senza paragone…

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Pierre-Auguste-Renoir.-Nudo-disteso-visto-di-schiena-1909

(foto dal web.Pierre Auguste Renoir- nudo disteso)

…………………………………………………………..………….. Senza paragone

come il minuscolo gruppo di foglioline nuove alla base del ramo quasi nero

della piccola rosa, tutta potata, tutta quasi spoglia, tutta cotta di caldo,

con solo due foglie giallastre in cima, quasi morta, forse morta, forse temuta

morta e invece no.   

 

………………………………………………..………………  Senza paragone

come quel minuscolo cinguettio che si insinua lieto tra le ore del primo

mattino nella stanza ancora in penombra, ancora in silenzio, ancora

incontaminata dallo sferragliare delle piccole o grandi occupazioni giornaliere,

tessendo trame di dolcezza, d’allegria, proponimenti  di fiduciosa scena d’interni.

 

……………………………………………………..………………  Senza paragone

come il ricordo di una voce più dolce di quella dell’uccellino misterioso,

più misteriosa di quella di chiunque sconosciuto o conosciuto essere

che respira, più calda, più torbida, più amante, che ripeteva Guardati!

Ma chi sei tu? Guardati, che splendore! mentre percorrevi il mio corpo

con quel tuo sguardo, foulard di seta azzurra liscio e frusciante,

e sotto lo sguardo

 mi distendevo tiepidamente,  languidamente. Fremendo.

 

(by poetella)

 

 

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Dice: E’ Urano. Il transito di Urano…

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artwork-mystery-symbols-symbolism-mystic-gravity-falls-fresh-hd-wallpaper.jpg(foto dal web)

 

 

Dice: E’ Urano. Il transito di Urano. Ogni sette anni. Circa. Urano è cambiamento.

Dice: Dobbiamo cambiare. Dobbiamo capire in cosa non siamo aderenti al nostro progetto.

La sto a sentire. Davanti alla tazza di caffè, al tavolino in balcone. È fresco. Si sta bene. La città è silenziosa. Ancora semideserta. Semiaddormentata. Solo la sua voce al telefono.

Dice: I pianeti ci insegnano. Ci indicano. Se non vogliamo capire con le buone usano le cattive.

Dice: Che ti pare perché mi sono ammalata? Perché non volevo capire. Che devo fare per farti capire, dice Urano? Ti faccio ammalare. E vediamo se capisci. Ho capito.

 

La sto a sentire. La sto sempre a sentire. Intanto penso a me. O cambi o ci penso io a farti cambiare. Già. Lo so bene. I pianeti ci guidano. Sto cominciando a convircermene.

Dice: Dobbiamo lasciare andare quello che non è nel nostro progetto evolutivo. Dobbiamo riconoscerlo e lasciarlo andare. Se non sono casini.

E se noi lo lasciamo andare e chi ci sta vicino no? Dico io.

Dice: Sono casini uguale. Siamo tutti collegati. Gli errori degli uni li pagano tutti.

…………………………………………………………………… Quindi?

Dice: Chi capisce si salva. Chi no, no. Tipo diluvio. Hai presente?

 

Bah… ci manca solo il diluvio, adesso. Ci manca.

 

(by poetella)

stasera non ce la faccio…

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notte insonne… viaggio malinconico di ritorno

dopo aver rinunciato a inseguire Piero della Francesca a San Sepolcro

e a Monterchi…

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ma vi metto alcune foto delle bellezze di cui poi parlerò

appena recuperate le forze.

Come si dice: la Bellezza  ci salverà… spero.

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ecco un angolo di quel delizioso paese che ha nome Montefalco in Umbria

scrigno di delizie

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e questo è uno assaggio della chiesa di S. Francesco a Montefalco

con gli spettacolari affreschi di Benozzo Gozzoli

“allievo a Roma e maestro a Montefalco”

chiesa che è polo museale, con un museo ricco di reperti archeologici

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(statua di Ercole, II secolo AC)

opere splendide

e le cantine dei frati con i vecchi torchi per l’olio, il sublime olio umbro…

che si può gustare assieme ad autentiche delizie

nel ristorante Coccorone, dove ho sempre mangiato la migliore carne del mondo!

e altrettanto bene bevuto!

