lo sai, lo sai, vero?

(foto di poetella)

.

Se non fosse che come un suono un vento

 i pensieri attraversati da

[intanto ripetere piccoli gesti mansioni note

ingenui inganni]

 

Se non fosse che di te

mi trema tutta la rete dei progetti

trema e s’assesta attorno

la scaglio avanti – ridisegno – rileggo

intrecci e luci e percorsi

Sedimento traguardi

 

Se non fosse per

me ne starei probabilmente

immota

come un fossile che ha dimenticato

 

Che non sa più la vita

(by poetella)

 

 

stamattina… Impressionisti segreti.

un minuscolo reportage fotografico con i quadri che mi hanno colpito.

Peccato che non abbia scritto il nome di tutti gli autori…

ma fa niente, no?

Innanzi tutto però, una sosta nella corte di Palazzo Doria Panphili

1

2

3

4

notate la meraviglia della pavimentazione!

e adesso un po’ di quadri…

cominciavo subito da quelli che mi hanno veramente colpita:

due opere di Gustave Caillebotte

Caillebotte

Gustave Caillebotte

e poi Renoir…

Renoir

e gli altri…

5

ma avrei dovuto fotografare tutto! C’erano proprio tutti! Dei meravigliosi Monet, e poi Gauguin, e Sisley e Pissarro e  tanti, tanti altri! Una mostra che merita anche la mezz’ora di fila che ho fatto per entrare. E sì che è da ottobre che c’è! E finirà a marzo!

Chi può ci vada!

(by poetella)

 

arpe sublimi…

buon ascolto…

dai, dura poco… merita!

 

(by poetella)

Li conosci…

(foto di poetella)
.
Li conosci i fruscii che fa la seta
dei miei pensieri
quando cammino nella sera
con questo sorriso di sposa
senza guardare senza vedere
spostando l’aria di questo tempo irreale
che profuma ancora di te
che fai della mia notte alba





(by poetella)

…s’aspetta

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 respiro trattenuto…

in silenzio

.

.

.

.

 

 

Oggi ho trovato…

… una foto nel web che avrei voluto scattare io.


Ma non è meravigliosa?

20200118_152337117040200523817006

e buona serata

 


da poetella

e a giorni…

getmedia.php(foto di poetella)

.

E allora torniamocene a casa, adesso

zitta zitta, dirò

come se fosse niente

 

Niente tutta la luce in petto

dietro gli occhi la festa, bassi,

ché non si veda

 

zitta zitta come dal mercato, le mani

le braccia colme di un tutto

che sembrerebbe un niente

un toccare le nuvole

e pasticciarcisi tutta

(by poetella)

 

 

fantastico, scintillante, caleidoscopico artista!

Qualcuno ha rivisto questo vecchio post… lo porgo a tutti. Merita!

Poetella's Blog

grazie! da poetella

.

View original post

certo, senza paragone…

1200px-Amedeo_Modigliani_060.jpg(Amedeo Modigliani. Nudo)

.

Un po’ come quando mi guardi dal basso

dal fondo del mare

le tue mani che mi scorrono addosso

ecco le spalle e giù fino alle mani e poi

la vita (le tue dita che quasi si toccano dietro) e poi i fianchi

e ancora su, una fascia di seta che m’avvolge

e nei tuoi occhi quel sorriso e io, come fossi l’oceano

(by poetella)

Dice, ma tu mi vuoi bene?

i gabbiani di Quarc.jpg(foto di Quarchedundpegi regalata a poetella)

 

…………………………… Dice, ma tu mi vuoi bene? Cacchio vuol dire tu mi vuoi bene?

………………………….. Ma no, no, lo so che vuol dire, ma che vuol dire domandarlo?

Questo stare sola, a casa, solo una musica che riempie, solo i pensieri liberi di gironzolare come gabbiani, visto come volano i gabbiani? Circoli e circoli. I pensieri senza peso, senza richieste, senza – Scusa sa, non è che…

senza – Chi ci va in farmacia?

Senza – Che stiri? Mi daresti una bottarella a queste paia di pantaloni e la cesta dei panni di vimini stracolma già di camicie e camicie e magliette e maglioni, solo una camicetta mia.

Senza cesta dei panni piena.

Questo stare sola a casa, solo una musica che riempie, solo i pensieri a gironzolare come le farfalle a primavera, visto come volano le farfalle? Un po’ qui, tremolando, un po’ lì.

……………………………… Dice, ma tu mi vuoi bene? Cacchio vuol dire tu mi vuoi bene?

…………………………….. Ma no, no, lo so che vuol dire, ma che vuol dire domandarlo?

Questo stare da sola a casa, solo una meravigliosa musica che riempie  e i pensieri liberi di volare verso te, che mai, mai chiedi – Ma tu mi vuoi bene?

