In questa casa che mi si stringe addosso
questa casa senza televisore in soggiorno, una consolle barocca al suo posto, chiusa la presa dell’antenna centralizzata, senza divano per stendersi e pensare ai ricordi


– solo un divanetto del ‘700 ritappezzato di giallo  otto o forse nove o dieci anni fa e ancora tutto pulito, tutto giallo splendente ché chi ci si siede? Nessuno. E a fare che?

A guardare i quadri, le porcellane, le mensole, i piatti cinesi e i fiori di seta e gli avori, tutto muto, tutto immobile e il tempo segnato dal Cartel che è un tempo  finto, lontano dalla realtà, scollato dal mondo che fuori sorride solo tra i gerani, le begonie e le rose, anche loro con la stanchezza di vivere in questo caldo d’inferno.





(by poetella)