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(foto dal web)

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(Alla maniera di Sei Shōnagon)

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…………….…… Sentirsi guardare da un uomo con la pancia e gli occhi piccoli e accorgersi che ti guarda come se non avesse la pancia e gli occhi piccoli e soprattutto capire che vorrebbe, come se non avesse la pancia e gli occhi piccoli, essere guardato e non solo.
……………………. Accorgersi, dopo aver rotto le uova nella ciotola dove si è precedentemente già dosato lo zucchero, di non avere il lievito per dolci e sperare di trovare la vicina e che lei lo abbia.
…………………… Sperare di trovare nella posta una tua mail o magari sul cellulare un tuo messaggio o scorgere in cielo un piccione con una tua missiva tra le zampe e verificare che invece niente di tutto questo accade, né accadrà
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…………………..… Aver scelto d’abbinare alla gonna a tubino preferita il cappottino preferito, abbinamento cromatico perfetto e accorgersi che la gonna sbuca fuori di ben un centimetro abbondante dal cappottino e dover rinunciare all’abbinamento.
……………………… Dover rinunciare all’abbinamento tra il tuo nome ed il mio nome, tra le tue braccia, le tue mani e le mie spalle e la vita e il seno e i fianchi. Dover rinunciare all’abbinamento tra te e me.
……………………….Dover anche rinunciare alla speranza di trovare qualcosa da leggere che mi appassioni e mi soddisfi più di quanto mi appassiona e mi soddisfa il mio scrittore preferito di cui ho ormai letto tutto il tradotto in italiano e tutti sanno chi sia. Anche tu.
……………………………. Continuare a desiderare di trovare ancora qualcosa che mi appassioni e mi soddisfi di più di te. Inoltre sperare di essere ancora una volta guardata da te come mi guardavi allora, appassionato e soddisfatto, anche se ormai sono diciotto mesi che non mi guardi più.

E mai più, temo, mi guarderai.


(by poetella)