Tu, meraviglia, tu leggerezza, tu saggezza, tu bellezza, tu libertà, tu maestro, tu amico, tu…

No, non c’è bisogno di dire altro. Anche perché adesso ho da fare.

(by poetella)

 

… sto pregustando un pomeriggio con la casa tutta solo per me. Forse oggi riuscirò a scriverle… forse.

( by poetella)

mentre si aspetta…

20200112_094814.jpg

(foto di poetella)
.
…………………………………………….. Che poi adesso che nell’aria non si svela alcun annuncio di primavera, adesso che s’invoca il sonno a gran voce, un sonno di marmotta, di riccio, di orso. Di chiocciola, tartaruga, rospo, di rana e verme, un sonno di statua senza pupille, fredda di pietra, liscia, bianca
…………………………………………………… poi, adesso che solo la nebbia, una compassionevole nebbia, annulla la stanchezza del mondo, prova ad annullare la stanchezza del mondo, per lo meno ci prova
e chissà dove vive mai, il mondo, come, dove pulsa, dove ama, e tu?
………………………………………………….adesso che neanche un fiore, neanche una promessa di fiore, neanche un’ombra di promessa di fiore che ci faccia fermare il respiro, che ci tenga sospesi in attesa adesso, guarda, il plumbago, quasi tutto rinsecchito, ha schiuso un fiorellino. Uno solo.

Mi basta



(by poetella)

Mahler- Adagietto della 5ª sinfonia

Pirandello da José Maria

Visto che non riesco a dormire… mi beo con la voce di velluto di Luigi… meraviglia assoluta.

appunti, semplicemente appunti

capolavoro assoluto…

View original post

mi sa che pure le tortore…

fed361c2-a7d0-4d43-827d-8206f58000fb.jpg(foto di poetella)

 

……………………………………………………….. No, sai, ho deciso. Non ti scrivo

Non ti scrivo anche se vorrei parteciparti quell’esaltazione a guardare il cielo che m’è piovuta addosso stamattina. Il colore. Quel colore. Uguale. Proprio la stessa tonalità. Precisa. Gradazione cromaticamente identica a, ma lo sai a che. Che a guardarlo, certe volte, mi sa che non solo gabbiani, piccioni, cornacchie, mi sa che pure le tortore, mi prende come un senso di refrigerio. Acqua di sorgente dopo l’arsura della salita in vetta. Il cielo. Quel cielo. Che cielo!

……………………………………………………… Ma no, sai, ho deciso. Non ti scrivo

Anche se ho guardato su mille volte, mille volte e dovrei dirtelo, oggi. Va bene, non mille. Ma parecchie, che credi! Ed ho guardato e intanto mi rigiravo certe tue parole in testa. Come un ghirigoro. Un  disegno a china.

……………………………………………………. Ma perché dirtelo?

Abbiamo imparato a lasciar inaridire la terra, prima di gettarci l’acqua. Abbiamo imparato a  far arrivare la pianta ad un attimo prima di veder afflosciare le foglie. E poi, giù acqua. E quella che sparge profumo, che rivive, grata.

………………………………………………… – Mai! Nessuna mai come te.

Abbiamo imparato  a lasciare tanta aria in mezzo, così tanta aria che l’incendio, poi, non può che essere devastante. Non può che distruggere ogni grigiore, ogni tedio, ogni vissuto  non vissuto. Ogni erbaccia cresciuta spontanea sui giorni.

…………………………………………………… Comunque  no, sai, ho deciso. Non ti scrivo

Anche se stamattina, davanti allo specchio con lo spazzolino in mano, guardavo come la luce filtrata dalla tenda di lino mi faceva bella, liscia e rosea che tu

………………………………………………………. – Sei di burro!

lo so che l’avresti detto. E non mi vedrai mai di mattina, con lo spazzolino in mano e mai

………………………………………………………. – Sei di burro!

mai, di mattina. Ma non fa niente. Il tempo non esiste, con te. Non conta.  E anche se non mi dirai mai, mai niente di mattina, con lo spazzolino in mano e la camicia da notte sul bordo della vasca, un angolino a terra, i capelli tirati su e la luce che entra dalla tendina di lino morbida e dolce e le tua labbra morbide e dolci da scambiarci il sapore di menta e cannella e maggiorana,  insomma, il sapore del dentifricio.  Quello che è. Non fa niente proprio. E dunque

dunque  no, sai, ho deciso. Non ti scrivo.

Tanto sai tutto.

(by poetella)

 

 

ieri, Venere…

venere.jpeg(foto di poetella)

.

