(foto di poetella)

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Il Maestro le aveva insegnato.

Con una tecnica impareggiabile.

Passa il sapere con calma.  Il tuo sapere. In cui credi. Che hai assimilato e vissuto.

Lascia impregnare. Dai l’esempio.

Correggi.

Aspetta.

Dai ancora l’esempio.

Ancora correggi.

Aspetta.

Potenzia il sapere con  premi. Gratificazioni equilibrate.

Senza mai esagerare.

Stimola. Sveglia. Estrai le conoscenze già in lei.

Affondale nel suo sapere. Radicale. Arricchisci. Espandi.

Il Maestro era insuperabile. Preparato.

 

Lei imparava. Ogni tanto sbagliava.

C’erano state anche delle punizioni, quando s’era applicata poco, all’inizio.

Sentendosi preparata. E invece no. C’era da fare. Da studiare.

Anche dure. Durissime, le punizioni.

Da chiudersi in camera a piangere. Da provare rancore. Ti odio. Non voglio vederti più.

 

Ma il Maestro s’era dimostrato sempre pronto a rivedere il suo giudizio, ogni volta che lei gliene aveva dato motivo.

E lei ne aveva dati, di motivi.

Aveva dimostrato una grandissima voglia, una grandissima capacità d’imparare.

Dedizione assoluta al progetto. Fame di conoscenza. Di crescita.

 

Un’allieva modello. Forse perché amava il Maestro.

Ci vuole l’amore. S’impara meglio, con l’amore. E la fiducia.

Lei sapeva che il Maestro agiva con correttezza. Per lei. Per la giustizia. Per la consapevolezza.

 

Grande fortuna aver avuto un Maestro così.

Di quelli che trovano i talenti e, come semi, sanno concimarli. Fino a farne alberi giganteschi. Capaci di sopravvivere anche nelle condizioni più avverse. Forti e fruttuosi anche in tempi di siccità.

Lei non aveva più paura della siccità, adesso.

Se anche fosse arrivata, e sarebbe arrivata, ne era certa, le sue radici fonde avrebbero attinto all’acqua della riserva, al centro del suo cuore.

 

Il Maestro sarebbe stato sempre la sua inesauribile sorgente.

Presente o assente.

Ormai era così. Ed era bello. Molto.

(by poetella)

 

 

 Charlie Parker & ChetBaker-Summertime

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