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da lì ancora una volta ad Assisi

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gioiello di paese che custodisce uno dei tesori della nostra arte medioevale

di cui è inutile parlare, credo, no?

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beh… l’ho detto, il tutto doveva continuare con Piero della Francesca ma

a casa c’era il mio ragazzo solo, che sentita la scossa che l’aveva svegliato

aveva pensato: “Beh, non ci posso fare niente!”

e s’era rimesso a dormire.

E addormentato l’ho trovato alle 8.30 di mattina, quando sono rientrata con passo felpato a casa…

e adesso me ne vado a nanna, ché so’ cotta!

a presto dalla vostra

poetella

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Ma tu, tu dove sei?

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(un video di poetella)

……………………………………………………………………….  Ma tu, tu dove sei?
Si continua a camminare. Sassi lungo la via. Aggirarli. Oppure scavalcarli. Dipende dalle forze residue. Poche. Decisamente poche. Ti credevi un supereroe, carina?sei solo una donna. E dunque.
Tuttavia, continuare a chiedersi

…………………………………………………………………… Ma tu, tu, dove sei?

Abbiamo collezionato scatoloni pieni di ricordi. Polverosi, ormai. Decisamente polverosi.
Forse non polvere. Forse s’è tutto sbriciolato. Ruggine. Resti friabili di un sogno.
Siamo svegli, adesso. Lo sai, vero, che ho smesso da un po’ di sognare.
Vivo di piccole cose terrestri. Ho lasciato le terre degli Iperborei. Da un po’.
Ma tu non lo sai. no. Credo di no. Tu non sai più niente di me. O quasi.
Indubbio che se volessi sapere, se proprio volessi, potresti.
L’aria è satura del mio pensiero. Ti basterebbe respirarne un po’ e sapresti.
Ma tu, tu vivi in altre atmosfere, ormai. Credo.
Ed io controllo l’insorgere maligno di eventuali altre piccole rughe. Niente, per adesso.
Mi riconosceresti.
Sono sempre io. Quella che chiamavi la tua Belladonna.

E lascio passare il tempo. Che cancellerà.


(by poetella)

 

poetella turistella…

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Oggi ce ne siamo andati a fare i turisti ad Anagni, nota come la città dei Papi per aver dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) e per essere stata a lungo residenza e sede papale. In particolare il nome di Anagni è legato alle vicende di papa Bonifacio VIII e all’episodio noto come lo schiaffo di Anagni.

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Nel centro medievale, fatto di edifici eleganti ed austeri, di chiese romaniche, di campanili,

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con un’arietta fresca da deliziare…

il corso

e poi logge e piazze dall’architettura sobria ed essenziale, notevole  il duecentesco palazzo di Bonifacio VIII,  di cui metto un po’ di foto delle splendide sale…

sala delle oche

la sala delle oche…

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la sala degli scacchi…

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e il “Sommo” che non poteva mancare, nella sala del famoso “schiaffo”… che poi, dato con un guanto di ferro o no, non si sa…

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E ancora a spasso… il palazzo civico, la casa Barnekow e le numerose chiese, su cui troneggia la cattedrale, con la splendida cripta con gli affreschi che sono uno splendore! Uno dei più interessanti cicli pittorici del Duecento italiano.

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da notare l’articolata composizione degli spazi! Una chicca!

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… ed ecco  la cripta… chiamata la Cappella Sistina del Medioevo! Davvero emozionante!

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peccato ci fosse gente… sarebbe stata più bella vuota, ma…

 

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il pavimento della cripta.jpg

il pavimento cosmatesco…

(ho scattato poco ché era vietato…  )

Poi a spasso per vicoli… un vicolo.jpg

Ok, in bianco e nero… dai…

 

e a pappa in un ristorante che consiglio a tutti:

Ristorante del Gallo… cucina perfetta… ottima qualità delle materie prime usate…

E conclusione con un dolce da svenire!

Sbriciolata di pasta sfoglia affogata in crema ai frutti di bosco!