………………………………………………Se si potesse, pensavo, si potesse affondare tutti i pensieri nella nebbia,

quelli peggiori, dico, come certe mattine nella nebbia affonda la via Tiburtina, rinomatamente gran brutta strada nel suo percorso urbano, per lo meno, squallida, senza speranza, senza grazia, senza misericordia, proprio come certi pensieri
che ci scorrono in testa  a volte e non c’è verso di farli deviare, far loro cambiare strada, farli dileguare, rinnovarli, restaurarli,

proprio come si rinnova quell’orribile via Tiburtina, certe mattine diversa, immersa in una compassionevole nebbia, guscio morbido dove tutto sarebbe potuto accadere, tutto apparire all’improvviso, un volo, un volto, persino un fiore miracolosamente scampato all’inverno

o come ieri sera, quando nello squallore quasi post bellico di certi orribili, quasi scheletrici palazzi, fantasmi di palazzi abbandonati, o magari non abbandonati, spoglie, in quella malevola immagine di miseria e dolore, superba brillava Venere

portando consolazione speranza e grazia

 

(by poetella)

 

venere.jpeg

Dice: -ma è solo…

Schiele-abbraccio-700x438.jpgL’abbraccio di Egon Schiele

.

.

Dice – ma è solo sesso!

– solo sesso?

– (…)

– solo? ma, dico… roba da matti!

 

(by poetella)

 

Come se non bastasse…

Ho ritrovato questo post di anni fa. E ho sorriso. Perché? Lo so io perché…

Poetella's Blog

la lavanda(foto di poetella)

Come se non bastasse
se non fosse già abbastanza il taxi che era arrivato
in soltanto tre minuti
se non fosse abbastanza che aveva corso
come un matto
o magari solo cercando di pareggiare il mio cuore
(superarlo no, impossibile!)
Come se non fosse già abbastanza l’ascensore al piano
e il viaggio velocissimo
neanche il tempo di pettinarmi
– ma che ti pettini a fare, cara mia!-
e quella tua porta socchiusa
e dietro tu con quel sorriso da Dioniso
e quelle tue braccia come una morsa
e il tuo collo profumato
e quelle tue labbra e il tuo petto contro il mio
e il tuo cuore simmetricamente in tumulto
simmetricamente in allerta

e poi la festa!

Come se non bastasse
se non fosse già abbastanza quella centrifuga
di piacere
che ci ha scomposti e ricomposti più volte
più belli più giovani più gloriosamente amanti
beh, dopo…

View original post 88 altre parole

Indovinello

… chi brilla di più, la luna, il lampione o il mio cuore felice?

( by poetella)

E adesso…

… “portami con te

come un incendio nelle tue abitudini”

(Mariangela Gualtieri)

(by poetella tua)

Ahhhhhh! Arrivati!

… però comincio a leggere domani ché oggi… c’ho da fa…😉

(by poetella)

Ok…

(foto di Quarchedundepegi regalata a poetella)

.

Sciogliamo le campane sciogliamo le vele voltiamo la clessidra tiriamo giù il ponte levatoio accendiamo tutte le fiaccole imbandieramo le finestre di rosso e oro voltiamo ancora la clessidra e ancora e ancora… poi..

che la festa cominci!

(by poetella)

Ma io lo salverò?

Un ripescaggio…

Poetella's Blog

fuoco1

(foto di poetella)

 

Ascolta poetella

 

Ma io lo salverò? Lo salverò

proverò a salvare

lancerò tutto il peso pesante

Il greve il grave  tutte le paure i disordinati inganni

 

Salverò questa luce doratura di ore

inaspettata  sbucata così

senza chiamarla arrivata a vestirmi

quest’orizzonte liscio e piatto

senza curvature questa desolata piana senza vento.

 

Io la curerò ci metterò un pannetto per riparo

Ci metterò legnetti piccole pigne

Soffierò con tutto il fiato

soffia e soffia

 

non ti fermare questa lucina falla più grande

falla più viva ardente

Ardente di gioie regalate alla bimba malata

Guarita.

 

Canterò senza pregare solo bevendo mangiando

 

 

l’amore.  Fino a quando c’è. Giuro.

(by poetella)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

 

View original post

Che poi mi sono messa a pensare…

la-bellezza.jpg(foto di poetella)

.

Che poi mi sono messa a pensare (chi sa perché, poi, che dovrebbe esserci tempo, ancora) che comunque ci si darà da fare. Parecchio. Io lo so che quello è il modo. Lo so bene. Quella l’ancora, il filo del palloncino, le scarpe buone. Fare, fare e fare. Un lavoro incessante. Fatica. Non dico servirà scendere in miniera. Conoscere pala e piccone. Vanga, martello. Neanche lottare coi Ciclopi, le Idre. I Draghi focosi. I mostri meccanici. Chi li vede in giro. Ce n’è in giro?

 Ogni attività potrà andare bene, ogni canto, ogni grido, ogni suono che vinca l’immobile silenzio. Basterà. Velocità. Rivoluzione di tutte le cose da sotto a sopra, da sopra a sotto. Pulizia, magari. Riposizionamento. Certo, ci vorranno attrezzature acconce, professionalità. Non un fare scalmanato – dissennatoscombinato. Non dico questo.

