno aspettative

non distinguono tra amo e verme

non stanno dall’altra parte del filo

dove lo strappo improvviso

premia l’inganno paziente

l’efficace confusione

dell’esca remissiva

sospesa nella corrente.

*

I pesci africani estivanti

nel fango

aspettano la pioggia

fino a sette anni

per tornare a nuotare.

Si innamorano in segreto

come i poeti incarcerati

consumando

le riserve di sé.

Ognuno è sepolto da solo

nel letto di un fiume

cagliato.

Il lieto fine

è una lisca bianchissima

per entrambi.

*

Di notte è facile fingere

è una lavagna nera

su cui puoi scrivere ogni…

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Eppure non basterebbe…

(foto di poetella)

Eppure non basterebbe una prateria per accogliere

tutto questo desiderio

tutto questo riporti in ogni cassetto della testa

questo arrotolare le ore attorno al niente

il domani ancora nebbioso

ancora smisurato e incerto (non chiedere quanto)

e l’adesso, ah l’adesso (impronunciabile avvolgente assenza)

così vuoto

e nel vuoto senti come  rimbomba il silenzio

(by poetella)

unico, irripetibile, divino…

…chi meglio?

E non importava

Notte stellata – Van Gogh

E non importava sincerarsi della presenza

delle stelle

o presupporre un cielo diverso o una terra

là fuori

piena di genti e pensieri e distese di niente

non importava controllare che tutto continuasse a girare

o si fermasse (che ne sai che può succedere nel mondo)

mentre dentro si distendeva l’aria su di noi

ombre sinuose incorniciate di luce

(by poetella)

Trovato nel blog di Giovanni Baldaccini…

Sublime!

Allora…

(foto di poetella)

Quelli triangolari sono al gorgonzola.

Quelli cilindrici wurstel e funghi porcini.

Va bene?

Sembra fuori luogo

(foto dal web)

Sembra fuori luogo continuare a soppesare i quanto

i troppo i meno

continuare a stupirsi

continuare a trasalire ( era solo un messaggio, in fondo)

persino ad arrossire.

Sembra fuori luogo contare gli anni

(mi passano sul viso, sulla pelle, dietro lo sguardo)

e intanto splendere di questo

dono degli dei

e del Karma

(by poetella)

(foto di poetella)

Forte scrosciare di pioggia qui da me. E da te?

Vedessi le begonie. Spettinate e felici.

E tutto questo ticchettio…

Cosa avranno da disperarsi le nuvole.

Conoscono il loro destino.

Non se ne salverà una.

Ecco. Finiti i singhiozzi.

Restano solo, a tratti, i miei sospiri.

(by poetella)

Oggi ho sentito un…

l’antica panetteria-pizzeria di Elio a piazza Solferino- Terni – dal web

Oggi ho sentito un profumo antico, nell’aria.

Chissà da dove veniva. E me lo sono ricordato. Nonno che pedalava lento e io nel seggiolino della bici. Quanto dovevo essere piccola per starci? Quanto s’ingrandiscono i ricordi? Quel profumo. Sul manubrio della bicicletta, proprio in direzione del mio naso, quel profumo. Due piccole molle di metallo, come due manine dispettose, che serravano il pacchetto bianco. E il profumo.

La pedalata lenta. Cadenzata. Le case che scorrevano di lato, scure, antiche. E quel profumo.

Si mangia a casa. Non sta bene mangiare per strada.

E la casa che non arrivava mai.

Quanto si conosce presto l’attesa, amore mio.

(by poetella)

la pizza con gli sfrizzoli di Terni. – dal web

dice: devo spostare quei piatti…

(foto di poetella)

Ecco. solo per spostare di un centimetro due piatti appesi a parete… Sta casa sembra un negozioooooo!

bah!

Poetella legge Franco Buffoni

Ma non credere, sai…

(foto di poetella)

Ma non credere, sai

ci sono nuvole basse anche qui.

Se ne vanno volando, chissà che strade faranno, chissà dove andranno a piangersi, dove cercheranno aria nuova, chissà dove oscureranno i cieli o li abbandoneranno alla luce. All’azzurro.

Ci sono nuvole basse anche qui, e non so se il mio starle a guardare le faccia muovere più veloci. Le faccia sciamare verso altri cieli (i tuoi?)

le faccia addensare, strette strette una vicina all’altra (come vorrei che tu, che io…) le faccia sfracassare su questa terra arida dei miei sogni ormai quasi prosciugati da questa snervante attesa del temporale.

(by poetella)

revival…

e ancora lei…

(foto di poetella)

E ancora lei gli parlava

continuamente gli parlava.
E lui rispondeva?
Ma sì, certo. No, non con la voce, ché quella profumava altri panorami. No, non con la voce, quella cara voce, ma che so, col volo radente di un gabbiano, magari.
Non con la voce, mai dimenticata voce di ragazzo, no.
Magari con una foglia che le cadeva ai piedi sognando la primavera o con quel raggio di sole improvviso sulla sua scrivania o quella canzone, quella loro canzone dalla finestra proprio mentre lei, amorevole,

pronunciava muta nell’aria il suo nome

(by poetella)

Mentre camminavo tenevo…

(foto di poetella)

Mentre camminavo tenevo per mano i miei sogni

I miei sogni camminavano con me

I miei passi scandivano i ricordi

I ricordi si lasciavano selezionare, si mettevano in fila

La fila delle attese camminava con me

Le attese si facevano sempre più pressanti.

La pressione delle attese rallentava i miei passi.

I miei passi acceleravano guidati dai sogni.

Sempre.

(by poetella)