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Wow!

e un po’ di musica medioevale come ci sta?

 

Gita consigliata a tutti!

(by poetella)

 

 

Sai che pensavo, amore mio?

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(foto di poetella)

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…………………………………………………………….. Sai che pensavo, amore mio?

mentre l’arietta fresca delle sette di mattina trafficava tra i piccoli fiori

del plumbago e in cielo una coperta di nubi stagnava come ovatta bagnata

dopo tanto azzurro troppo azzurro,  basta azzurro! quasi a placare con quel grigio

quasi a cancellare, a scolorire, a favorire l’oblio, non trovi che il grigio sia il colore dell’oblio?

Dunque seguitiamo.

…………………………………………………. Dicevo: sai che pensavo, amore mio?

mentre spiavo la pianta delle rose, quella grande, così stanca di caldo, così

prosciugata  di forze, languente quasi di sonno, di voglia di ristoro che poi ma da dove

ma quando, per  quanto ancora? Si cambi ritmo, carina, adesso. Ci si spieghi.

…………………………………………….Ma sì, dicevo: sai che pensavo, amore mio?

analizzando le mie forze bruciate da troppo rimpiangere, troppo rimescolare

troppo sparpagliare speranze, troppo aspettare risposte negate, insomma

………………………………………….. ecco: pensavo che in teoria dovrebbe essere

 

arrivata l’ora di farla finita

 

(by poetella)

 

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Nel buio fresco della…

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notturno(foto di poetella)

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Nel buio fresco della notte nel silenzio

mi giro un po’ sul fianco per guardare

la finestra

nell’aria che lieve muove le tende  rilasso i muscoli

distendo i pensieri lascio affondare

nel gorgo di me tutto il duro, l’amaro, l’aspro

tutto il ruvido, il vecchio, tutto il marcio

lascio che minuscole briciole di gioia sedimentino

ricoprano, sommergano

lascio s’espandano come sabbia fine

che sotterri, tolga l’aria, inneschi la metamorfosi

fossilizzi

 

lascio che là sotto si strutturi un diamante

(by poetella)

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Lo racconterai mai a …

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(foto di poetella)

 

 

…………………….…….. Lo racconterai mai a qualcuno, ma no, tu no, tu non racconti! Tu tieni tutto per te. Sigillato. Chiuso nel tuo scrigno privato. Nascosto ai più. Anzi, a tutti.

E comunque ti capiterà mai di raccontare a qualcuno  di una donna che ti ha amato

– perché poi parlare al passato? – Di una donna che ti ha amato, tuttavia, oltre

oltre ogni possibilità d’amare, senza mai chiedere, senza pretendere – pretendere! Che parola! –

 

………………………………….Ti capiterà mai di ricordare e raccontare di quei giorni, pochi,

certo, certissimo, pochi, ma potenti come lo schiaffo di un padre severo,

che ti lasciano il segno per giorni  –  giorni? Giorni? –  

……………………………………………………..ti  capiterà mai di ricordare il sorriso e gli occhi chiusi

e quel cuore che ti bombardava la camicia celeste, o blu, o bianca o, quella volta, ricordi?

nessuna camicia  e qual era che batteva così forte, il mio? Il tuo?

Ma no, il tuo sempre tranquillo. Quasi sempre.

 

E comunque ti capiterà mai di raccontare la dirompente invasione dell’amore nella tua stanza rossa?

 

Anche solo di raccontartelo, così, solo un pochetto. Mai, eh?

 

(by poetella)

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sette barattolini semivuoti…

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(foto di poetella)

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…………..sette barattolini semivuoti

di creme e cremette che non uso più

otto o nove

o forse dieci residui di rossetti

(che colori assurdi!

non siamo più in età da rossetti così!)

e pettinini e mollettìne e fiocchettini

nastri, nastrini (ma dico io!)

una chiave, che chissà cosa apriva. O chiudeva.

Via, tutto buttato. Facciamo spazio al nuovo

ci sarà pure un nuovo, no? Ripristiniamo il vuoto

nell’armadietto del bagno appena restaurato.

 

Potessi in cuore, così.

 

(by poetella)

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