Ma niente porta aperta a quel sibilo di fumo nero che s’insinuerebbe nel silenzio. Fare, fare e fare rumore. Tintinnio di cristalli, frastuono di grancassa. Musica, maestro!

E misurare, poi, calcolare la distanza-vicinanza, infine, via! Si va. Si agisce. Si agirà.

Non si lascerà scoperto un minuto, non si presterà il fianco allo scocco, non si permetterà al nemico l’arrembaggio

giuro! Giuro, giuro!

Si avrà così tanto da fare che neanche una volta, nemmeno una briciola di volta, nemmeno una stramaledetta, dannata  volta si penserà

penserò, io penserò che t’ho perduto. Quando sarà.

(by poetella)

Valse de l’adieu – Chopin

 

 

 

E dire che ignoro le leggi del…

sam_0177.jpg(foto di poetella)

.

 

E dire che ignoro le leggi del vento. Poi oggi non c’è trambusto in cielo e nelle strade che mi percorrono. Niente crocicchi tra un qui e un lì. Niente salite/affanno.

Solo un andare abbastanza placido di barchetta a remi i miei pensieri piccolini. Un incedere come di passi cadenzati.

E fuori scurisce il cielo. Si sdraia, s’accomoda la luce sulla notte.

E tutte le cose stanno per addormentarsi e in me si svegliano in attesa di nuovi sbilanciamenti verso il giorno, tranquille, con saggezza. Ordinatamente.

Ignoro le leggi delle onde di luce, niente voglia di scoprire i segreti dei suoni.

Se ne hanno.

Così sto. Andando/gustando

l’inverno di quiete in petto

(by poetella)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

rubato dal…

blog di Claudio

un brano con una carica esplosiva! Peggio di un vulcano attivo! Strepitoso! Incalzante, dilagante, straripante, devastante!

WOW!

ascoltatelo. Merita!

 

(by poetella)

e questo è lui, Eric Whitacre

ericwhitacre.jpg

Perché vedi, Giorgio…

(foto di poetella)

.

Perché vedi Giorgio, l’importante è non disegnare un cerchio attorno a un unico grande fuoco. Accendere luci laterali, ecco, invece, grandi, piccole.

Come diceva quello?

Divide et impera.

Così.

Ma sì, lo so, lo so. Ci sono fuochi con un brillo quasi accecante. Ipnotici. Che non riesci a guardare e non riesci tra l’altro proprio a vedere altro. Lucentezze astrali. Grandiosità incommensurabili. Ti pare che non lo so, amico mio?

Ma noi no, noi, i saggi, no.

Fiaccole, candele, torce, anche lampadine, voglio dire, perché no?

Ma un unico fuoco, mai. E se si spegnesse? Io? Io dici?

Io sto cercando di imparare. Per adesso? Eh, per adesso…

Per adesso non ci sono.

Ché lui, ah, lui! è ancora, splendidamente, superbamente, prepotentemente mio unico, insostituibile, ineguagliabile fuoco.

Dai… imparerò.

(by poetella)

Ahhhhhhh!

… starsene a rileggere “L’ordine naturale delle cose”* per, credo, l’ottava o la nona o decima volta con in cuffia L’Adagietto della V sinfonia di Mahler… che si ripete all’infinito…

non ha prezzo!

Ancora buon anno a tutti!

(by poetella)

* ovviamente, L’ordine naturale delle cose è un libro di Antonio Lobo Antunes… neanche a dirlo!

😊

beh…

Screenshot_2019-12-31 Foto di Instagram di nontelodico • 31 dicembre 2019 alle ore 10 02(1).png

… cosi é più carina?

così ancora di più!

img_20191231_133359_3152292757677531841360.jpg

giochino fatto col cell per augurare il Buon Anno a tutti gli amici di WP!

.
.
.
.

Quando mi chiami…

Qui la voce di poetella

2015-02-12 16.28.50.jpg(foto di poetella)

.

Quando mi chiami,

quando tagliuzzi lo spazio e il lontano, quando lasci andare a mani aperte le rondini nel mio cielo d’inverno, con quella tua voce di girasole, io, senti, mai, mai, mai quando mi chiami potrei continuare a fare quello che faccio, mai potrei continuare a dire quello che dico.

Quando mi chiami

devo fermarmi come ci si ferma se si sente rombare il  tuono e si guarda su, o fuori se si è chiusi in cucina o in camera  o chissà dove chiusi, farfalla imbozzolata, si guarda il cielo, fermi.

 

E s’aspetta.

(by poetella)

(roba vecchia, sempre attuale. Ma come si fa! Dico io… come si fa! Dopo così tanto tempo…)

.

.